martedì 25 luglio 2017

"Testimonial"

E poi un giorno leggi che ....


lunedì 24 luglio 2017

Consigli per usare meglio la bicicletta.

Ne ho viste di tutti i colori da quando pedalo. Per questo mi sento di dare qualche raccomandazione. Consiglio di non usare la bicicletta per farvi dei nemici tra i compagni di uscita e/o ciclisti e/o per rompere le pelotas al prossimo ciclista, facendo di tutto per emarginarlo e umiliarlo. La logica del gruppo non paga mai.  Tutti fatichiamo in bici e siamo tutti uguali. Usate la bicicletta come strumento di fratellanza. La bicicletta insegna come un buon libro a mantenere equilibrio e misura. Troppe volte ho visto ciclisti amatoriali, atteggiarsi a "big", a "corridori prestigiosi",  a "famosi campioni",  a "incredibili e formidabili atleti". E' semplicemente ridicolo questo atteggiamento mentale, che denota senz'altro disturbi psichici. Il disturbo psichiatrico può derivare anche in questo caso da esperienze esistenziali e può essere influenzato dall'ambiente esterno, soprattutto relazionale. Il cervello   è plastico e risente di tutte le esperienze. Quindi state tranquilli e pedalate sereni che tanto non si vince nulla. Se proprio non riuscite a contenere i vostri deliri di onnipotenza,  mettetevi il numero dietro la schiena e andate a misuravi nelle gare, troverete qualcuno che vi ridimensionerà. Ma vi consiglio di darvi al biliardo, risparmiando tempo e soldi. Saluti ciclistici. 

Test Sciconbags Aerocomfort 2.0 TSA

Solamente un cicloamatore evoluto può testare una Sciconbags. I team professionistici vengono pagati per usarla. 
Concepita e realizzata per il trasporto della bicicletta da corsa, la Sciconbags Aerocomfort 2.0 TSA, rappresenta un oggetto del desiderio del ciclista, d'ogni livello e categoria; vero ma vediamo se ne vale la pena. Io ho avuto la possibilità di testarla viaggiando con il treno e l'auto, senza problemi. Il produttore, assicura che è adatta anche al trasporto aereo. Una specifica trattazione merita l'analisi del sistema di bloccaggio della catena, anche perché è uguale a quello dell'ultima versione, la 3.0. TSA. Più precisamente, vi spiego come posizionare correttamente biciclette dotata di cambio di ultima generazione, a gabbia lunga, come per esempio quello dello Shimano Dura Ace 9100. In questo caso, consiglio di posizionare la catena sulla corona più grande (per esempio il 50 o il 53) e scalare il rapporto sul 14-15 ( più avanti si finirebbe per fare toccare il cambio sul struttura metallica della borsa). In tal modo, si evita che la puleggia del cambio in questione, finisca per spingere sulla parte interna della borsa, una volta chiusa la zip.  E' una precisazione importante, ad uso e consumo dei miei lettori. Il cambio, è protetto lateralmente, invece da un supporto specifico metallico che va avvitato con lo sgancio rapido fornito in dotazione. 
Occhio a spingere la borsa su pavimenti irregolari, come quelle delle stazioni ferroviarie; in questo caso, le  quattro rotelline della borsa, possono perdere la traiettoria del trasporto a mano. Allacciate bene le cinghie nei punti previsti e assicurate la bicicletta alla struttura metallica serrando i galletti ovvero gli sganci senza stringere troppo, è sufficiente una minima pressione. La borsa è adatta anche al trasporto di altri oggetti, al suo interno, come per esempio le scarpe, contenute nell'apposita sacca. Usate le protezioni in dotazione per il tubo orizzontale, il manubrio ed infine il coprisella; quest'ultima serve anche per fermare il telaio con una cinghia. Consiglio di usare questa borsa per conservare la vostra bicicletta, anche nel caso di non uso protratto nel tempo. Le ruote sono collocate e protette all'interno della borsa. Ho inserito le ruote con pacco pignoni, non sgonfiate e con sganci, senza problemi.
La borsa è adatta al viaggio sicuro, ma ovviamente, evitate di appoggiarvi sopra borse o altri oggetti pesanti, perché la 2.0 e la 3.0 TSA, sono borse che trasportano solo biciclette al suo interno e non sono adatte al trasporto di altri oggetti collocati all'esterno 😉. Saluti ciclistici. 





Come consiglio di posizionare il cambio con gabbia lunga, Shimano Dura Ace 9100 ( meccanico). 

Il trasporto delle biciclette su Treni Italia.


Il resto dell'Europa, in tema di mobilità, va a 200 km/h, mentre l'Italia, procede a 50 km/h. Le biciclette e i ciclisti  hanno il diritto, in nome e per conto della tutela dell'ambiente e della salute della persona, a viaggiare comodamente anche in treno. Ciò nonostante, non è così. Per l'ultima avventura alpina, ho scelto di testare, il trasporto della bdc su treno. Smontata e messa nell'apposita valigia delle dimensioni previste dal regolamento di Treni Italia, ho fatto un lungo viaggio, su una tratta, sulla quale ho viaggiato sia con il Freccia Rossa e Freccia Argento, sia con un semplice treno regionale (Lazio). Ebbene il dato sorprendente del test, è che viaggiando con i Freccia, con un costo di circa  80/90 €, non ho trovato l'apposito vagone o il comodo ripiano, e per questo, sono stato costretto a mettere la valigia nel corridoio ( foto a sinistra), del vagone e a viaggaire in piedi, per vigilarla ed evitare danni accidentali, da parte di passeggeri. Diversamente, viaggiando sul treno regionale ho trovato un apposito vagone dedicato al trasporto sicuro e facile della bicicletta, smontata oppure montata ( foto a destra), a fronte di un biglietto di circa 6 €. Evidentemente sino a quando i vertici e/o i responsabili di Treni Italia, non saranno dei ciclisti o quantomeno aperti alle nuove frontiere del trasporto, questo sarà il dato di fatto, ovvero il disagio a cui andrà incontro, chi vorrà portare con se la bicicletta.  Mi viene da fare un altra riflessione. A cosa serve un treno veloce, quando non è adatto al trasporto di bagagli ? E soprattutto, Treni Italia, è a conoscenza che in Italia, ci sono migliaia e migliaia e molti di più di ciclisti, che normalmente, portano con sé la bicicletta  e non solo in vacanza ?   E pensare che il regolamento di Treni Italia dice: "Puoi portare gratuitamente una sola bicicletta (smontata e contenuta in una sacca o una bici pieghevole opportunamente chiusa), sistemandola negli spazi previsti per i bagagli. Se non ci fosse abbastanza spazio, puoi sistemarla altrove, purché non sia d'intralcio o fastidio per gli altri clienti o per il personale di bordo. In ogni caso le dimensioni non devono essere superiori a cm. 80x110x40." CLICCA QUI
Saluti ciclistici  

sabato 22 luglio 2017

Quelli del caffè ☕️ sulle Alpi

C'è chi con gli amici  il caffè ☕️ lo prende comodamente al bar e c'è chi invece ha l'abitudine di prenderlo sulle Alpi. Noi siamo Quelli del Caffè sulle Alpi 😉Saluti ciclistici. 

Zoncolan, il mostro carnico

Oggi ho messo nel sacco anche la salita più dura d'Europa, dal versante più spietato, quello da Ovaro. Ci sono momenti che sogni; e quando li realizzi ti sembra come di avere concluso parte della vita. Una vita da ramingo. L'arrivo sulla cima dello Zoncolan e' stato il momento in cui ho realizzato un sogno folle. In fondo una parte di me e' rimasta anche su questa cima. E tutte le cime, le porto sulla pelle, come un tatuaggio del coraggio. Tanto per rendere l'idea dell'impresa vi racconto un aneddoto accaduto mentre salivamo verso l'inferno dello Zoncolan. Poco prima a bordo strada abbiamo incontrato una persona anziana, vestita con abito della domenica e cappello e con le mani appoggiate al bastone, ci guarda e ci dice : "Siete pazzi a fare lo Zoncolan a quest'ora . " Mi piace ricordarlo come Caronte, e forse lo era in effetti. In verità non c'è un ora per andare all'inferno. Chi va per lo Zoncolan e' folle, un "anima" che arde nella passione del ciclismo, che ha il coraggio di sfidare i propri limiti. Lo Zoncolan non è una salita comune, è un delirio di onnipotenza della natura. e non e' paragonabile a nessun delle grandi e dure salite, quelle che hanno scritto le pagine epiche del ciclismo. Ma forse e' più di una salita; e' lo Zoncolan. Credo che su questa massacrante rampa ci si consuma anche nello spirito. Dopo averlo fatto, niente sarà più come prima. Per certi versi lo Zoncolan ha una valenza spirituale: mondare l'anima. E meglio di Dante nessun'altro può spiegarcelo. Nel canto terzo dedicato all'Inferno della Divina Commedia, Dante scrive: PER ME SI VA NELLA CITTA' DOLENTE, PER ME SI VA NELL'ETERNO DOLORE, PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE. GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE : FECEMI LA DIVINA POTESTATE, LA SOMMA SAPIENZA E' IL PRIMO AMORE. DINANZI A ME NON FUOR COSE CREATE SE NON ETTERNE, E IO ETTERNA DURO. LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CH'ENTRATE. Queste secondo Dante sono le parole scritte sulla porta dell'Inferno. E il sommo poeta continua scrivendo del dialogo con Virgilio che lo accompagnava: " Queste parole di colore oscuro vid'o scritte al sommo di una porta per ch'io:- Maestro, il senso lor m'è duro.- Ed elli a me, come persona accorta: - Qui si convien lasciare ogni sospetto; ogni viltà convien che qui sia morta. " Insomma Virgilio spiega a Dante che quello è il punto dove si deve lasciare ogni esitazione e titubanza. Mai più felice fu l'accostamento, che la gente del posto ha fatto tra lo Zoncolan e questa ouverture dell'Inferno di Dante. Quelle parole scritte sui muri delle abitazioni, sono state scritte a monito dei ciclisti,  sulla falsariga delle alte parole della Divina Commedia. E si legge prima : " LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE." E poi : " QUI SI VA SULLA SALITA DOLENTE QUI SI VA NELL'ETERNO DOLORE." Credete che abbiano esagerato ? Provate per credere.  
Dal punto di vista pratico consiglio di evitare di salirla nelle ore calde, vista l'esposizione diretta al sole per la maggior parte del percorso ( il caldo che ho sentito e' stato davvero infernale, una ulteriore difficoltà, sembrava veramente di essere all'inferno); usate una scala dei pignoni almeno fino al 32-34, e comunque davanti con la corona 34. Sia chiaro; questi rapporti servono non solo per salvare la gamba, ma per spingere e non cadere ! Sullo Zoncolan nessuno è in grado di andare veloce. Non ci riescono nemmeno i corridori professionistici. Tanto per capirci, Contador degli anni migliori è salito con il 34/32. Impossibile fare girare le gambe con rapporti meno agili. Il cuore e' costantemente fuori soglia. Non salite mai lo Zoncolan, con ciclisti più allenanti, eviterete di aumentare il passo e finire di andare in crisi. Salite solo con il vostro passo. Si sale con pazienza e concentrazione. Il tratto centrale di 6 km e' pazzesco. La lunghezza percorsa di questo tratto e' indicata nei cartelli raffiguranti i grandi Campioni del passato. L'ultimo cartello prima delle gallerie e' quello dedicato a Pantani, posto qualche metro prima della prima galleria. L'ultimo cartello invece è quello dedicato a Simoni ( vincitore su entrambe i versanti). Dovete essere folli e coraggiosi per affrontare lo Zoncolan. Quindi occhio a gestire lo sforzo. Approfittate dei pochi tornanti per allentare appena la tensione muscolare e dare per un piccolo attimo di tregua al ❤️. Provate a non guardare davanti a voi, i lunghi tratti dritti ovvero drittoni, che salgono incessantemente ed inesorabilmente. Non provate ad accellerare, potrebbe essere fatale. Sullo Zoncolan si può solo sopravvivere. Lo Zoncolan si sale con la mente e con l'anima che si vende all'inferno. Non c'è mai pace in nessun tratto. Le gambe e la schiena sotto sottoposte ad una forza di gravità continua e massacrante. Il giorno dopo e' normale avvertire dolori diffusi. Su questa salita, che credo essere stata pensata dal diavolo per punire i ciclisti impenitenti, non e' possibile fare velocità, si deve e si può solo essere spingere per non cadere. Qui tutti sputano dolore, anche i più allenati. Prestate attenzione alle tre piccole gallerie illuminate ma strette e con il fondo bagnato e sporco di ghiaia e sassolini e la traffico locale fastidioso e pericoloso, considerato che la strada è stretta, quasi ad una corsia. All'interno della galleria è capitato di vedermi arrivare contro, un idiota grassone alla guida di una Jeep bianca, il quale sorridendo, si e' fermato a un passo dalla mia ruota. Anche le gallerie si percorrono in salita. Ho provato ad immaginare lo stadio dello Zoncolan che si apre alla vista dei corridori del Giro all'uscita dell'ultima galleria: l'effetto emotivo sulla psiche dei corridori  deve essere molto forte, direi allucinante. Una marea di persone urlanti sulla sponda della montagna e sull'ultimo tornante. Infine anche il traguardo è in salita. Una volta arrivati in cima, non e' finita; la discesa in entrambe i versanti e' difficilissima e pericolosa, direi proibitiva. Insomma lo Zoncolan e' un girone infernale dove finiscono i ciclisti FOLLI e impenitenti. 
A proposito di anime in pena. Un saluto al ciclista toscano che si danna l'anima quando mi vede e pensa. Stai sereno 😉😉
Un ringraziamento a Vecchia e a Cristina; il vostro cuore e' cosi grande da riempire il mare . A loro dedico lo Zoncolan. Un ringraziamento grande a Nicola, l'autore delle foto e compagno di scalata insieme a Vecchia. 
I dati della salita da Ovaro:
10,5km 11,5% pendenza media, pendenza Max 22%, 1210 metri di dislivello. Ma non rendono l'idea della difficoltà reale. Durante la spedizione in terra carnica ho usato prodotti Walbike. 
Saluti ciclistici 

Quelli del caffè sulle Alpi.
 Verso Ovaro tratto in salita al 9-10% 

Le prime rampe
Pietra dedicata al Gemellaggio Fuji-Monte Zoncolan
Il tornante prima delle gallerie con il cartello dedicato a Pantani
L'entrata nella prima galleria ( in salita all'8-9%)

L'arrivo su Monte Zoncolan da Ovaro.

Il punto di partenza da Ovaro


L'AMMIRAGLIA
Ricoveri Food preparato da Cristina all'arrivo ad Ovaro.


mercoledì 19 luglio 2017

Anteprima assoluta: Trek Emonda SLR 2018

Sul blog più letto dai ciclisti d'ogni età, sesso, gender, censo, categoria, WATT, ecco un altra anteprima assoluta, la prima e per ora unica, pesa della nuova Trek Emonda SLR in taglia 54 H2. E pensare che i web cycling, non l'hanno ancora vista dal vivo 😂. Non riescono a tenermi la ruota !! Le novità passano prima qui. E' stata avvistata dal rivenditore Falasca Cicli. Saluti ciclisti.

domenica 16 luglio 2017

Test Bike: Cervelo R5 (gamma 2018)

Tra telaio e ciclista è tutta una questione di feeling. Nella mia lunga esperienza di test bike, sono stati pochi i telai con i quali ho avuto una sintonia, sin dalle prime pedalate; la nuova Cervelo R5 è senz'altro uno di essi. La nuova Cervelo R5 è una macchina sicura in ogni movimento, straordinariamente capace di rispondere all'impulso del movimento e di trasformarlo nella migliore performance. Se penso all'incredibile sensibilità con il quale, muovendo solo il bacino, la Cervelo R5, si è prontamente e precisamente, posizionata nelle curve, in discesa, ad ogni diversa velocità, rimango folgorato dalla prestazione di questo telaio da corsa. Quella sicurezza, quella fedeltà nella risposta, che pochi telai hanno saputo darmi. Per questo mi sento sicuro di raccomandare, come non mai, la nuova Cervelo R5, ai miei lettori: sceglietela senza se e senza ma. Provare per credere, ma è sufficiente la mia prova per tutti, tanto da essere pronto a scommettere con chiunque. E' uno dei prodotti che fidelizza, crea dipendenza. Ecco pensando alla nuova Cervelo R5, mi viene da scrivere addict instict. Racchiudere in pochi aggettivi, il carattere del nuovo top di gamma della Cervelo, è cosa riduttiva, in quanto non rende abbastanza l'idea. Comunque per completezza, ci provo, ma sappiate che la nuova Cervelo R5, è molto di più: più che reattiva, rigida lateralmente e torsionalmente, quello che basta, per avere la migliore prestazione senza distorsioni, più che agile, più che precisa in curva, più che confortevole, e soprattutto non ti stanca mai, in ogni risposta; per quella sua capacità di non perdere l'energia scaricata sui pedali, si riesce a prendere velocità facilmente; per quell'assenza di errore, non occorre correggere il movimento; per quella sua capacità di assecondare e trasformare fedelmente il gesto atletico, entusiasma facilmente, anche i ciclisti più esperti e smaliziati; per quella incredibile maneggevolezza. La nuova Cervelo R5 è tra le migliori compagne di viaggio o di corsa di un ciclista o corridore. Raccomandata a tutte le tipologie di ciclisti. Un telaio superbo nella prestazione. In particolare mi sono divertito a sentirla veloce in salita, con il piacere di pedalare su una macchina, che accelerava facilmente in ogni condizione di pendenza. Insomma la nuova Cervelo R5 non solo è spiccatamente reattiva ( scatto), ma soprattuto è anche veloce in salita. 
A questo punto, c'è poco da aggiungere, se non che non volevo più scendere dalla sella, e lo confesso, avrei voluto portarlo con me, verso le mie prossime avventure.
A quelli che volessero sapere qualche cosa in più, posso dire, che la nuova Cervelo R5, ha una struttura spiccatamente asimmetrica, e anche ciò la rende perfettamente equilibrata nell'assetto, in ogni condizione; in pratica, è impossibile perdere il controllo della traiettoria e sentire scivolare la ruota. Lanciata sul pavè del centro storico di Verona, nel quale mi vanto di avere pedalato, pedalando nell'eternità che solo luoghi straordinari come l'arena, sanno dare, la nuova Cervelo R5, ha resistito alle forti flessioni e vibrazioni della pavimentazione irregolare e mi ha regalato attimi di piacevole guida. Ecco su questo punto, faccio una riflessione ulteriore. La nuova Cervelo R5 fa parte della categoria dei telai da salita, nel segmento del mercato, oramai sempre più specializzato, e ciò nonostante è una macchina, non solo da endurance, ma anche da Classiche del Nord, pur essendo concepita e realizzata per domare le montagne più dure. Ciò la dice lunga sulla qualità assoluta di questo prodotto. E' leggera – e rigida- quanto basta per volare sulle salite e fare divertire, un mix perfetto tra questi due parametri, difficili da equilibrare. A volte mi è capitato di pedalare su telai ultra leggeri, ma morbidi, rigidi ma non leggeri. Segnalo l'ottima scorrevolezza e rigidità torsionale della scatola del movimento centrale, standard BBRight, capace di veicolare la migliore risposta, anche in termini di reattività ( scatto) del telaio. La nuova Cervelo R5 è un perfetto punto di incontro della rigidità laterale e torsionale, reattività, confort, stabilità  e maneggevolezza.
Per la cronaca, ho realizzato il test, in particolare, sul circuito dei mondiali della gara su linea uomini, del 2004, vinta da Freire. Avventurandomi sulle ascese delle Torricelle e sui tratti impegnativi della zona circostante, dove ho scoperto qualche rampa interessante.
I  cavi del cambio che escono dal foro praticato sul tubo orizzontale, non si vedono solo con il montaggio dello Sram Red Etap. 
Interessante il supporto protettivo del fodero destro, l'unico di serie, e soprattutto efficace. Un supporto realizzato con materiale viscoso, l'unico davvero efficace, ad oggi. 
Consigli per l'acquisto. Ai fortunati e prossimi possessori della nuova Cervelo R5, consiglio ruote, all'altezza del rango del top di gamma canadese. Quindi non fatemi vedere foto, di Cervelo R5, gamma 2018, con ruote entry level in alluminio, o in carbonio morbide. In quel caso astenetevi dall'acquistarla. A proposito. La nuova Cervelo R5 è compatibile con le coperture da 28 mm.  Non avrebbe senso e soprattutto non potreste sentire il piacere di pedalare su questa macchina da corsa top di gamma.
Questo test è la prima recensione della nuova Cervelo R5 2018, su strada. Esso costituisce un primato per il blog più letto dai ciclisti e lo dedico a tutti voi. 


Per chi ama i numeri, ecco anche la pagella:
Confort: 10
Reattività: 10
Agilità: 10
Maneggevolezza: 10
Rigidità laterale: 9 ( ottimo rapporto peso/rigidità)
Rigidità torsionale: 9 (ottimo rapporto peso/rigidità)
Stabilità: 10
Cura nella lavorazione del kit telaio: 10
Peso: 10 ( è leggera – e rigida- quanto basta per volare sulle salite e fare divertire, un mix perfetto tra questi due parametri)

Taglia del kit telaio testato: 48. 


Il test è stato realizzato in collaborazione con Focus Italia Group distributore per l'Italia dei prodotti Cervelo e il rivenditore autorizzato Falasca Cicli di Pontecorvo. 


Saluti ciclistici. 
  

















Con il montaggio dello Sram Red Etap i fili del cambio non escono dal foro sul tubo orizzontale 



telaio e forcella predisposti per le coperture da 28 mm
Le differenze con la versione precedente

Il peso del kit telaio taglia 53, come da foto, comprensivo di forcella, serie sterzo, reggisella, movimento centrale, viti portaborracce.