venerdì 30 dicembre 2016

Anteprima mondiale: nuovo Shimano Dura Ace DI2 R9150 (2017). Pesa e foto in anteprima.

Un lettore del blog mi ha inviato dal Giappone, in anteprima mondiale, le foto delle pese del nuovo gruppo elettronico dell'azienda nipponica. Sul sito della Shimano ci sono le immagini e le specifiche tecniche CLICCA QUI , ma non le pese. Dalle foto esclusive si può dire che trattasi di componenti ispirati al nuovo gruppo meccanico Dura Ace R9100. Ovviamente la guarnitura, i freni e i pacchi pignoni, sono gli stessi del citato gruppo meccanico. Nel 2016 il colosso del Sol Levante ha  rilanciato la sfida alle concorrenti dirette.  Dopo questo scoop stellare, il blog si conferma, ancora una volta, come quello più letto dai ciclisti e non solo. E ora attendiamo il 2017 con la presentazione alla stampa. Il blog è arrivato per primo al traguardo dell'anteprima del prodotto. Tenetevi sintonizzati per gli aggiornamenti. Saluti ciclistici








E anche questa volta, il blog mette la "ruota" davanti agli altri, secondo un dato obiettivo, chiamato statistica, calcolato da Google, il motore di ricerca più importante e diffuso.  Avanti così. 

giovedì 22 dicembre 2016

Test bike Bianchi Specialissima CV.

La Bianchi Specialissima CV, mi è stata consegnata per il test, in un giorno di inverno, presso il rivenditore autorizzato Falasca Cicli e da quella scatola, oltre al telaio elegante e racing, carbonio naturale, opaco, con loghi lucidi e verniciati, dalle sfumature multiformi accese dal sole, sono usciti anche emozioni e ricordi. 
Il fascino e la bellezza della Bianchi Specialissima CV è unica, come la sua storia. Il nome Specialissima, è primordiale. Gimondi correva con un telaio Bianchi Specialissima. Del resto la storia della bicicletta passa prima a casa Bianchi, quando gli altri produttori, quelli di oggi,  non c’erano ancora. Correva l’anno 1885, quando l’ingegnere Edoardo Bianchi, in Via Nirone 7, apriva un officina per la costruzione e la riparazione di biciclette, spostata in via Bertani e nel 1980 in via Borsetto, con la denominazione di Fabbrica Italiana Velocipedi Bianchi. Egli trasforma i velocipedi, nella bicicletta moderna, con la riduzione del diametro della ruota anteriore e l’utilizzo della catena per la trasmissione del movimento. Una decina di anni più tardi, l’azienda milanese inventa il primo ciclo a motore e  qualche anno prima persino la bicicletta femminile, quasi uno scandalo per il costume dell’epoca; un modello venne usato anche in casa reale, tant’è che Bianchi impartisce lezioni di guida alla regina Margherita nei giardini di Villa Reale a Monza. Nel 1902, il costo di una Bianchi varia dalle 290 lire per il modello economico, alle 600 lire per il modello lusso extra viaggio. Prezzi abbastanza sostenuti, anche allora, considerato che la paga giornaliera di un operaio è di 2 lire e mezza. Era il tempo di Milano, la capitale del ciclismo. Oggi è il tempo della Bianchi Specialissima CV, l'unico telaio da salita con profili aero dei tubi !  
Era da tempo che attendevo l'occasione per testare uno dei modelli più interessanti del mercato. Cerco di testare prodotti di nicchia e comunque prodotti che hanno una tecnologia esclusiva, che vadano oltre il prodotto commerciale. Mi sono documentato sul modello top di gamma Bianchi, in occasione dell'anteprima pubblicata sul blog  CLICCA QUI . La caratteristica tecnica saliente della Specialissima CV è la sua costruzione con il materiale in carbonio viscoelastico protetto da brevetto, denominato Countervail, da cui deriva l’acronimo CV, verniciato sul telaio. In pratica le pelli di carbonio avvolgono una membrana composta dal materiale Countervail brevettato dalla statunitense MSC e sviluppato per il settore dalla Bianchi.  La Bianchi spiega che il Countervail, elimina fino all’80% delle vibrazioni, aumentando al tempo stesso la rigidità torsionale e la robustezza. Il brevetto è depositato dalla Materials Sciences Corporation ed è stato elaborato dalla Bianchi per il ciclismo, differenziandone le caratteristiche a seconda del modello in produzione. Per la Specialissima, ha sviluppato la formula più leggera. La Oltre XR4, la Infinito CV e l'Aquila CV sono gli altri modelli arricchiti dal brevetto. Il materiale innovativo è utilizzato dalla Nasa in operazioni aerospaziali, dall'esercito degli Stati Uniti, ma anche per la produzione della tacchetta da tennis top di gamma la Wilson Blade, nel campo dello scii e del wind surf. 
Il materiale utilizzato per la costruzione delle tubazioni della Bianchi Specialissima CV è del modulo Carbon T cioè tessuto unidirezionale in fibra di carbonio ad alto modulo. Pi precisamente si chiama Carbon T Uni 390 i cui filamenti di carbonio sono allineati nella stessa direzione a questo consente di disporre il tessuto nella direzione più opportuna per assorbire le sollecitazioni. 
La costruzione è monoscocca. 
La Specialissima CV ha un tubo sterzo basso, 115 mm, nella versione 50. La scelta racing e più estrema può comportare la necessità di aggiungere degli spessori sotto il manubrio. Ciò è stato un ulteriore banco di prova in merito alla rigidità. Nel mio caso ho aggiunto dapprima 2 cm e poi 1,5 cm. Nell'uno e nell'altro caso, non ho avvertito alcuna flessione sensibile, il risultato mi ha favorevolmente sorpreso. In nessuna condizione ho notato un peggioramento della prestazione, come spesso mi è capitato con altri prodotti concorrenti. Immagino quanto possa accadere con l'attacco del manubrio usato senza spessori !!! 
Il movimento centrale Press Fit 86,5 x 41mm è scorrevole e rigido, in assenza di calotte esterne; il reggisella FSA in carbonio monoscocca, non compreso nel kit telaio, dal diametro 27,2 mm;  serie sterzo FSA con sterzo conico 1.1/1.8” 1.4”; passaggio interno dei cavi, concezione del cavo del cambio, il quale in prossimità dell'ultimo tratto, è esterno e sotto il fodero destro, e questa è la soluzione ottimale per avere la migliore cambiata, in quanto il filo, non è strozzato o stretto da guaine interne; i  forcellini full carbon con inserti in metallo, un accorgimento utile per evitare allentamenti del serraggio delle ruote e una parziale consumo del carbonio del forcellino a causa dello sfregamento degli sganci rapidi; forcella con steli dritti, la cui forma denota una maggiore reattività, migliore confort e maneggevolezza.  Con la Specialissima CV invece non c'è stato nessun problema durante il test. Il carro posteriore  è over size, davvero massiccio per essere un telaio da salita, foderi e pendenti sono ben strutturati. Il tubo sterzo, quello orizzontale e obliquo, sono morfologicamente aerodinamici, il primo con profilo a punta con due angoli, il secondo schiacciato con un profilo ad una punta, il tubo obliquo, infine, con profilo a quattro angoli; è la scelta ottimale per avere la massima rigidità e reattività. Non e' un caso che la Bianchi dichiari che il profilo aero del tubo sterzo sia stato ispirato da quello del telaio da crono Bianchi Aquila Cv. E non è un caso che la Specialissima CV abbia dimostrato su strada, di avere un vantaggio anche in pianura. Il punto di raccordo tra il carro posteriore e quello orizzontale, non è continuo nella linea di unione; la linea del carro posteriore è appena più bassa, rispetto a quella del tubo orizzontale, una scelta progettuale che di solito si trova con i telai aero, seppure più marcata. La scelta non è causale, ma serve ad aumentare la reattività.  La forcella e il carro posteriore hanno forma e larghezza da renderli compatibili con cerchi larghi 28 mm e tubolari fino a 28 mm.  Per il peso del telaio testato CLICCA QUI
Ultima caratteristica de visu della Specialissima, è lo stile italiano, da sempre il più elegante ed esclusivo, anche per le colorazioni, personalizzabili via web, con la piattaforma chiamata Tavolozza. La livrea è elegante, anche nella grafica, curata nei particolari. Il colore nero carbonio opaco non è altro che carbonio a vista e le scritte riportate sul telaio e forcella non sono decalcomanie, ma sono verniciate in Italia, segno di qualità. 
La bici test è stata assemblata da Sascha, meccanico dell'officina Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Bianchi. La componentistica usata nel test: ruote Lightweight Gipfelsturm Schwarz, manubrio in carbonio FSA K Force compact Bianchi Reparto Corse 3K, attacco in carbonio FSA OS99, reggisella in carbonio FSA K Force, gruppo Shimano Dura Ace R9100 (altra anteprima pubblicata sul blog), pedali Speedplay Titanium, sella San Marco Aspide Super leggera, portaborracce Elite. Peso complessivo della macchina testata, poco più di 6 kg, completo di pedali e portaborracce. L'assetto avanzato biomeccanico è stato elaborato da Juri. Le quote  biomeccaniche sono state riportate dal doctor Falasca. 
Prima di passare alla prova su strada, occorre fare una premessa. Il peso del telaio tout court cioè preso come unico valore di riferimento o valutazione, significa poco o nulla: dire che un telaio pesa 800 grammi oppure 700 grammi o meno di 700 grammi non significa che è performante, ma ci dice solo quanto è leggero. Non ci dice come va in salita e su ogni altro terreno  Un telaio leggero o ultra leggero se non è rigido o ultra rigido, flette e fa consumare energia. Il peso è solo una delle caratteristiche, uno dei parametri. E' necessario valutare la rigidità torsionale  (la capacità di resistere alla torsione della pedala, sotto sforzo, come per esempio durante la volata) e quella laterale ( la capacità di non flettere alla spinta in fuorisella),  Il peso non ci dice se è confortevole; un telaio scomodo accorcia i km, perché stanca prima, consuma watt e danneggia la salute dell'apparato muscolo scheletrico. Il peso non ci dice se è reattivo, se è preciso in curva, se è possibile avere un controllo totale del mezzo, se ha una massima trazione. Ci vuole solo la migliore tecnologia e materiali di alta qualità per avere un prodotto performante.  Per sapere che carattere possiede,  un telaio, occorre "ascoltarlo", mentre pedali. Bisogna sentire che sensazioni riesce a trasmettere. Bisogna spingerlo al limite possibile. Bisogna conoscere altri telai, ruote,  pedivelle, eccetera, in una parola, il mondo della bicicletta da corsa. 

Prova su strada.

Per chi vuole un compendio del carattere della Bianchi Specialissima CV, ecco una rapida lettura. 
In discesa: totale assenza di chattering; sensazione di controllo e sicurezza; cambio rapido di direzione; inserimento ed uscita veloce e precisa in curva; estrema maneggevolezza.
In salita: reattiva e rigida lateralmente nel fuorisella, rigida torsionalmente e rapida nelle accelerazioni in sella o fuori sella ; mantiene costante la velocità ( non disperde energia) e quindi non necessita di rilanci a meno che si voglia accelerare e lo si può fare anche da seduti, sprecando meno energie; salite dure più veloci; massima resa su strada; ottimizzazione delle energie.
In pianura: rigida torsionalmente, mantiene velocità costante ( non disperde energia), massima ottimizzazione delle energie.
Sul percorso vallonato: incredibilmente veloce e rigida lateralmente e torsionalmente; mantiene la velocità costante ( non disperde energia) senza bisogno di rilanci in fuorisella.
Confort: totale senza perdita di rigidità e controllo. Un caso unico, ad oggi.

Provando la Specialissima devo dire che non ho riscontrato la caratteristica nervosità dei modelli ultraleggeri, che li rende, poco confortevoli, più impegnativi a gestire sulle strade sconnesse e meno rigidi torsionalmente. La Specialissima è rigida torsionalmente e allo stesso tempo estremamente confortevole, con una notevole stabilità e controllo del mezzo. La Specialissima CV è una “poltrona da corsa” ! Il confort è davvero straordinario. Provare per credere. E' morbida sulle asperità e dura quando si spinge sui pedali. Sin dalla prima pedalata ho avvertito un feeling immediato. Mi è sembrato di averci pedalato da una vita. E’ un telaio equilibrato anche in fuorisella. E' Leggera, reattiva e maneggevole in ogni condizione. La Specialissima consente il massimo controllo del mezzo. Il Countervail funziona davvero e caratterizza in toto le prestazioni del prodotto. Passando su una strada rovinata o ruvida la differenza tra la Specialissima e molti altri telai, in termini di vibrazioni, è la stessa che passa tra l’auto, con il finestrino aperto, e quello insonorizzato di un auto di lusso. Ho testato il prodotto su asfalti fatiscenti ed instabili, con ruote per nulla morbide, anzi estremamente rigide, le Lightweight. Il risultato è stato sorprendente. Lo ripeto. Tenuta e stabilità impeccabile, confort elevato, imparagonabile a qualunque altro telaio provato fino ad oggi. Al termine di 4 ore trascorse in sella, ho avvertito meno fatica e meno stress muscolare, segno inequivocabile che buona parte delle asperità del fondo stradale, sono rimaste assorbite nelle trame del carbonio della Specialissima. Telai leggeri e ultra leggeri concorrenti spesso sono rumorosi perché gli spessori dei tubi sono ridotti al minimo e quindi non possono assorbire ottimamente le vibrazioni dovute alle asperità della strada e fungono da cassa di risonanza e per questo si avverte un rumore tipo "scatola vuota" Ovviamente il Countervaiul non è un ammortizzatore, ma uno strato viscoelastico testato sul pavé delle Classiche del Nord con la Infinito. Se la Specialissima non avesse avuto intrecciato alle pelli di carbonio, il Countervail, sono sicuro che sarebbe stato un telaio talmente rigido da “spaccare” la schiena, considerato quanta energia scarica sulla strada. Grazie a questa tecnologia, i tecnici hanno potuto esagerare con la rigidità torsionale e laterale, ma senza pregiudicare il confort. Risultato: massimo confort, massima rigidità torsionale, da sempre due parametri in antitesi tra di loro. Dunque la Specialissima CV è un monoscocca confortevole, come un telaio a congiunzioni, ma molto più rigido, potendo contare su una struttura monolitica, che come tale, supera la criticità delle congiunzioni e del maggiore peso che ne deriva, per effetto dell’aggiunta di colle e materiale. La Bianchi Specialissima CV è leggera. Ma v’è di più. La Specialissima CV ha un trasferimento completo dell’energia, grazie alla rigidità torsionale elevata, che ottimizza sensibilmente, l’energia profusa nello sforzo atletico. Motivo per cui la Specialissima mantiene una velocità costante su ogni terreno; non c’è bisogno di accelerare o andare fuori sella, per mantenere l’andatura, senza vento contrario. Questa caratteristica la rende migliore di altri telai leggeri e anche più leggeri che invece tendono a perdere la velocità. In pianura si comporta più come un telaio aero che un telaio da salita. A proposito di vento contrario, ho riscontrato una perfetta stabilità anche contro il vento durante una lunga discesa montana. Con il vento forte contrario ho smesso di pedalare, e la bdc è rimasta in equilibrio, senza sbandare. In discesa la Specialissima  è stabile precisa e maneggevole, rapida nelle curve, non c’è bisogno di correggere la traiettoria. Controllo totale ed istintivo in curva. La Specialissima è molto maneggevole. Un telaio dotato di una agilità netta, utile a scartare pericoli improvvisi. 
La reattività è molto buona, anche quando si spinge pedalando sulla sella, e lo si avverte soprattutto nei cambi di ritmo, anche in salita. La scatola del movimento centrale è molto rigida,  come l'intera struttura, e questo permette di non disperdere energia in ogni situazione, soprattutto quando si danza sui pedali, dove si sente la scatola del movimento centrale, come una dura “base” di appoggio. La scatola del MC nevralgica per la performance, in questo caso ha una sezione ampia, grazie allo standard 86,5 mm, adottato dalla Bianchi, dopo avere abbandonato il BB30 e questa scelta la condivido completamente. 
In buona sostanza la Specialissima non flette in modo sensibile, è “granitica”,  quando si vuole rilanciare la velocità, è comoda e scattante. Quello che sorprende, lo ribadisco, è il contrasto tra parametri molto difficili da conciliare. Se provate a spingere su un pedale, tenendo ferma la bicicletta con le mani, noterete che la bicicletta non flette facilmente. Eppure è leggera. 
La Specialissima CV non è il telaio più leggero e nemmeno uno dei più leggeri in assoluto.  Il peso si attesta sui 780 grammi. Un peso che la colloca nella fascia dei telai leggeri. Ma quello che la fa preferire a telai più leggeri è altro. Quello che conta è il rapporto peso/rigidità, ottimo, uno dei migliori telati in assoluto per la salita, ma assolutamente performante anche sugli altri terreni. Un peso minore può comportare una perdita della rigidità torsionale e una prestazione complessiva inferiore, oppure, un prezzo più alto, fuori mercato.  A questo livello, modelli kit telaio più costosi, intorno ai 6ooo/7000 €, possono dare miglioramenti non assoluti, ma marginali. 
Quello che entusiasma della Specialissima CV è anche il fatto che non stanca sulle medie e lunghe percorrenze. Si arriva in cima a Monte Cassino, salita del Giro d'Italia, dopo un buon chilometraggio contro vento, ancora con energia nelle gambe e la schiena fresca, potendo contare sulla massima efficienza del telaio, che non richiede un maggiore sforzo per mantenere la velocità, e gestire la pedalata in salita, cosa che spesso avviene con telai concorrenti, anche più leggeri. Insomma con la Specialissima CV non si sprecano energie. 
Posso dire che la Bianchi Specialissima CV è ottimizzata dal Countervail e dall'elevato rapporto rigidità/peso. 
Tirando le somme consiglio la Specialissima ai ciclisti che amano pedalare in montagna, ma anche a quelli che vogliono avere un telaio polivalente.
Tanto per fare un esempio e rendere l'idea. La facilità di accellerazione della Specialissima Cv è spiccata, se accoppiata poi, alle Lightweight Gipfelsturm Schwarz, è come accellerare con una Porsche, è immediata, secca, produce una spinta incedibile, cosa che non ho sentito, utilizzando le stesse ruote con altri telai. 

La sella San Marco Aspide Super Leggera si è dimostrata per il mio sottosella subito comoda, e dopo quattro ore abbastanza comoda. Pesa 106 grammi. E' ben curata nella realizzazione dello scafo in carbonio e nel rivestimento in pelle nera. 

AGGIORNAMENTO TEST.
In una discesa veloce, per evitare un auto che procedeva in senso contrario, sono finito su tre dossi,  causati dallo smottamento della strada dovuto alle radici di albero. A velocità alta, la bicicletta test attraversando i dossi, ha dimostrato una stabilità elevata, tanto da consentirmi un controllo totale del mezzo e di proseguire senza problemi.  Un altra cosa che mi ha sorpreso, è che durante l'attraversamento improvviso di questo particolare tratto di strada accidentata, ho sentito la Specialissima rigida e confortevole, allo stesso modo, e senza avvertire contraccolpi sulla schiena e sulle gambe. In pratica è stato come usare un pezzo di ghisa elastico !! Tutta l'asperità del terreno è stata assorbita efficacemente dal Countervail, e il telaio non ha avuto flessioni. Ribadisco quanto scritto in precedenza. La Specialissima CV è morbida sul fondo stradale accidentato e rigida quando si spinge sui pedali. 



















Pagella:

Trazione: 10
Reattività: 10+  ( Con questo assemblaggio è una vera macchina da gara per la salita. La cosa che più mi sorprende è la facilità  con la quale si accelera, in salita; è più che ottima la velocità di risposta, anzi over the top; lo chiamo "effetto Porsche")
Confort: 10+
Rigidità torsionale: 10 ( riesce ad essere rigida pur essendo leggera, cosa non comune)
Rigidità laterale: 10
Maneggevolezza (Agilità): 10
Controllo: 10 
Tenuta in discesa: 10+
Rapporto peso/rigidità: 10 
Tenuta in pianura: 10 ( sembra un telaio aero)
Tenuta in salita: 10
Tenuta sul vallonato ( c.d.mangia e bevi):10
Verniciatura: 10



TEST su Monte Cassino, salita del Giro d'Italia.







La Bianchi Specialissima CV è il telaio da salita più votato dai lettori del forum BDC MAG: ancora una volta ho azzeccato il test 😉  


Il prototipo della Bianchi Specialissima CV che venne consegnato alla Lotto Jumbo.

L'assetto avanzato elaborato dal biomeccanico Juri ed usato nel test bike.





Peso della bici test

Another Countervail test. Vederlo e non sentirlo sulla schiena






Leggere un commento di un lettore del blog soddisfatto per avere acquistato la Specialissima Cv dopo avere letto il mio test è pura soddisfazione. 
Il doctor Falasca mi consegna la bike test



Il negozio officina di Edoardo Bianchi

martedì 20 dicembre 2016

Test Bike: Shimano Dura Ace R9100. Il gruppo meccanico nato per il mondo delle corse.

E' il test su strada del nuovissimo gruppo meccanico top di gamma della casa giapponese. Tante novità e soprattutto miglioramenti totali sulla trasmissione e sui freni dual pivot. Intanto ecco la pesa del gruppo testato CLICCA QUI . Merita una piccola parentesi la Shimano, in quanto società., tanto per farci un idea precisa dei numeri che muove questo colosso industriale nipponico e soprattutto quanto sia vero che i concorrenti siano in difficoltà a tenere quote di mercato sempre più piccole. Secondo la Credite Suisse, il marchio giapponese, nel 2015 ha ottenuto 3,3 miliardi di dollari di ricavi, circa il 73% in più dell'altro colosso, taiwanese, che invece si è attestato su 1,9 miliardi di dollari. Tuttavia nei primi sette mesi del 2016 le vendite sono scese rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e questo rappresenta un dato utile per capire che c'è stata una flessione del mercato globale della bicicletta. Si perché la Shimano secondo la finanza mondiale rappresenta il termometro del settore, in virtù della sua enorme espansione nel settore. Nonostante la crisi avuta nel primo periodo dell'anno in corso, la Shimano secondo gli analisti svizzeri si è dimostrata altamente resistente agli shock macroeconomici, tanto da non avere avuto nessuna perdita nei suoi 40 anni di esercizio a partire cioè dal 1975. I costi di produzione del prodotto Shimano sono tra i più bassi del settore. Ma c'è un altro aspetto che garantisce al marchio Shimano un vantaggio sui concorrenti: i suoi componenti sono i meno costosi. Tant'è che gli analisti ritengono che il prezzo potrebbe essere aumentato senza intaccare la quota di mercato. La competitività dei costi dei prodotti per il ciclismo Shimano è aumentata grazie alla espansione di una linea di produzione interna, dotata di maggiore efficienza e automazione, presso la sede dello stabilimento della società a Sakan (Osaka), realizzata nel 2014. Per l'inizio del 2017 è previsto l'avvio di una nuova linea di produzione nella prefettura di Yamaguchi Shimoneseki. In Europa, la Shimano inoltre ha quattro centri di produzione, uno da poco avviato a Lione (Francia), gli altri a Nunspeet (Olanda), Poznan (Polonia) e Instabul (Turchia). Ora passo alla disamina del nuovo gruppo meccanico top di gamma, Shimano.
L'obiettivo di Takao Harada ingegnere responsabile della produzione in Giappone è minimizzare la perdita di energia per massimizzare la performance. Per questo il Dura Ace è stato reinventato.  Le novità rispetto al DA 9000, oltre all'anodizzazione scura, sono molte, tanto e tali da costituire un gruppo nuovo e più leggero. La serie R9100 comprenderà anche la versione elettronica e le ruote. 
La leva Dual Control del nuovo Dura Ace ha una ridotta escursione in modo da ridurre il tempo di risposta, un intervallo di regolazione della presa ampliato per un posizionamento preciso della leva e una selezione dei rapporti anteriori più leggera, in modo da velocizzare e rendere più intuitiva sia la cambiata, sia la frenata. La Shimano indica che l'escursione della leva più piccola, quella in composito, posta sotto la leva del freno, è ridotta del 14%, mentre l'escursione della leva del freno è ridotta del 24% !! Ribadisco. L'uso dei nuovi comandi consente, una spostamento più veloce e la forza necessaria è sensibilmente diminuita. E' stato migliorato anche il materiale della copertura e una forma ergonomica più ampia. Le leve possono essere utilizzate anche con il Di2 e i freni a disco. Il funzionamento delle leve per chi non lo conoscesse, è molto semplice ed intuitivo. La leva destra principale azionata verso sinistra serve a far salire la catena sui pignoni più grandi, mentre la leva  più piccola, nera e in composito, serve a far scendere la catena verso il pignone più piccolo. La leva sinistra principale invece, serve a far passare la catena dalla corona più piccola a quella più grade ( per esempio dal 36 al 52); la leva più piccola, nera ed in composito, serve a far scendere la catena dalla corona più grande a quella più piccola. La leva più piccola, quella posta dietro la leva del freno sinistro, fa tre scatti: due per fare scendere la catena dalla corona più grande a quella più piccola, e uno per sistemare eventuali frizioni della catena sulla parte interna del deragliatore. Consiglio di azionare solo due scatti, con la leva inferiore, in modo che quando occorrerà ritornare dalla corona più piccola a quella più grande, il passaggio si compirà con unica movimento laterale della leva freno destra.  In tal modo, la catena salirà sulla corona più grande, in modo veloce e preciso e nel farlo si avverte maggiormente la rigidità della guarnitura. Tale opzione è perfetta per le gare. 
Il reparto trasmissione è stata realizzato sviluppando il know how del modello MTB cioè del disegno/tecnologia Shadow RD. All'uopo ho allegato la foto del deragliatore XT per evidenziarlo. Il cambio, cuore della trasmissione a 11 velocità, è stato ridisegnato e progettato per essere più leggero e veloce con l'aiuto di cavi rivestiti di polimero a basso attrito. Il nuovo cambio è compatto, cioè il percorso del cavo è più diretto, e mantiene una distanza costante dalla cassetta, in modo da aumentare la stabilità del cambio, in tensione; inoltre il montaggio diretto, offre una base più rigida e una riduzione al minimo delle possibilità di danneggiamento del telaio in caso di caduta, in quanto è l'unico cambio che non sporge dal profilo del telaio. Il deragliatore anteriore rispetto al precedente è dotato di una leva meno lunga è ha una struttura minimale. I motivi: 1) meno forza spinta della deragliata significa meno forza sulla fascetta a saldare del deragliatore, quindi meno possibilità di danneggiare la fibra di carbonio. Peraltro con i telai leggeri quella parte spesso non è accompagnata da un rinforzamento per evitare un aumento del peso; 2) il movimento del deragliatore è più reattivo e preciso, in quanto la struttura è più semplice. Il deragliatore ha una nuova struttura e geometria, più ampia. La nuova versione offre più opzioni di instradamento del cavo e una regolazione di tensione del cavo integrata, cioè la regolazione della tensione del cavo del cambio, si regola direttamente sul deragliatore. Il tappo del deragliatore serve a nascondere il cavo, in modo che non tocchi la parte interna della gamba destra. La gabbia del deragliatore è stata allargata per evitare lo sfregamento della catena negli incroci più estremi. Ma vedremo su strada se sarà così. Alluminio, titanio e carbonio i materiali che compongono la struttura del cambio per avere una maggiore rigidità e leggerezza. Il cambio con gabbia corta ha una struttura Shadow RD mutuata dallo XTR, con montaggio diretto ed innesto del cavo più rettilineo, compatibile con pignone da 30 ! Con il 30 Shimano rilancia la sfida ai concorrenti. E' il più agile. Anzi in effetti a leggere le istruzioni tecniche il cambio è compatibile fino al 35 !!! Basterebbe questo per capire il primato di questo gruppo. Insomma si può salire ovunque. La tecnologia Shadow RD consente al cambio di spostarsi all'interno per avere una cambiata più precisa e fluida, e non essere esposta ad urti laterali che ne possano compromettere la funzionalità. In tal modo il cambio  potrà essere montato con forcellini con perno passante.  Il cambio è disassato verso l'esterno in modo da consentire di sganciare la ruota posteriore senza sgonfiare il tubolare da 25mm della ruota compatibile con i freni a disco e serrate con perno passante. Tale forma del cambio consente una volta allentato il perno, di sfilare la ruota, facendola cadere in giù, senza altra complicazione. Per la prima volta, Shimano utilizza una gabbia internamente in carbonio. Il cavo entra ad angolo. Il look del cambio ricalca quello della guarnitura sia per le linee che per la scelta cromatica Black fade/smokey grey.
La cassetta è stata innovato con le diverse dentature dei pignoni. E' stato introdotto il pacco 11/30, con pignoni in alluminio, 5 pignoni in titanio e 2 spider (telaietto) in carbonio. La scala è perfetta per la salita più ripida: 11,12,13,14,15,17,19,21,24,27,30. Top climb.🚵🔝
Shimano crede in un sistema integrato pedivella-corone per creare una struttura monolitica e dalla rigidità superiore rispetto a qualsiasi altro sistema tradizionale pedivella-corone. Una scelta non esclusivamente estetica ma anche strutturale garantendo anche un significativo risparmio di peso. Shimano mantiene la medesima spaziatura 4 bulloni, che permette l’adozione di corone aftermarket o di terzi produttori, come per esempio quelle di diverso diametro e le corone ovali,  ma cambia la distanza tra le due coroneQuest’ultima è una scelta significativa in quanto una spaziatura maggiore consente un miglior allineamento con battute posteriore da 135mm e oltre nonchè carri che si vanno sempre più accorciando. Altra novità è la possibilità di adottare la guarnitura con misuratore di potenza integrato. Shimano ha introdotto il Powermeter, con il quale integra il tutto all’interno della guarnitura con un sistema che ricalca per struttura e dimensioni quello prodotto da Pioneer. Sono occorsi circa 10 anni in sviluppo e test in Shimano per arrivare al prodotto finale, lo Shimano Power Meter. Tale misuratore, che sfrutta la connettività Bluetooth & ANT+ per dialogare anche con strumenti di altri produttori, è totalmente impermeabile oltrechè disporre di un sistema di ricarica tramite connettore magnetico in stile Apple Macbook cosi da evitare fastidiosi smontaggi o costretti ad aprire coperchi copribatterie. Le nuove guarniture saranno disponibili in differenti configurazioni con lunghezza pedivelle tra 165 e 180mm e dentature compact 50/34 oppure 52/36, 54/42 e 55/42.La linea della guarnitura definita da Shimano, iconica,  è affinata con le pedivelle con sezioni più grandi e con profili con incavi e aerodinamici. Il profilo del ragno è anch'esso aerodinamico è maggiorato e dotato di nervature come la pedivella sinistra, e ciò per aumentare la rigidità. L'integrazione del ragno con le corone è tale da costituire una sorta di monoblocco. Il colore è il nuovo Black fade o su richiesta anche Smoke Grey o antracite. La pedivella con tecnologia Hollowtech 2 x11 è stata maggiorata nella struttura del braccio del ragno (spider), a quattro bracci e asimmetrica, ma la forma è stata ridisegnata, anche per rendere più efficiente le prestazioni della leva-comando del cambio ed ottimizzare il trasferimento della potenza. La corona esterna Hollowglide è stata rinforzata. 
I freni sono stati anch'essi rivisti ed ora presentano una struttura quasi monolitica che lascia presagire una maggiore rigidità ed efficienza. In pratica sembra un triplo pivot ! E' stato aggiunto un brake booster all'interno della struttura del corpo freno e ciò garantisce una riduzione del 43% della flessione sotto sforzo rispetto al freno R9000. Il sistema in fondo era già in uso negli anni 90 e garantisce una forza maggiore senza dispersioni dovute a flessioni indesiderate.  flessibilità.  I freni ora sono compatibili con pneumatici da 28 mm e hanno un corpo freno a doppio perno. 

I MATERIALI. Per le  specifiche e i materiali usati CLICCA QUI . In sintesi. Le leve principali dei comandi sono in carbonio ( unidirezionale)  mentre le leve più piccole scure sono in carbonio rinforzato con la plastica, un materiale denominato  CFRP, usato anche in campo medico CLICCA QUI. Il CFRP è usato anche sul cambio. Per il resto alluminio, acciaio, titanio.
Shimano Dura Ace R9100 è garantito tre anni
Se c'è qualcuno che pensa che il gruppo meccanico sia destinato all'estinzione, per effetto dello sviluppo dell'elettronico, credo che debba ricredersi e meditare, dopo l'evoluzione del gruppo più avanzato del mercato, il Dura Ace R9100. Shimano è il termometro del mercato della bicicletta. Nonostante l'epoca dello sviluppo tecnologico che passa per l'elettronico, se il più grande produttore del settore investe ancora sul meccanico, significa che la quota di mercato gode di ottima rendita e quindi di gradimento. Lunga vita al gruppo meccanico. 
Ma quello che conta lo dice solo la strada e quindi salgo in sella ed inizio a testare. Il test è realizzato in collaborazione con Falasca Cicli, rivenditore Shimano.

Test su strada. 

Una premessa. Ci sono gruppi per fare le foto e da mettere in bella mostra ed altri concepiti e sviluppati per il mondo delle corse. Shimano Dura Ace R9100 è nato per le corse. Ogni suo componente, ogni suo movimento e forma, è stato progettato e sviluppato per le esigenze dei corridori. Non è un caso che è il Dura Ace è il gruppo più richiesto dai professionisti. La manovrabilità delle leve avviene senza sforzo. E non è un caso. Durante la corsa ogni minimo sforzo consuma energia, e in sella, tutto quello che sprechi prima, ti mancherà dopo, nel momento cruciale della corsa. Quindi l'ottimizzazione dell'energia è uno dei punti fondamentali del progetto Shimano Dura Ace R9100. Con le mani sui comandi, in presa alta e bassa, con le dita sempre vicine e in presa diretta con le leve dei comandi, la prima cosa a cui ho pensato, è stata quella di usare un gruppo progettato per il mondo delle corse. Perfetto per i velocisti, che sprintano a mani basse,  scaricando la catena sull'ultimo pignone, altrettanto perfetto per lo scalatore che  supera le asperità della salita, potendo contare su una trasmissione veloce, costantemente in presa diretta, nonostante la catena in tensione e su una frenata forte, precisa e pulita. Il DA R9100 è l'estrema evoluzione, di un progetto condiviso con i corridori, attraverso i loro feedback. Utilizzandolo si ha la sensazione che la trasmissione sia pronta, in ogni momento ad assecondare l'input del ciclista. E' molto reattiva la risposta della cambiata. Il DA R9100 è indifferente a condizioni critiche durante l'utilizzo; non è possibile portarlo oltre il suo limite. In salita la catena sale e scende senza problemi, nonostante che la catena sia in tensione costante e maggiore. Le mani hanno un contatto diretto con la trasmissione in modo permanente, immediato ed istantaneo. Per i velocisti, che usano fare la volata in presa bassa, con la possibilità di fare scendere la catena in una frazione di secondi, per non perdere il momento cruciale, il nuovo Dura Ace R9100 fa risparmiare tempo di risposta e forza di azionamento. E' sufficiente un lieve tocco sulle leve e la catena incomincia a salire e a scendere come se fosse elettronico. Non ha la cambiata multipla, ma la velocità e la fluidità del funzionamento della trasmissione, è tale che sembra che lo sia. Per gli scalatori, la catena è sempre in presa diretta durante l'ascesa, non soffre un rallentamento nella cambiata, e supera la criticità della tensione della catena.  E' un gruppo da corsa, senza se e senza ma. Se invece cercate il gruppo per fare il giro del palazzo o le foto al bar, potete anche scegliere altro prodotto concorrente, forse più fotogenico, ma sicuramente meno performante. 
La guarnitura testata è la semi compact 52/36. Il pacco pignoni è l'11/28 adatto per tutta la stagione. l'11 è ideale per le discese e le volate; il 28 invece per le salite più dure.  Le leve dei comandi hanno un escursione ridotta e molto sensibile per aumentare la reattività della risposta, ora è sufficiente la semplice pressione di un pulsante delle leve, per azionare prontamente la cambiataSi conferma la cambiata morbida, silenziosa e precisa di casa Shimano, ma questa volta l'asticella del primato è stata spostata più in alto; il DA R9100 ha una maggiore velocità, fluidità e silenziosità nella cambiata. E' sufficiente il minimo sforzo sui comandi per avere una risposta immediata. Il comando sinistro ha una leva racing e per l'effetto consente un funzionamento fluido, veloce e preciso nell'innesto delle corone. Massima reattività a scendere e a salire, sembra elettronico. La cambiata migliora la sua efficacia in termini di risposta, precisione, fluidità e silenziosità, anche sotto sforzo.  Il DA R9100 non ha la cambiata multipla, è vero, ma il funzionamento è tale, da consentire di scalare con assoluta precisione, velocemente e silenziosamente, che alla fine, l'effetto finale è il medesimo, cioè arrivare prima sul pignone più lontano, nel più breve tempo possibile. La presa sulle leve ergonomiche è migliorata, è più facile ed intuitiva in ogni condizione, le cui dimensioni sono particolarmente utili per i ciclisti dalle mani grandi, ma non fanno perdere la presa sicura alle mani piccoleAnche con la presa bassa le leve sono facilmente raggiungibili, anche da dita piccole. La conformazione delle leve, più spostata lateralmente, è assolutamente perfetta quando si pedala in presa bassa, come avviene in fase di volata, quando occorre spingere in presa bassa e avere l'interfaccia con l'azionamento della trasmissione. In buona sostanza non si perde tempo a cercare la leva per fare scendere i rapporti, e non si perde la posizione in volata. In quei frangenti il risparmio di energia e i decimi di secondo sono determinanti. Frenata top in assoluto, mai testato niente di migliore. Le mani sui comandi hanno una presa comoda e facile. Non c'è niente di meglio sul mercato. Azionando le leve la cambiata e la frenata è intuitiva e immediata. Non ha la cambiata multipla, ma se si aziona di continuo la leva che fa scendere la catena, in un brevissimo tempo, scala più rapporti facilmente. Stessa cosa dicasi quando si aziona la leva per fare salite la catena. Se si fa raggiungere la massima escursione alla leva del comando, la catena sale più rapporti. Massimo controllo impugnando le leve in ogni posizione.  Il deragliatore ha un funzionamento preciso e energico.  La catena tocca sulla parte interna del deragliatore con gli incroci estremi (sconsigliati), come per esempio 36-11, 36-12, 36-13, non essendo possibile fare micro regolazioni con la leva del comando sinistro, come già riscontrato sul DA 9000. La cosa che mi ha impressionato di più è la rigidità notevole della guarnitura, niente di meglio su perni da 24 mm, almeno su questa fascia di prezzo. Si avverte una forza notevole in fase di spinta; si fatica di meno in termini di energia profusa nello sforzo atletico. Una guarnitura top e di riferimento in termini di prestazione. A chi piace l'estetica moderna, il DA R9100 è accattivante e futuristico. Il peso è stato ridotto, ma resta il gruppo meno leggero rispetto alla concorrenza anche se ha ridotto la distanza per esempio con il Campagnolo Super Record Evolved a circa 54 grammi considerando entrambi i freni dual pivot. Ma sul punto occorre fare una riflessione. Se il maggiore peso comporta maggiore rigidità della guarnitura e della forza/reattività in termini di risposta dell'intera trasmissione, la migliore frenata sul mercato, allora va bene cosi. Preferisco sacrificare il peso, per avere una migliore performance. Il nuovo deragliatore consente di evitare lo stracciamento della catena con la forcella interna del deragliatore, mediante una regolazione. Ma solo nel caso del 52/28. La catena invece sfrega con la parte interna del deragliatore  con il 36/11-12-13 (ovviamente sono rapporti che non vanno usati per mantenere la catena in linea con il cambio). Ai più esigenti  consiglio di sostituire il movimento centrale con uno ceramizzato, per esempio, il Ceramic Speed, per avere il massimo della scorrevolezza. A chi consiglio il nuovo Dura Ace: ai corridori e ai ciclisti che vogliono avare una cambiata e una prestazione racing. 
In conclusione, Takao Harada è riuscito a fare migliorare il prodotto. Il Dura Ace 9000 è stato effettivamente migliorato, un passo più avanti, rispetto al modello precedente, sia per il funzionamento, sia per il livello qualitativo dei materiali dei componenti. Il Dura Ace R9100 sembra elettronico. Diverte, veloce, preciso, rigido, fluido, silenzioso, con un risparmio di energia nell'azionare le leve dei comandi. Al prossimo aggiornamento. Saluti ciclistici. 

Pagella:
Scorrevolezza del movimento centrale: 7 ( buona ma se si vuole avere la massima scorrevolezza, consiglio di sostituirlo con uno ceramizzato dell'ultima generazione)
Precisione della cambiata: 10
Fluidità della cambiata: 10
Silenziosità della cambiata e della catena: 10+
Frenata: 10+
Reattività della cambiata a scendere: 10
Reattività della cambiata a salire: 10. 
Ergonomia ed impugnatura dei comandi: 10 + 
Efficienza in termini di risparmio di energia e morbidezza dell'azionamento delle leve: 10+
Rigidità della guarnitura: 10+
Peso: 8


Capacità totale del cambio meccanico RD R9100: 35 T !!!!!

Capacità totale del cambio elettronico RD R9150: 33T. 


Alluminio, titanio e carbonio.
La gabbia del cambio è in carbonio


Ecco come funziona la trasmissione del nuovo Dura Ace: veloce, precisa e silenziosa..........



Il deragliatore MTB Shimano XT dal quale è derivato quello del  Dura Ace R9100
La guaina SHIMANO OTR8900 per il cambio


sabato 17 dicembre 2016

Grammomania. Selle Italia C59

Sono un appossionato ed estimatore di Sella Italia, prodotto autenticamente Made in Italy. Sostanza e forma di assoluta qualità. Design avanzato. Questa sella e' una vera esclusiva. La Selle Italia C59 prima serie. La bellezza e il peso sono da primato. Saluti ciclistici 

venerdì 16 dicembre 2016

Training Camp Bahrain Merida 16/12/1965. Consigli per i ciclisti amatoriali.



Le foto le ho ricevute dalla Bahrain Merida e si riferiscono al raduno del team avvenuto in Croazia, il 16 dicembre scorso. Le  pubblico per evidenziare come la prassi dei corridori professionisti è diventata quella dei corridori amatoriali più evoluti, cioè fisico tirato e visite mediche. Mi raccomando, l'allenamento più importante è a tavola. Prima di pedalare ricordate di passare dal medico. Una curiosità. Nibali è passato al gruppo elettronico Shimano Dura Ace, dopo avere usato nelle passate stagioni  solo il gruppo meccanico ( nella specie il Campagnolo). Saluti ciclistici. 

sabato 10 dicembre 2016

Alberto Contador e Trek EMONDA SLR.

Calpe, Spagna. Ritiro della Trek Segafredo. Alberto Contador ritorna a cavalcare una Trek dopo la stagione in cui vinse anche il Tour de France. Nelle foto ci sono anche le sue due EMONDA SLR con freni integrati Dura Ace, una di colore nero opaco e l'altra di colore rosso Team Issue Trek Segafredo. La curiosità è per la versione nero opaco. Per quale motivo Contador usa un telaio apparentemente  anonimo, di una colorazione diversa da quella del team ? E' una Emonda SLR personale realizzata con  una colorazione esclusiva ? Oppure è una Emonda SLR Vapor Coat ? Per chi non lo sapesse, Contador fino al 31/12/2016 è vincolato dal contratto Tinkoff e deve indossare la divisa del team. Saluti ciclistici. 














venerdì 9 dicembre 2016

Quelli dell'officina.

Molti anni fa conobbi un silenzioso e sicuro meccanico. Lo battezzai Doctor Falasca. Uno di "quelli dell'officina", come definisco i  personaggi di un romanzo ambientato negli anni del ciclismo eroico, che un giorno scriverò. L'incipit del romanzo. "Era una mattina di nebbia. Il paesaggio era severo come l'inverno. Fuori una fila di alberi, segnava ai lati, la strada dritta e lunga. Sulla pianura era calato anche il silenzio.  L'officina era aperta sin dalle prime luci dell'alba. Il lavoro non mancava. Il meccanico indossava un grembiule nero. Egli girava la pedivella della bicicletta sospesa sul cavalletto. Nell'officina c'erano appese le biciclette di acciaio, senza colore. In alto sul muro, quello più vicino al tornio, in bella mostra, c'era la foto di Ganna, il primo vincitore del Giro d'Italia....". Ho voluto iniziarlo così questo post, con un salto nel tempo tra le pagine di un libro, che parlerà delle competizioni più antiche, quelle fatte con la prima macchina da corsa, la bicicletta. E come poteva mancare, nel mondo delle corse delle biciclette, il meccanico, quello che riconosci per la passione e per i particolari, come quando sistema sul bancone dell'officina, gli attrezzi puliti ed ordinati, riposti nel punto in cui, saprà trovarli, nel culmine dell'assemblaggio o della riparazione. Il suo lavoro è tutto un sincronismo, un susseguirsi di movimenti e di sequenze. Il meccanico lo riconosci per come ascolta lo scorrere della catena sui pignoni, per la precisione dello sguardo e del tocco nella regolazione del cambio.  Quelli dell'officina.......... e allora, appena mi si è presentata l'occasione, di vederne insieme due di loro, mi è piaciuto fotografarli. Uno, il Doctor Falasca, l'altro il meccanico della nazionale italiana di ciclismo su strada, Giuseppe Archetti. In fondo, i meccanici, quelli che stimo, hanno molto da condividere, autori di un mestiere antico e di una passione preziosa.

Quelli dell'officina. Giuseppe Archetti e Doctor Falasca