domenica 10 dicembre 2017

Grammomania: Bontrager Velocis.

Un altra pesa esclusiva dei caschi strada Bontrager. Peso reale 252 grammi. In collaborazione con il lettore del blog, Flavio e Falasca Cicli rivenditore autorizzato. Saluti ciclistici.


 



sabato 9 dicembre 2017

Manutenzione. Come non lavare la bicicletta.

Nelle istruzioni c'è scritto di non lavare la bicicletta con l'acqua a pressione per non danneggiare i componenti. Eppure foto come queste, riempiono il web. In altre parole equivale a spiegare come riempire la bicicletta d'acqua e per l'effetto, la serie sterzo e la scatola del movimento centrale. Quello che posso consigliare è di non lavarla come fanno i meccanici dei team. Il motivo è semplice: l'acqua "sparata" a forte pressione, penetra ovunque, in particolare nella scatola del movimento centrale, e nella serie sterzo. Se non ci credete provate a smontare il reggisella e a capovolgere la bicicletta; occhio, qualche pesce potrebbe saltare fuori. C'è da dire, che i meccanici dei team, non lavano solo, ma smontano, asciugano, lubrificano e rimontano, dopo ogni uscita, ogni gara; e voi sareste in grado di farlo ? Lo spiego perché qualcuno pensando di fare bene ad emularli, poi ha avuto problemi meccanici alla bicicletta. Quindi pulitela frequentemente per controllare eventuali cricche e problemi vari, per rimuovere sporcizia dalla catena, ma fatelo solo con un panno umido, asciugatela,  applicate un prodotto di protezione sulla vernice. Noi rider puri, non pratichiamo la disciplina del ciclo cross o della MTB, non attraversiamo il fango; non c'è bisogno di usare la lancia termica; e se pedalate con la forte pioggia, e magari lo fate spesso, vi toccherà smontarla o farla smontare. Ovviamente fate sempre controllare periodicamente la bicicletta da corsa dal meccanico di fiducia competente. Buona manutenzione. Saluti ciclistici. 


venerdì 8 dicembre 2017

BMC Pro Team 2018. All disc road.

Per la prossima stagione agonistica, la BMC Pro Team, squadra UCI Pro Tour, correrà solo in sella a biciclette da corsa con freni a disco. Lo ha annunciato, oggi, la Shimano. Le foto sono state scattate durante il primo ritiro che si sta svolgendo in questi giorni in Spagna. Mi chiedo se la Shimano imporrà contrattualmente l'uso dei freni a disco ai corridori delle squadre sponsorizzate. Se fosse così sarebbe l'unico modo per farli usare e porre fine alla diatriba, creatasi da qualche anno tra corridori e freni a disco. Comunque da quello che ad oggi vedo dai ritiri degli altri team, non mi sembra che tutto si siano dotati di bici solo con freni a disco, anzi. Ciò potrebbe dipendere dal livello di sponsorizzazione. Per esempio la BMC Pro Team e il Team Sunweb hanno un forte legame contrattuale con la Shimano. Stay tuned. Saluti ciclistici. 





mercoledì 6 dicembre 2017

Pinarello Bolide TT vince il premio AD Compasso d'oro International Award.

Ricevo dalla Pinarello il comunicato del conseguimento del premio.......




Saluti ciclistici. 

Grammomania: Bontrager Ballista.

Si ringrazia per la collaborazione, il gran fondista "Prestigioso", Flavio e il rivenditore autorizzato Falasca Cicli. Saluti ciclistici.





domenica 3 dicembre 2017

Lightweight Meilenstein Disc

"Se hai deciso di farlo, fallo almeno al meglio.", ahimè ! Questo è il consiglio che dò a quanti decidano per motivi personali, di scegliere una bicicletta da corsa con i freni a disco.
La Lightweight ha presentato le ruote in carbonio compatibili con i freni a disco, la Meilenstein e la Wegweiser. La Meilenstein è la versione disc del famoso ed ambito modello a profilo alto. E' stato interessante dargli un occhiata, per capire come la Lightweight  ha pensato di risolvere quelli che sono i problemi della ruota per freni a disco. Le ricordo brevemente: 1) dissipazione del calore del disco e la resistenza del supporto del disco e del mozzo in carbonio ( il calore generato dalla frenata surriscalda il mozzo e non più la pista frenante); 2) asimmetria della forza frenante (problemi di tenuta e resistenza della forcella); 3) assenza di uno standard unificato.
Altro aspetto da conoscere è che le ruote con i freni a disco road, devono avere mozzi più larghi per ospitare i dischi e devono essere dotate di un asse over size per garantire una maggiore stabilità. Anche la linea della catena è diversa, il che richiede una guarnitura adeguata ( non è un caso che la Shimano ha progettato una nuova trasmissione con il Dura Ace R9100 e Ultegra R8000). La misura dei pneumatici quindi deve essere più larga. Ciò pone il problema di avere anche un telaio con un carro posteriore adeguato, cioè più largo. 
Mi viene da sorridere quando i ciclisti si confrontano sulla  opportunità di scegliere o meno,  pneumatici più larghi ! Il fatto che le coperture sono disponibili da 25, da 28 ed oltre è solo per una economia di scala ( come direbbero gli economisti); diminuire i costi di produzione, aumentando la  quantità prodotta, significa avere la necessità di allargare il mercato anche ai ciclisti che non usano i freni a disco su strada. Punto. Il resto è marketing e non sostanza. 
Per quanto concerne il primo problema, la Lightweight ha fatto qualcosa di unico: il mozzo pentagonale, un pentagono over size di costruzione imponente, nei cui angoli, sono addensante le pelli di carbonio, della migliore qualità, il cui modulo segreto ( come del resto tutta la lavorazione) è stato scelto per resistere alle alte temperature che si sviluppano durante la frenata, soprattutto nelle lunghe discese alpine. In pratica il supporto in carbonio del disco sollecitato dalle alte temperature può deformarsi o rompersi, ma Lightweight ha dato la sua soluzione al problema. Del resto che il mozzo (per via dell'induzione di calore generata dal disco), è il tallone d'Achille di tutte le ruote per freni a disco, in particolare di quelle in carbonio per strada, lo avevo fatto capire la Shimano, che ultimamente ha sviluppato un disco, dotato della tecnologia Ice Tech, in modo da ridurre il cosiddetto fenomeno chiamato fading, cioè la riduzione della potenza di frenata dovuta all’accumulo di calore, specialmente sulle lunghe discese. La Lightweight è andata oltre, sviluppando una ruota in carbonio con mozzo e supporto in carbonio del disco, assolutamente unici e a detta del produttore tedesco, affidabili nel tempo. Ha sviluppato questa ruota, e l'ha data agli ingegneri della Magura tedesca, per farla sottoporre a stressanti e lunghi test; in particolare a quello in cui la Meilenstein è stata frenata a 50 km/h a pieno carico per 20.000 volte. Ebbene la Lightweight riferisce che la Meilenstein non ha riportato deformazioni, nonostante le migliaia di frenate proibitive. Certamente ci troviamo davanti ad una ruota realizzata dal migliore costruttore al mondo, ma adesso la Lightweight Meilenstein Disc inizierà a misurarsi con la strada e con le lunghe discese alpine. Per chi deciderà di optare per le biciclette con i freni a disco, credo che questa soluzione, possa essere la migliore, budget permettendo. Leggerezza, rigidità e soprattutto qualità assoluta dei materiali, possono risolvere i problemi e i limiti  che caratterizzano in genere le ruote a disco. Insomma se dovete proprio farlo, fatelo al meglio. La Meilenstein è larga 24 mm, quindi più confortevole e meno reattiva. 
Quello che posso dire, sin da ora, è che la Lightweight ha sviluppato da sola, anche il progetto disco strada, con soluzioni tecnologiche uniche e di sostanza, rispetto alla concorrenza. Conoscendo a fondo gli altri prodotti del marchio tedesco, posso dire, che c'è da attendersi ottimi risultati anche da questo nuovo progetto. Ma come sempre è la strada a poterlo e doverlo dire. 
Per quanto concerne il secondo problema dei freni a disco, la Lightweight ha introdotto il nuovo telaio Urgestalt, la cui forcella, ha uno sviluppo asimmetrico tale da garantire una maggiore resistenza alle forze torsionali e unilaterali, tipiche del freno a disco; sarebbe interessante capire se questa maggiore rigidità garantirà il confort necessario. 
Le ruote Lightweight Disc montano dischi Magura. 
Le foto le ho scattato all'interno dell'officina di Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Lightweight dove ho trovato due Urgestalt disc, una con le Lightweight Meilenstein, l'altra con le Lightweight Wegweiser. Saluti ciclistici. 









martedì 28 novembre 2017

Anteprima: 3T bike, la nuova bicicletta del team Aqua Blue Sport. L'esordio nelle gare su strada dello Sram 1X e dello Sram Force 1 .

Nella foto, Esteban Pena, CLICCA QUI, amico e lettore del blog, attualmente meccanico della squadra UCI Professional Continental Teams, Aqua Blue Sport, con la nuova bicicletta 3T del team. Le biciclette del team irlandese saranno tutte dotate di freni a disco. Del resto era scontato dato che la 3T, marchio italiano, proprietario anche di THM ( produttore della famosa guarnitura Clavicola),  produce solo telai con freni a disco ! Poca fantasia direi, considerato anche che il modello Strada assomiglia molto, anzi moltissimo, al Cervelo S5 e S3!
Comunque il motivo di questo post, è anche un altro; la bicicletta dell'Aqua Blue Sport sarà dotata del gruppo Sram Force 1 con corona 1X. La mono corona esordirà nel mondo delle gare su strada. E questa è una novità assoluta per il settore strada. Per maggiori info CLICCA QUI .  E' stato scelto lo Sram Force 1, non solo perchè è compatibile con i freni a disco, ma soprattutto perchè consente di montare rapporti agilissimi a seconda della tipologia della lunghezza del cambio scelto, corto, da 11-26 a 11-28 ; medio, da 11-26 a 11-36; lungo, da 11-32 a 10-42, dunque il più versatile, scelta obbligata, se si sceglie una corona . Le combinazioni sono: 50T x 11.32 ( il cui sviluppo metrico equivale al 91% del 53-39T x 11.26) ; 48T x 11.36 ( 92% del 52.36T x 11-28); 44T x 10.42 ( circa 98% del 50.34 x 11.32) ; 42T x 11.32 ( 87% del 46-36 x 11.28); per maggiori info  CLICCA QUI . Dunque assisteremo al confronto tra i nuovi sviluppi metrici e quelli tradizionali; come a dire, siete sicuri che la corona standard è sempre meglio della corona compact, addirittura mono ? Non escludo che il team sperimenterà nuove corone e rapporti. 
Il team irlandese sarà il primo ( e per ora anche l'unico) ad usare la mono corona nelle gare su strada, mentre da tempo trova impiego nella MTB e nel ciclo cross, settori diversi con le loro specificità, dove occorre utilizzare rapporti che agevolano la particolare agilità richiesta dai percorsi impegnativi off road. Resta comunque la difficoltà nello scegliere, ogni volta, la corona giusta per il dato percorso di gara e quindi doverla sostituire, cosa impensabile per un ciclo amatore su strada, dal punto di vista pratico. Vedremo se la scelta della mono corona sarà fattibile per il settore road, e quindi se alla fine riuscirà a sostituire la doppia corona nelle corse su strada.
Se penso che la bici di Bartali, usata nel 1938, per vincere il Tour de France, aveva la mono corona, e non solo quella del campione toscano, allora penso che la bicicletta da corsa, è sempre stata la stessa, cambiano solo le mode. In fondo tutto è stato già inventato per la bicicletta da corsa; potranno solo perfezionarla o imbruttirla.  Amen. 
Intanto per il 2018,  Shimano curerà il cambio ruote e l'assistenza in gara anche al prossimo Giro d'Italia; forse non è un caso, ma questa è un altra storia 🤔. Saluti ciclistici. 

3T STRADA


domenica 26 novembre 2017

Look 785 Huez

Mi piacciono i prodotti esclusivi e devo dire che ultimamente, in un mare di proposte commerciali, questi si ergono più facilmente in tutta la loro unicità. Per questo sul mio blog pubblico solo test dei prodotti che fanno la differenza, che vale la pena di acquistare, spesso con i sacrifici, considerato che la qualità si paga. Tra i telai interessanti, oltre a quelli recensiti, ce ne è’ uno, che mi strizza l'occhio; la linea è sobria ed elegante, come piace a me; la qualità del marchio la conosco da tempo: il Look 785 Huez. In questa colorazione Carbon con particolari stile Mondrian (pittore olandese), al quale, la Look si ispira con il logo del brand e le colorazioni di alcuni telai, la Look 785 RS Huez è’ davvero unica nella livrea. Ovviamente, come è prassi del blog, la valutazione sulla prestazione della Look 785 Huez, la scriverò solo sulla strada. Punto. Conta la sostanza e non l'apparenza, come in ogni cosa. Fino a quel momento vi lascerò in stand by.  Attendiamo gli eventi. Stay tuned. Saluti ciclistici. 
Look 785 RS HUEZ

giovedì 23 novembre 2017

Grammomania: Rotor ALDHU 3D+ (axles, spider and cranks).

Una pesa completa ed esclusiva. E' la nuova guarnitura della Rotor, la ALDHU 3D+. Versione semi compact 52/36; lunghezza pedivelle 172,5. Alluminio.
In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici. 











lunedì 20 novembre 2017

Anteprima: Pinarello Nytro.

Lo avevo scritto qualche anno fa che avremo assistito ad un assalto di proposte attinenti a cose che ricordano le bici da corsa, ma che non sono la bicicletta da corsa; avevo scritto che avrebbero trasformato la bicicletta da corsa in una moto. Del resto di ciclisti veri che hanno voglia davvero di sudare, di faticare e mantenersi in forma, ce ne sono sempre di meno e il mercato ha fame di consumi. Non mi ero sbagliato anche questa volta: è tra noi la eRoad Bike ! 
Perché pubblico questo comunicato stampa inviato al blog dalla Pinarello ? Per avvisare nel caso in cui vediate persone normali "volare" in salita o in pianura, staccare ciclisti che mangiano e dormono in sella; se li vedrete non vi dovrete preoccupare, l'onore è salvo, e anche il curriculum; si tratterà di una bicicletta da corsa "finta" e il tipo che vi svernicerà,  senza sudare o sudando qualche piccola goccia, non sarà dopato e non sarà nemmeno un campione, ma solo qualcuno, che in cerca di "gloria", e di ammiratori, si prenderà beffa di noi che pedaliamo senza motore. Quindi come già accade con l'ebike, nel prossimo futuro,  ci attaccheranno anche con le eBike road, ultra veloci. E' un mondo difficile. Nessuno si salva. 
A questo punto però credo che prima o poi finirà la pacchia per i seguaci della eBike; qualcuno al ministero dei Trasporti se ne accorgerà che sono troppo veloci, per la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, soprattutto sulle ciclabili ( come mi è capitato di vedere), e le faranno omologare come dei motorini con casco obbligatorio, targa e assicurazione. Spero tanto che nel frattempo qualcuno non abbia pensato di modificare le eBike, disponibili sul mercato, in modo che possano raggiungere velocità da motorino; del resto non dovrebbe essere impossibile "truccarle". 
Cosa altro aggiungere ! Ognuno scelga e faccia quello che vuole. Per me il ciclista su strada è colui che pedala solo su una bicicletta senza motore. Punto. Il resto è marketing. 
Per quanto mi riguarda, pedalerò sempre con una bicicletta da corsa; pedalerò sempre libero e non assistito.  Vi consiglio di fare altrettanto, se vorrete rimanere in forma fisica e non perdere il senso della realtà. 
Che la bicicletta da corsa (autentica) sia con tutti noi. Amen. 
Saluti ciclistici. 





venerdì 17 novembre 2017

Il segreto della danza sui pedali di Marco Pantani.

Ci sono immagini indelebili; ci sono immagini che sono la storia del ciclismo; ci sono immagini che vanno oltre il tempo. 
Mi piace ricordare l'immagine di Marco Pantani, che "danza" sui pedali. Il Pirata non pedalava fuori sella come tutti i scalatori; no, egli aveva qualcosa in più, e non era solo una questione di stile personale, ma soprattutto tecnica. 
Di solito, gli scalatori, sgambettano agili, e fanno oscillare, da destra a sinistra, la bicicletta, procedendo a scatti, inclinandola e riprendendola, in un continuo intercedere, di spostamenti e di rilanci; lo fanno per spingere meglio, e rilanciare con repentini scatti secchi; lo fanno per sfinire gli avversari; lo fanno perchè pesano poco e spingono forte nel rilancio, sedersi, e rilanciare quando l'avversario, ritorna a ruota. Lo fanno tutti, o quasi. Ma questo modo di pedalare limita lo scivolamento del tubolare sull'asfalto; il tubolare rotola sullo spigolo intero e non sulla parte centrale,  a punta, aumentando la superficie di appoggio a riducendo il rotolamento. Fan tutti così, tranne uno.
Il Pirata era il Pirata anche nello stile di pedalare. La sua "danza" era tecnica e stilisticamente perfetta. Egli faceva in modo di sfruttare la minore superficie possibile, riducendo gli attriti. Bastava guardarlo da dietro; la sua bici aveva una prospettiva a "piombo" rispetto all'asfalto; era il Pirata quando si alzava sui pedali; non era la bicicletta a spostarsi da destra verso sinistra, come quelle degli altri corridori; la bicicletta di Pantani rimaneva sempre dritta, era solo lui a muoversi con il corpo, una volta di qua, una volta di là, rispetto alla gamba con la quale iniziava a "danzare". Questo suo modo atipico di procedere fuori sella, gli veniva meglio, tenendo le mani sotto il manubrio, ovvero con "le mani sotto". Non è facile farlo; occorre molta elasticità naturale, per riuscire a scattare sui pedali, con le mani sotto, e non con le mani sui comandi. Pantani sapeva che impugnando i comandi, nella parte alta, il corpo si spostava troppo avanti e andava fuori baricentro, con l'effetto di perdere aderenza con la ruota posteriore. Ecco che allora, fu il primo e forse l'unico, a "menare" con le mani sotto la curva, per riuscire a mantenere il corpo al centro del telaio e per l'effetto, a mantenere più aderente sulla strada, la ruota posteriore; una posizione più aerodinamica ( anche se in salita, si spinge non contro il vento, ma contro la forza di gravità), e per lui, solo per lui, più comoda. E così, che Pantani ci ha regalato le più belle emozioni, ha scritto tra le più belle pagine del ciclismo, pedalando fuori sella, con i suoi scatti secchi, uno, due, tre, quattro, volte, finchè il Pirata si toglieva dalla ruota gli avversari, vedendoli sfilare, in evidente fatica, mentre respiravano faticosamente con la bocca aperta, "boccheggiavano" come dico io; e poi, sempre tenendo le mani sotto, egli si girava, controllava, e ancora, di nuovo a scattare, uno, due, tre volte, per allungare sugli avversari. Chi non ricorda quello straordinario duello con Tonkov, a Montecampione, nell'anno della storica accoppiata Giro/Tour. Il russo della Mapei riuscì a tenere il testa a testa, per molti chilometri, ma alla fine, egli dovette sedersi e rialzarsi e vide Marco andarsene, con il suo ultimo scatto tremendo, che soffocò nella gola di Tonkov, ogni speranza di vincere la corsa rosa. Quello scatto con la quale Pantani si involò verso la vittoria in salita, lo ricorderò per sempre. Mi dispiace per i corridori di oggi, ma Pantani non era di questo pianeta, ciclisticamente parlando. Ci manchi Marco.
Saluti ciclistici. 


martedì 14 novembre 2017

Grammomania: Sella (Saddle) Bontrager XXX.

Il blog più letto dai ciclisti, aveva dato l'anteprima quest'estate. Ora è stata avvistata e pesata dal rivenditore autorizzato Falasca Cicli. E' la nuova sella di riferimento per quanto concerne la prestazione ed il peso. Tutta da provare e da "sedere". In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli e All Bike Store on line. Saluti ciclistici. 


lunedì 13 novembre 2017

Fulcrum Racing Speed 55, turns arounds

La tecnologia CULT, cuscinetti in acciaio Cronitech e sfere in ceramica di alta qualità, è ultra scorrevole  (e resistente all'usura). Guardare per credere. Si sente persino il rumore del profilo alto che tagli l'aria ! E su strada, idem.
La Fulcrum Racing Speed 55 del video è in vendita presso il rivenditore Falasca Cicli.
Il video è stato realizzato in collaborazione con il negozio on line, All Bike Store. Saluti ciclistici.


sabato 11 novembre 2017

EICMA 2017: Trek Domane 9 Spartacus Trek Segafredo 2017/18.

Per certi versi può essere considerata un anteprima, come colorazione ed assemblaggio, per altri addirittura uno scoop, per il fatto che potrebbe essere la bicicletta di Cancellara; in quest'ultimo caso, si potrebbe parlare di una circostanza "normale"; molti ex corridori prof, tra di loro per esempio Bettini e Cipollini ( prossimamente anche Contador), montano le ruote Lightweight sulle loro biciclette da corsa. Il blog più letto dai ciclisti, è arrivato anche al salone EICMA 2017, presso lo stand della Trek. Saluti ciclistici. 

Ecco Contador qualche giorno fa......

giovedì 9 novembre 2017

Telaio in carbonio: da cosa dipendono le caratteristiche e le prestazioni.


Sono anni che mi interesso dal punto di vista teorico, al carbonio e alle sue applicazioni nel settore della bicicletta da corsa. Documenti aggiornati e non comuni sono necessari per comprendere la materia. Tra i documenti che conservo nel data base, c'è anche questo, che secondo me, per chiarezza e semplicità, è molto utile, per chi vuole avere un informazione didascalica e veloce. Argomento: come "modellare" le caratteristiche e le prestazioni del telaio. E' così semplice ed immediata la lettura che mi riporto alla foto. Una chiosa: la qualità del carbonio è precipua. Superfluo osservare che c'è carbonio e carbonio e che la produzione del carbonio e quella del telaio postula investimenti e sperimentazioni che solo in pochi possono permettersi.
Anticipo quella che potrebbe essere una domanda comune. Ma quanto "dura" un telaio in carbonio ? Non è possibile dare una risposta generalizzata; occorre valutare caso per caso. E' possibile dire invece che un telaio di alta qualità può mantenere le proprietà meccaniche per un tempo molto lungo. Ciò dipende dalla qualità della resina e dalla qualità del carbonio usato. I telai sono costruiti utilizzando diverse qualità di carbonio, ognuno con le sue caratteristiche; proprio per questo, che i produttori, connotano un telaio, ne forgiano il carattere, scegliendo questo o quel tipo di carbonio. Per esempio il VHM, è il più leggero, ma il più fragile, deve essere scelto solo in una data percentuale e applicato in una precisa parte del telaio, non può essere il solo utilizzato, altrimenti il telaio si romperebbe facilmente. Ecco allora che il costruttore aggiunge anche l'HM ( alto modulo) e l'IM (modulo intermedio), in percentuali mirate, per renderlo più resistente, pur mantenendo la leggerezza. Insomma costruire un telaio in carbonio è come miscellare un cocktail. 
Ovvio che un telaio realizzato con carbonio di alta qualità avrà una vita più lunga ( e più prestazione) di quello realizzato con carbonio di media e bassa qualità. Tanto per intenderci.
Saluti ciclistici.

Shimano Dura Ace C35 e Lightweight Gipfelsturm Schwarz: trova la differenza 😉

Il blog guarda dentro le cose, il blog è introspettivo e analizza l'esperienza diretta. Ecco due coppie di ruote usate, di alta gamma. Trovare la differenza, quasi nascosta 😉. Saluti ciclistici.
Aggiornamento post. Per i più distratti, la differenza sta nello stato delle piste frenanti, fotografate dopo migliaia di chilometri percorsi. La pista delle Dura Ace è visibilmente consumata e rovinata; quella delle Lightweight Gipfelsturm è come se fosse nuova Ecco perchè alla fine una Lightweight conviene. Inoltre le piste frenanti delle Lightweight sono le uniche che possono essere ricostruite spedendole in Germania; mentre le piste frenanti di tutte le altre ruote, una volta consumate, sono compromesse, occorre cambiare il cerchio.  Sul mio blog non trovate le valutazioni da forum, fatte da tuttologgi da scrivania. Qui trovate i test fatti su strada con il sudore e la passione. Saluti ciclistici. 



sabato 4 novembre 2017

Shimano Dura Ace Di2 R9150 e il misuratore di potenza FC R9100 - P Power Meter.

Stamane uscita di allenamento lunga, fuori provincia, 120 km, tra nebbia, sali e scendi e salita da 8 km; tappa con caffè da Falasca Cicli, giusto in tempo, per assistere al montaggio del meccanico Sasha del nuovo misuratore di potenza Shimano FC - R9100 - P Power Meter. Ne è venuto fuori un interessante estemporanea, per gli appassionati. Saluti ciclistici.


La guarnitura Shimano Dura Ace FC R 9100 con il power meter installato, il cui coperchio è visibile sulla destra.

Quel bottoncino è la calamita. 



mercoledì 1 novembre 2017

La scarpa da ciclismo personalizzata.

Prospettive di mercato. Quando si parla di scarpe da ciclismo su strada, mi viene da pensare anche a quella esperienza personale avuta qualche mese fa. E' meglio una scarpa standard oppure quella personalizzata e realizzata specificatamente sulla scorta dei dati antropometrici ? E dietro questa domanda c'è tutto un mondo, un nuovo mercato. Stay tuned. Saluti ciclistici.