lunedì 1 maggio 2017

Un olandese "volante", vince il Giro del Centenario.

Chi è il vincitore del Giro del Centenario ? Dumoulin, un atleta alto 1,87 metri, dal peso di 70/72 kg (per sua dichiarazione resa al Processo alla Tappa), non si stacca in salita, anzi, e vola nelle prove contro il tempo ! Imbattibile con i watt. A Milano, nell'ultima tappa, ha usato sulla bici da crono, la corona 58 !!! Mai vista una cosa del genere !!!  Una "macchina" umana, senza dubbio. Dumoulin ha vinto grazie alle due prove cronometro, dove ha fatto la vera differenza, stringendo i denti sulle salite del Centenario, che fatta eccezione per il Blockhaus, diciamola tutta, non erano proibitive, anzi sono state alla portata di un passista, come lui, che pedala regolare, e riesce a non mollare mai, resistente persino alla sua inesperienza, come quando assume troppi gel a base di zuccheri, prima di gettarsi in discesa dallo Stelvio, senza la protezione della mantellina oppure quando pedala parlando in fondo al gruppo ! I versanti e le collocazioni delle salite lo hanno aiutato. Il Mortirolo per esempio è stato affrontato dal versante più regolare e meno duro. Il Monte Grappa è stato messo lontano dal traguardo. Lo Stelvio è una salita lunga, ma regolare. Oropa non è un salita dura, è una salita per passisti, altrimenti Pantani, anche se era uno scalatore puro, non avrebbe potuto vincere dopo quella rimonta straordinaria; pensate che il Pirata lo avrebbe potuto fare, per esempio, sul Mortirolo ?! Comunque sugli arrivi più duri, cioè Blockhaus e Bormio, hanno vinto  Quintana e Nibali. Ciò a dire che dove il gioco si faceva duro, Dumoulin non c'era prima degli altri. Insomma bisogna conoscere le grandi salite per valutare il percorso con altri occhi, diversi dai profani e dal "gregge".  Del resto se l'ultima tappa non fosse stata una prova contro il tempo, Dumoulin non avrebbe vinto l'edizione 100. Pantani non era entusiasta delle crono, per come possono influenzare il risultato finale e a mio avviso sono un mero esercizio muscolare, esaltato dalla più sofisticata tecnologia, che non appaga, anzi annoia, niente all'altezza delle tappe sulle montagne, il vero spettacolo, quello che entusiasma la gente, e accende lo "stadio umano",  assiepato sui tornanti, ubriaco di allegria e di passione, spintosi fin lassù, dal giorno prima, bivaccando in altura, in attesa del passaggio dei corridori, sotto le stelle. Ma le tappe crono servono agli organizzatori, per avere una griglia di partecipanti variegato. L'olandese "volante" ha vinto, ma non mi ha emozionato. Forse andrò contro corrente. Sono uno spettatore esigente, cerco lo stile, l'emozione nel gesto atletico, più semplicemente, un uomo con i limiti e non una "macchina" invincibile. Io tifo e tiferò chi vince sulle montagne, in maniera netta e senza rivincite alla cronometro. Spero nella prossima edizione del Giro, la quale, se le voci saranno confermate, si preannuncia esaltante, con la tappa del doppio versante dello Zoncolan. Servirà per tenere lontano cronoman. Cala il sipario. La mia analisi tecnica e irriverente del giro del Centenario volge al termine, come questa domenica, l'ultima del Giro 100. Alla fine di tutto, per me, c'è stato solo un vincitore: Michele Scarponi. Lo abbiamo visto ad ogni tornante, passare per primo, tra ali di folla che lo acclamavano vincitore, nonostante la sorte. Ciao Michele. Saluti ciclistici. 





1 commento:

  1. Non la vedrei cosi' negativa riguardo al giro appena concluso . Premesso che sono anch'io contro alle cronometro in una corsa a tappe bisogna pero' dire che tappe di montagna per fare la differenza ci sono state eccome , la realta' e' che chi doveva attaccare non aveva le gambe in quel momento , vedi un Quintana sospeso tra Giro e Tour con una condizione non ottimale , con scatti che facevano male nei primi metri e poi basta , vedi un generoso Nibali che pero' non ha avuto gambe a Oropa per staccare la maglia rosa in crisi , vedi troppi giochetti tra i primi 6 della generale che alla fine hanno favorito il vincitore che comunque dal canto suo non e' che sia proprio fermo in salita anzi direi che va forte . Non dimentichiamoci che senza il malore sullo Stelvio difficilmente avrebbe perso terreno in salita . La cosa sbagliata e' mettere una crono all'ultima tappa , quello si , il Giro con il percorso fino all'ultima tappa sarebbe stato perfetto , una crono sola a meta' giro e basta . Per il resto il terreno per attaccare c'era e l'hanno dimostrato all'ultima tappa di montagna dalle mie parti . Il problema e' che in altre tappe non hanno fatto lo stesso guardandosi con il classico tiro io no tiri tu , mai visto tanti gomiti sporgere in salita come quest'anno .

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