lunedì 27 febbraio 2017

Gruppo Bricolage. Trova l'intruso. 🤔😄


Mi hanno inviato questa foto. Direi che L'assemblatore e' stato fenomenale nel mettere "tutti" d'accordo ! Ruote Campagnolo, leve, deragliatore e cambio Sram ETap, freni e guarnitura Shimano Ultegra 🤔. Insomma un variegato gruppo 😄. E se la scelta invece fosse tecnica ? 🤔 Vuoi vedere che l'assemblatore ha valutato migliori i freni e la guarnitura Shimano Ultegra 😉 ? Comunque potrebbe essere una moda da lanciare: componi quello che più ti piace oppure colma i "difetti" prestazionali a piacere 😄😉.  Comunque c'è poco da meravigliarsi o da storcere  le labbra. In molti sostituiscono guarnitura e freni di serie dei gruppi, per non parlare delle ruote di diversa marca da quelle prodotte dal marchio del gruppo 😉. Per "dovere di cronaca ciclistica", segnalo l'action cam Sony, la luce posteriore e i pedali MTB. Saluti ciclistici. 

Se queste sono persone !

Umberto Veronesi diceva : “Una bella pedalata, in bicicletta, è un vero toccasana… Aiuta chi ha problemi di cuore, abbassa la pressione e favorisce la perdita dei chili in eccesso.” Del resto tutto ciò è riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale.  Inoltre la bicicletta è l'unico modo economico per risolvere problemi di mobilità e di inquinamento. Ciò nonostante, un idiota ha scritto che non c'è posto per i ciclisti sulle strade. E' da tempo che scrivo su questo blog, la necessità di introdurre un divieto di sorpasso per i ciclisti ad una distanza inferiore a 1,5 metri, cosa che in altri paesi europei è già legge. Sembra che tale obbligo  diventerà disegno di legge, e forse sarà approvato dal Parlamento italiano. Spero che non si tratti della solità operazione di facciata, per dare visibilità alla politica, anche perché sulla strade si continua a morire, per colpa di idioti e vigliacchi, come quello che ha imbrattato il cartello stradale della foto. Magari questo idiota avrà la pancia, sarà in sovrappeso oppure obeso, con problemi di salute, legati all'assenza di attività fisica e così ci costerà curarlo, dato che per sopravvivere verosimilmente  avrà bisogno di medicine e visite a carico del servizio sanitario nazionale. Mi piacerebbe che sul cartello dell'ospedale ci fosse scritto che non c'è posto per lui. Comunque sicuramente questo idiota ha problemi psichiatrici di natura ossessiva compulsiva, in pratica è affetto da turbe psichiche che lo rendono pericoloso al volante. Una persona normale e civile non scrive una cosa del genere. E' appena il caso di precisare che il maniaco imbrattando il cartello stradale mi ha provocato e non poco. Invito pertanto le persone che lo conoscono a segnalarlo alle Autorità competenti, per verificare la sua idoneità alla guida. C'è poco da stare tranquilli con un idiota del genere. O forse più semplicemente, e' un anonimo vigliacco, con una profonda frustrazione a causa del tradimento consumato dal partner con un/una ciclista. Purtroppo di mascalzoni al volante, noi ciclisti ne incontriamo spesso; c'è chi ci taglia la strada, chi ci insulta, c'è chi ci apre lo sportello dell'auto mentre passiamo, c'è chi ci sbatte fuori dalla carreggiata divertendosi a spostarci con la scia del camion, c'è chi manda fuori strada, c'è chi ci sfiora o colpisce con lo specchietto, c'è chi taglia le curve in discesa, c'è chi ci suona pur avendo la strada libera davanti, c'è chi ci impedisce di passare al semaforo, c'è chi ci suona inveisce e scappa, c'è chi non ci vede perché parla al telefonino o chatta con lo smartphone, c'è chi ci umilia e ci vuole fare del male divertendosi a scaricarci addosso i fumi neri dello scarico delle loro auto e camion, insomma il campionario di stupidità al volante, è vario. A loro va tutto il mio disprezzo con l'augurio che un giorno si ammalino e il medico gli prescriva attività fisica per curare malattie legate al cuore, diabete, pressione alta, eccetera. In effetti è vero, non c'è posto per tutti sulle strade; non ce ne è sicuramente  per gli idioti e vigliacchi con manie omicide, come lui. Se queste sono persone, io sono Napoleone. Saluti ciclistici.   


domenica 26 febbraio 2017

La nuova Cervelo R5 (2018)

Eccola ! In diretta dalla corsa a tappe Abu Dhabi Tour. E' usata dai corridori del Team Dimension Data. Chissà se dietro la livrea da "serpente" si nasconde il segreto del telaio🤔. Telaio con slooping pronunciato. Freni non integrati. Forcella con lieve angolo. Passaggio interno dei fili. Foderi irrobustiti. Carro posteriore asimmetrico. Tubo obliquo e tubo orizzontale over size e con forma aerodinamica. Tubo sterzo alto. Reggisella con collarino direi nuovo. A lume di naso, il peso non dovrebbe essere super leggero, secondo la nuova tendenza del mercato, salvo che come appunto dicevo, il carbonio utilizzato sarà ultra VHM o avrà una nuova composizione. In questo ultimo caso bisognerà vedere se il prezzo subirà un aumento. Rispetto al precedente modello c'è stato un sostanziale cambiamento, almeno valutando le forme dei tubi. Comunque rimane il classico telaio da salita. Stay tuned. Saluti ciclistici 

AGGIORNAMENTO POST ( 12/04/2017). 
E' passato un po' di tempo da quando è stata avvistata nel mondo delle corse. Eppure la Cervelo fa finta che non esista e non ne parla sul suo sito !! Il marketing è diventato una "giostra colorata". Da allora sappiamo solo quello che vediamo nelle foto. Evidentemente la Cervelo sta innovando il marketing con la formula " Non devi sapere quello che vedi, così lo desideri di più" !!!!😉😀



AGGIORNAMENTO.
Ecco il mio test su strada della nuova Cervelo R5   CLICCA QUI   . 


















sabato 25 febbraio 2017

Il ciclismo ha bisogno del riallineamento ed allungamento dei muscoli.

Il ciclismo fa bene, ma ad un patto: occorre mantenere l'equilibrio dell'apparato muscolo scheletrico. In buona sostanza il ciclismo ha bisogno del riallineamento ed allungamento dei muscoli. Occorre decontrarre i muscoli che con lo sforzo della pedalata si contraggono. Pedalare accorcia i muscoli, nel senso che li contrae, e con il tempo se non vengono riallungati possono insorgere problemi muscolo scheletrici. In pratica il muscolo contratto può creare distonie. Allora bisogna fare tanto stretching. E ciò vale per tutti, nessuno escluso. Occorre impararlo a fare e perderci tempo a praticarlo nei tempi e nelle modalità corrette. Anch'io faccio stretching e "resetto" con  un esercizio specifico ideato dalla fisioterapista Mezieres, che riequilibra ed allunga tutti i muscoli posteriori, quelli responsabili prevalentemente delle distonie. Sul punto allego la foto scattata mentre eseguo l'esercizio. E' un esercizio molto impegnativo che bisogna imparare a fare con un fisioterapista e occorre eseguire molto attentamente e correttamente, altrimenti ci si fa male. Al termine dell'esercizio formicolii, fame e freddo. E' il prezzo da pagare. A seguire rilassamento a pancia sotto. Così mi hanno insegnato. E in bicicletta si vede chi pedala in "sofferenza" posturale. Soprattutto le persone non più giovani ( da 40 anni in su) e quelli con patologie più o meno conosciute. Quindi vi consiglio di rivolgervi ad uno specialista per farvi controllare e di imparare a fare correttamente gli esercizi di stretching partecipando ad un corso di ginnastica.  Consiglio la lettura di questa pagina del blog CLICCA QUI. Saluti ciclistici. 
Aggiungi didascalia

giovedì 23 febbraio 2017

Il freno a disco di Kittel taglia la scarpa di Doull ! ?

Parafrasando il titolo del romanzo dello scrittore colombiano Marquez mi viene da scrivere Cronaca di un taglio annunciato?! La scarpa del corridore della SKY, Owain Doull appare tagliata di netto da un oggetto non identificato 🤔😉.  Sarà un disco rotante o un UFO ?  Fino a prova contraria secondo il corridore in questione deve ritenersi che il taglio sia stato causato dal freno a disco della bicicletta di Kittel. Il corridore della SKY, via Twitter, allega la foto della scarpa e del suo piede.  Il fatto sarebbe avvenuto oggi durante una tappa dell'Abu Dhabi Tour. Tempo fa, ci fu  un altro incidente analogo, occorso sempre ad un velocista, questa volta, allo spagnolo Ventoso. In quel caso si trattò di un taglio profondo sulla gamba e "rammendato" con i punti. Allora qualcuno disse che si trattava di un taglio procurato dalle corone di una pedivella (peraltro e' un tipo di incidente conosciuto ) . Anche in questo caso attendiamo la prova contraria, oltre ogni ragionevole dubbio. Secondo  Ventoso il taglio gli fu procurato da un freno a disco di un altro corridore, a seguito della caduta in gruppo. E adesso ci risiamo. Questa volta i sostenitori dei freni a disco per le biciclette da strada, cosa diranno ? Le aziende che hanno investito soldi sui freni a disco incaricheranno studi scientifici per confutare ogni possibile illazione sui dischi. Incidenti a parte, comunque sono anni che su questo blog scrivo e spiego non solo l'inutilità del freno a disco per la bicicletta da corsa. Vi rimando ai post che troverete utilizzando il tasto Cerca e digitando la parola freni a disco. Posso solo aggiungere che i corridori  e le loro rappresentanze di categoria stanno chiedendo di toglierli di mezzo, una volta per tutte. Ma la decisione spetta all'UCI. Ne vedremo gli sviluppi. Certo e' che sono trascorsi circa sei anni dal lancio dei dischi e non hanno ottenuto il successo sperato. In Italia il primo a lanciarli fu Ernesto Colnago. Ai fans dei dischi, non i deejay s'intende 😄, ma quelli che in discesa si sentono sicuri usandoli fino a fonderli, a loro consiglio di usare la MTB, in fondo, potrebbero essere inconsapevoli ed ottimi biker 😉.  Concludo con una considerazione suffragata dai fatti. Il marketing con l'avvento dei freni a disco ha trasformato la bicicletta da corsa in un "mostro" a due anime, una macchina deforme. Ma per capirlo bisogna essere ciclisti stradisti della prima ora, puristi della linea. Non puoi spiegarlo al negoziante, al biker, al pivello che ha paura di frenare in discesa, a chi va in bici senza anima. Non lo capirebbero.

Superfluo osservare che dietro la pressione mediatica e commerciale smodata per i freni a disco per biciclette da corsa, ci sono interessi economici non indifferenti. Altrimenti dei freni a disco, dopo le scarse vendite e l'insoddisfazione dei corridori professionisti, non se ne sarebbe più parlato, anzi sarebbero scomparsi. A questo punto della storia commerciale della bicicletta da strada, c'è invece il bisogno di creare un nuovo mercato, e di smaltire interi stabilimenti zeppi di biciclette da corsa, da vendere, prima che venga commercializzata ed ufficializzata la bicicletta da corsa con motore elettrico, questa sì l'unica in grado di migliorare la prestazione dei ciclisti, così ci risparmiamo quello spettacolo nauseate e grottesco del doping, da cui potrebbe salvarci questa prossima aberrazione del marketing. E' come una guerra.

Per chi conosce le biciclette da corsa con e senza freni a disco non sfuggirà il fatto che il vero limite delle bici da strada non sono i freni, ma i pneumatici che se sollecitati troppo da frenate potenti rischiano di bloccarsi e scivolare sull'asfalto specialmente se bagnato. Derapare con la bicicletta da corsa, magari lungo una discesa alpina, non è la stessa cosa con la motocicletta oppure con l'auto. Inoltre devono aggiungersi i maggiori costi della manutenzione . A chi dice che i freni a disco sono il futuro, rispondo che è da poco più di 5 anni che sento dire che l'anno prossimo sara' l'anno del passaggio definitivo ai dischi e puntualmente ci ritroviamo poi con un nulla di fatto . Credo che l'affare dei freni a disco oramai puzza come il pesce vecchio, per dirla alla Vecchia. Un ultimo pensiero ai novelli che hanno paura di frenare in discesa con la bicicletta da strada. Date retta a me, passate alla MTB. Con le ruote grasse, così larghe, è più facile frenare.  

Comunque i produttori si sono affrettati ad incaricare esperti per confutare ogni ipotesi di responsabilità e hanno pubblicato un comunicato indicando le loro ragioni. E' appena il caso di precisare che tale documento è stato elaborato senza contraddittorio e quindi senza la presenza di esperti della controparte (eventuale). Anche in questo caso e fino a prova contraria ognuno può ritenere valide le sue ragioni. Tuttavia quello che manca nel comunicato dei produttori è anche il dato analitico e dettagliato relativo alle vendite di biciclette da corsa con freni a disco. Comunque ecco il link del documento in questione CLICCA QUI  pubblicato solo in inglese. La criticità del documento sta nel fatto che le foto allegate tendenti a ricostruire situazioni critiche, sono statiche, mancano cioè di una ricostruzione dinamica. In pratica sono asettiche, in quanto le biciclette sono ferme. Altra cosa è invece la dinamica accidentale della caduta nel gruppo e non. Insomma è lacunosa, in quanto parziale. 

Riporto per completezza il comunicato del CPA, l'associazione dei ciclisti professionisti, presieduto da Bugno, il quale evidenzia peraltro un elemento critico dei freni a disco:
Dopo le prime corse della stagione in cui i test sui freni a disco sono ufficialmente partiti senza che venissero applicate le misure di sicurezza preventive richieste dai corridori, il CPA ha inviato una diffida legale all’UCI. In tale lettera l’ufficio legale dell’Associazione dei corridori informa l’UCI che il CPA è molto preoccupato per la situazione che si è creata con l’autorizzazione dell’uso dei freni a disco durante le corse. “I test sono partiti senza che prima si siano condotte delle prove appropriate sui rischi a cui i corridori sono esposti in caso di contatto accidentale con i dischi (per esempio durante una caduta di gruppo). “ A questo riguardo il documento ricorda come il CPA e i suoi rappresentanti nella Commissione Materiali abbiano ripetutamente sottolineato la necessità di arrotondare il profilo dei dischi e di coprirli con delle protezioni. Il fatto che l’UCI non abbia tenuto conto di queste indicazioni rende pertanto l’UCI, secondo l’ufficio legale del CPA, inevitabilmente responsabile, per averne autorizzato l’uso senza aver applicato le necessarie misure preventive, per qualsiasi danno o incidente che dovesse capitare ai corridori.
Il CPA invita l’Unione del Ciclismo a rivedere le proprie posizioni su questo punto e a subordinare la possibilità di utilizzare i freni a disco durante le corse all’applicazione di una copertura di sicurezza degli stessi o a misure che escludano il contatto accidentale dei dischi con il corpo dei corridori.
In mancanza di questo il CPA procederà con tutte le azioni legali del caso per salvaguardare la salute e la sicurezza dei suoi associati, ai quali, in quanto lavoratori, deve essere garantita l’adozione di tutte le più opportune misure di prevenzione richieste dalla normativa in tema di sicurezza sul lavoro (es. direttiva CEE 89/391).
“Con la Commissione Materiali abbiamo tentato in ogni modo la via del dialogo attraverso le ripetute lettere e incontri che abbiamo avuto. – ha precisato Gianni Bugno, presidente del CPA -. Ora ci sentiamo costretti ad agire in modo più forte per venire ascoltati. Come abbiamo più volte detto noi non siamo contro i freni a disco ma contro la mancata applicazione delle misure di sicurezza che la maggioranza dei corridori ha chiesto prima di effettuare i test sui freni a disco in corsa.”
Saluti ciclistici. 

Il tweet di Doull che spiega ed allega la foto  del fatto !!!!



mercoledì 22 febbraio 2017

1 milione di visite !!!

Il blog più letto dai ciclisti ha ricevuto più di 1 milione di visite!! Un risultato eccezionale che voglio condividere con tutti voi. Un milione di volte grazie. Saluti ciclistici.

Barrette energetiche e sali minerali in polvere ! 🤔

Barrette, sali minerali in polvere ! Ma fatemi il piacere ! La natura fa molto di più e ci aggiunge il sapore. Aprite le menti e acculturatevi. Il marketing e' come il gatto e la volpe, sempre in cerca di affari! Vi serve un esempio: la migliore barretta è la banana e i fichi secchi. I sali minerali : c'è tutto nell'acqua della borraccia. E per il recupero da assumere entro 1 ora dal rientro ? C'è tutto nella foto, in più metteteci del riso e del parmigiano reggiano o del grana padano, come recovery food 🔝 ! Se poi non vi basta, allora sarà un medico a dirvelo dopo le analisi del sangue,  ma in quel caso, vorrà dire, che sarete ammalati. Saluti ciclistici 

sabato 18 febbraio 2017

Essere e non apparire.

Quando vedo persone come quella ritratta nella foto, mi sento orgoglioso di appartenere al genere umano. E' un ciclista "eroico" che partecipa all'Eroica. E mi capita di esserlo ogni volta che incontro un ciclista anziano, che rispettosamente, chiamo Vecio, alla maniera degli italiani del Nord. Credo che in questa foto c'è qualcosa che va oltre il ciclista. C'è uno stile di vita, una scelta di vita, essere e non apparire. L'età non è un ostacolo all'essere, ma può essere solo una variante. Ebbene io stimo e rispetto questo ciclista, e tutti gli altri che come lui non mollano. Quelle gambe scolpite dalla fatica naturale ( perché se ti dopi smetti di pedalare presto, per tanti motivi) sono un trionfo dell'onestà e della passione. Se fosse una statua del Michelangelo potrebbe chiamarsi Un ciclista senza età. Uno di quelli che tutti noi vorremmo essere. Lui non ha una bicicletta aero dell'ultima generazione, un cambio elettronico, un computer, un misuratore di potenza, lui è solo uno di quelli di una generazione, nata tanto tempo fa, inossidabile a quanto si vede. Quante volte ci facciamo mille domande esistenziali, ebbene, credo che lui abbia dato da tempo una risposta alla sua esistenza: essere. Essere un uomo libero e per questo ciclista, oltre alle convenzioni, alla moda, all'apparire, lui non è uno del branco, uno omologato. In lui c'è la sostanza. Vediamo quanti ciclisti raggiunta la sua età' rimarranno a ruota del vecchio leone. I ciclisti con le 🎾🎾, quelli veri, non artefatti o di moda,  si vedono al traguardo della vita. Quanti diventano grassi e mollano perché saturi delle tabelle e delle medie. Questa foto vorrei dedicarla a tutti i ciclisti saccenti che ostentano una gioventù fatta di apparenza. Loro tra qualche anno saranno spazzati via dalla fatica e schiacciati dal peso degli allenamenti confezionate dai preparatori, magari per vincere un prosciutto,  persino "divorati" dai loro simili. Il ciclismo è uno sport semplice, come il gesto della pedalata, rivoluzionario, ma istintivo. Chiunque voglia sofisticarlo, lo renderebbe qualcosa di diverso, solamente marketing.  Essere e non apparire nella vita, come in sella alla bicicletta. Essere sempre. Saluti ciclistici 
Un ciclista eroico che partecipa all'Eroica

Ecco un altro ciclista maturo. Si chiama Stefano Giuliani ed  ha 60 anni, ma sfido chiunque a farlo !!!
https://www.facebook.com/marangonialan/videos/1372504322799661/


Fashion Pioneer Lemon 🍋🍋




E' la moda del momento: il misuratore di potenza integrato Pioneer. Mi è piaciuta la foto satirica pubblicata dal corridore Robert Gesink sul suo profilo Twitter. Gensink in forza alla Lotto Jumbo, usa questo misuratore. Ma nella stanza d'albergo, il corridore ha "installato" un limone al posto del trasmettitore del sistema integrato Pioneer. Saluti ciclistici 😉

giovedì 16 febbraio 2017

Grazie ragazzi 😘😘

In questi anni di avventure alpine mi hanno fatto compagnia anche due straordinari fotografi in erba, i miei figli. A loro sono grato per la compagnia prestata durante le ascese alpine (ancora più dure se fatte da solo). Quando solo il rumore della catena c'era a farmi compagnia, eccoli apparire all'improvviso, nei tornanti, tra le rocce, a gridarmi "Dai Lupo Solitario la salita non fa male", ad ascoltare in silenzio il mio respiro che  lottava contro la fatica e  l'ossigeno rarefatto dell'alta quota, quasi che con i loro sguardi volessero aiutare il battito del mio cuore; mi incoraggiavano gridando dal finestrino dell'ammiraglia, mi passavano al volo la borraccia piena di acqua fresca e soprattutto erano felici di vedermi spuntare dai tornanti e di vedermi arrivare su in cima. In questi lunghi viaggi, ho cercato di insegnargli a non mollare, il coraggio, il sacrificio, la forza mentale, a tenere duro anche quando sembra finita. Ai miei figli dedico questo piccolo book fotografico, un piccolo compendio tra le centinaia di foto che mi hanno regalato, questi straordinari ragazzi. Un abbraccio cuccioli. Grazie per esserci stati. Ne approfitto per ricordare questo post CLICCA QUI . 
A farmi compagnia ci sono state anche le incredibili marmotte, animali che vivono in alta quota. E tutte le volte, prima di vederli, li sentivo. Le marmotte si preannunciano con brevi e forti fischi. Le sentivo echeggiare nelle immense vallate alpine, ed ogni volta, erano lì ad incoraggiarmi e a dirmi che era salito fino a quota 2000 metri. Già perché le marmotte fischiano ai ciclisti coraggiosi che pedalano verso il cielo . La cosa straordinaria è che le marmotte si intrattenevano, seppure a debita distanza, con i miei figli, mentre attendevano il mio passaggio. Momenti unici. Saluti ciclistici. 








Amarcord Cycling

Una foto di "qualche" anno fa.....


domenica 12 febbraio 2017

Laigueglia 2017.

Qui la vedete prima della Rai. Questa edizione è stata vinta da Fabio Felline, in solitaria. La Rai la trasmetterà in differita come è consuetudine, quando tutti conosceranno già il vincitore. Fatemi diventare direttore di Rai Ciclismo o Mediaset Sport e vi faccio vedere in chiaro, la diretta del Laigueglia, la corsa di apertura della stagione (quelle del deserto non fanno testo). Saluti ciclistici.



venerdì 10 febbraio 2017

Perché scegliere Shimano Dura Ace R9100.

Ci sono ciclisti che acquistano in nome del marchio, altri per imitazione degli altri, altri ancora per emulazione dei prof, e persino per fede ultrà; ci sono altri che invece scelgono in base ai consigli degli esperti oppure dopo che hanno conosciuto il prodotto. Ai primi è inutile che spieghi le cose, tanto parlano a prescindere. Personalmente scelgo e  consiglio sulla base dell'esperienza diretta. Per me non esistono fedi calcistiche . Quando si parla di tecnologia si deve valutare soprattutto, la resa su strada, e per l'effetto l'innovazione e la qualità. In questi anni ho spaziato tra un gruppo e l'altro. E ciò mi consente di valutare compiutamente. Shimano con questo nuovo gruppo rilancia la sfida spostando il livello tecnologico più avanti. Un esempio. La gabbia del cambio consente di utilizzare pignoni fino  a 35, praticamente è un cambio perfetto per gli scalatori. Montando una compact (50/34) si arriva  su qualunque cima asfaltata. Il nuovo pacco pignoni 11/30, con pignoni in alluminio, 5 in titanio e due spider in carbonio, è ottimo per ogni situazione e consente uno sviluppo metrico ideale per le Alpi. L'11 fa mantenere rotonda la pedalata lunghe le discese veloci e il 30 è l'over drive per la salita più ripida. E prima del 30 si possono utilizzare il 21, 24 e il 27 ! Agilità è la chiave di lettura della pedalata su ogni salita. Se non si pedala agili le gambe si stancano prima e aumenta il rischio  crampi. E si sa. Sulle Alpi, con i crampi, bisogna chiamare l'elicottero per ritornare alla base 😉😬.
Pubblico questo post che compendia i miei test sullo Shimano Dura Ace R9100, per coloro che vogliono informarsi compiutamente. A quanti mi chiedono consigli sull'acquisto rispondo in modo semplice e preciso. Leggete il mio test SU STRADA CLICCA QUI, e i seguenti post CLICCA QUI , CLICCA QUI. A chiosa di questo post pubblico questo video che spiega la differenza di funzionamento tra il nuovo deragliatore DURA ACE R9100 e quello dell'Ultegra 6800, la cui struttura e funzionamento è uguale a quello del Dura Ace 9000 e al deragliatore Campagnolo Super Record Evolution ispirato e successivo ai modelli Dura Ace/Ultegra. Quando una cosa è chiara è inutile spiegarla. 😉 Va precisato che il mio test Dura Ace R9100 sarà aggiornato e quindi continuera' per testare l'affidabilità dei materiali ( dei pignoni in particolare) e la tenuta della prestazione complessiva. 
Saluti ciclistici. 

Una nota di approfondimento anche per il Dura Ace R9100 Di2.
Non serve più l'utensile per il montaggio del supporto del deragliatore
Come alla Campagnolo, la Shimano ha sviluppato un grasso specifico per cuscinetti, mozzi e movimenti centrali

E ora guardate questi due deragliatori. A sinistra il Campagnolo Super Record. A destra lo Shimano Dura Ace 9000. Il primo è successivo al secondo. Sono praticamente uguali, materiali a parte. Ebbene sono rimasto deluso da questa scelta da parte della Campagnolo. Il suo deragliatore manca di originalità. E' arrivato il momento per la Campagnolo di accelerare sui brevetti. La Shimano viaggia a 300 all'ora. Consiglio alla Campagnolo, di risparmiare soldi sulle sponsorizzazioni delle Gran Fondo, inutili al marketing. Saluti ciclistici. 
 


Anteprima: Zipp 454 NSW


Un altro scoop del blog. E' la ruota per copertoncino di prestigio della Zipp. Il cerchio ha una forma ondulata. Il motivo delle "onde" ? Secondo i tecnici della Zipp, servirebbero a garantire la massima rigidità ed eliminare la sensibilità laterale al vento. Al momento questa coppia di ruote è introvabile. Ne approfitto per presentarla ai lettori del blog. La ruota con il cerchio in carbonio per copertoncino, la sconsiglio perché si potrebbe scheggiare sull'asfalto il bordo del cerchio in caso di foratura. In tal caso il cerchio sarebbe irreparabile. In genere la ruota in carbonio per copertoncino viene acquistata da coloro che non sanno sostituire il tubolare, nonostante il rischio derivante dall'afflosciamento improvviso in caso di foratura. In collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli e AllBike. Un ringraziamento a Silvio Satini. Saluti ciclistici.