domenica 12 ottobre 2014

Test LIGHTWEIGHT MEILENSTEIN

La premessa: mi piacciono le sfide. Mi affascina incontrare la leggenda. Mi diverto a dissacrare i luoghi comuni. Sono originale ed anticonformista, Sempre; dunque, l'obiettivo era quello di testare una ruota dalla tecnologia rivoluzionaria. Il target del mio test bike: innovare le recensioni, senza effetti speciali, da carovana pubblicitaria; non creare illusioni, ma realtà che corrono sulla strada. Ecco allora che mi viene proposta una prima assoluta: fare il primo vero e completo test bike, pubblicato sulle ruote Lighweight Meilenstein. L'approccio è stato quello di farlo senza limiti e timori reverenziali. Ho chiesto, solamente, di potere scrivere tutta la verità. Per poterlo fare occorreva una persona che fosse blogger e tester bike. Ed eccomi qui a scriverlo. Il Test è stato fatto in collaborazione con il rivenditore autorizzato Lightweight, Falasca Cicli di Pontecorvo (FR) e con il meccanico Doctor Falasca.
Descrizione del prodotto.
Meilenstein significa Pietra Miliare! E' la ruota simbolo della gamma; è l'evoluzione della serie III. Rispetto al modello precedente, la LW spiega che la frenata è stata migliorata, i cerchi non hanno più la forma a V marcata, ma un profilo arrotondato per assecondare meglio i flussi dell'aria laterale, il vento, e per avere una migliore guida complessiva. L'Altezza del profilo della Meilenstein è di 47,5 mm contro i 55 mm della serie III, e anche questo consente un maggiore controllo del vento laterale. Il lay-up della fibra di carbonio è stato innovato con l'impiego di nuove resine, il che si traduce in una maggiore resistenza in caso di impatto e una maggiore rigidità; in pratica è un altra ruota rispetto alle Standard III. Mozzo anteriore Lightweight; mozzo posteriore DT SWISS 240. Cuscinetti e sfere in acciaio. L'interno del cerchio è cavo ed è riempito da una schiuma densa strutturale, in modo da limitare il peso, e renderlo resistente.
A vederla, la Meilenstein conquista ed affascina; il carbonio, le flange, i cerchi, i raggi, i mozzi, persino i bloccaggi, forniti in dotazione, acciaio e carbonio, dal peso complessivo di 45 grammi!
I raggi sono 16 sull'anteriore (per i ciclisti che pesano fino a 100 kg, e 20 Raggi per i ciclisti che pesano 120 kg) e 20 sul posteriore, tutti incrociati. Le flange sono over size e legate ai  raggi piatti in carbonio larghi poco più di 1 centimetro e dallo spessore di 2 mm. Anche sulla ruota anteriore i raggi si incrociano. Piccole "pelli" di carbonio avvolgono le giunzioni incrociate dei raggi della ruota posteriore. Questa tecnica è usata anche dai costruttori di ruote off limits, che legano i raggi in acciaio incrociati per rendere la ruota più rigida. La coppia test mi è stata consegnata assemblata con tubolare Continental Competition da 22 sull'anteriore e da 25 sul posteriore. Peso nominale della Meilenstein: 1 chilo e 100 grammi. Quello reale non ho potuto verificarlo direttamente, in quanto le ruote erano già assemblate con i tubolari. Tuttavia sottraendo al peso complessivo, quello dei tubolari e delle prolunghe, mastice, il peso reale dovrebbe essere intorno al chilo e 15/20 grammi circa.
Il concetto rivoluzionario delle ruote Lightweight è la costruzione monoscocca della ruota: raggi, mozzi e cerchio sono parte integrante della ruota. I vantaggi: 1) non c'è bisogno di centrare le ruote, in quanto i raggi non devono essere registrati, quindi non si allentano e ne si muovono; 2) massima rigidità laterale; nessuna ruota con raggi in acciaio, può raggiungere lo stesso risultato; 3) massima leggerezza e robustezza. Ogni ruota Lightweight è dotata di un microchip interno alla struttura che  consente l'identificazione in caso di furto e la memorizzazione dei dati relativi agli interventi eseguiti dall'assistenza tecnica.

TEST su STRADA .
Occorre fare una premessa. Trattasi di ruote con il cerchio e i raggi in carbonio; pertanto è una ruota per nulla paragonabile a quelle con il cerchio in carbonio e i raggi in acciaio. La Meilenstein è una ruota rivoluzionaria. Al momento è lo stato dell'arte delle ruote ad alto profilo. L'ho capito lanciandomi lungo una discesa tecnica, a tutta, dietro la scia di una moto, (il motociclista non lo conosco, ma lo ringrazio); l'ho compreso quando sono riuscito ancora a stupirmi e a divertirmi, nonostante che abbia provato molte ruote top di gamma; quando l'ho vista ferma che mi "guardava"; Quando ho sentito l'energia profusa nella pedalata trasformarsi in velocità, con tutta la forza scaricata sui pedali, in salita, in pianura, in discesa, sui percorsi vallonati.
La Meilenstein mi ha dimostrato di avere superato il limite della ruota tradizionale con i raggi in acciaio: la capacità di trasformare completamente, senza dispersione, in velocità, la potenza della pedalata. L'ho sentita costruita per trasformare in velocità l'energia "spinta" sui pedali, completamente; e lo fa davvero, senza fare perdere nulla dell'energia; per questo motivo la Meilenstein fa risparmiare energia e watt sullo stesso percorso, anche su uno strappo al 12%. Dalla pianura, alla salita. Ovunque la Meilenstein sorprende, grazie alla massa inerziale inferiore e la straordinaria rigidità laterale, che rende la pedalata leggera in ogni situazione. Non c'è dubbio: la Meilenstein è una ruota ultra racing.
Ora mi spiego il motivo per cui molti ciclisti professionisti hanno acquistato un paio di Leightweight per gareggiare; usata in gara permette una prestazione migliore. Ho saputo da chi usa il misuratore Quarq Sram Red, che la Meilenstein, permette un aumento di potenza del 3-3,5% su una salita di 7 km; il che è corrispondente ad un vantaggio di circa 50 Secondi o un risparmio di 10 watt. Non lo so, se è vero; non mi intendo e non uso l'elettronica sulla bicicletta, in quanto la ritengo non necessaria; per me, in sella ci vuole testa, cuore e gambe; posso dire con certezza che con le Meilenstein si fa meno fatica e ci si diverte di più. Una ruota per nulla sofisticata, alla portata di tutti, in termini di maneggevolezza. Infatti la Meleinstein, sin dalla prima uscita, mi ha dimostrato una semplicità ed una precisione di guida immediata e non comune, un controllo totale della bicicletta e un piacere di pedalare, sorprendente; pronta ad assecondare ogni scatto e il cambio di ritmo. Rispetto ad una ruota a profilo medio, top di gamma, full carbon, la Meilenstein tiene meglio la velocità in ogni circostanza, sfruttando il profilo più alto. 
Lo ripeto; mi ha conquistato la reale percezione delle forze che si imprimono sui pedali e ho pensato a quanta energia, in tutti gli anni passati, invece ne è andata persa inutilmente, usando le altre ruote. E 'diffusa la sensazione di fare meno fatica e di avere più tempo per assaporare il piacere di guidare una bicicletta da competizione. 
Nelle entrate veloci delle discese tecniche, ho sentito un controllo totale della guida, è come se la Meilenstein non fosse una ruota ad alto profilo alto. Dal punto di vista dell'agilità nella guida, nei cambi di direzione , negli inserimenti veloci nelle curve tecniche, la Meilenstein, e' simile ad una ruota a profilo medio. Ho guidato con la mente e non con le braccia; senza tensioni e senza sbavature. Una ruota che entusiasma facilmente.
In salita la Meilenstein ha dimostrato di riuscire ad aggredire qualsiasi pendenza di lunghezza breve/medio. La Meilenstein, sulla salita dura e breve, si guida a “ tutta”, spingendo sempre sui pedali, per scattare e per mantenere la velocità costante, sfruttando al massimo la elevata rigidità della ruota posteriore, che sopperisce alla minore reattività; non si paga dazio nei metri finali. Ottime anche sul misto collinare. Uno strappo al 7%, l'ho superato con una velocità maggiore e costante rispetto ad altre ruote. In salita non è una ruota da passo regolare. E' la ruota con la quale si possono fare ottimi tempi in una cronoscalata non superiore al 6% e per un chilometraggio non superiore agli 8 km. Del resto stiamo parlano di una ruota ad alto profilo, la migliore, ma l'altezza del cerchio, si sente, nonostante la buona reattività. 
La Meilenstein, grazie alla straordinaria rigidità, qualità dei materiali, tipologia della costruzione, e al peso leggero, riesce ad essere, non solo la ruota a profilo alto "di riferimento", ma anche di ridurre notevolmente la differenza di prestazione con quella a profilo medio, in termini di reattività e di confort che sono i limiti fisiologici del profilo alto.  
Sin dalle prime pedalate ho sentito la già ottima rigidità laterale (in particolare della zona del tubo sterzo) della Trek Madone 7S, aumentare notevolmente: in fuori sella, basta appoggiare (non serve fare pressione sulle braccia, si spreca energia e si accumula tensione sui muscoli della cervicale) le mani sui comandi, senza fare forza, per sentire la bicicletta sfilare veloce e dritta, come se percorresse un binario; mai una flessione laterale, non voluta. L'accoppiata Trek Madone 7S e LW Meilenstein è ultra rigida. Basta un piè sospinto, che la bicicletta ovvero "la macchina", prende velocità, molta di più, delle altre ruote top di gamma con il profilo alto e i raggi in acciaio. E' incredibile, non mi stanco di ripeterlo.
In pianura, l'effetto volano tipico del profilo alto ( da 40 km/h), in questo caso, è come se entrasse prima in azione per via del fatto che è una ruota leggera rispetto alla concorrenza; l'aerodinamica è assoluta, considerata l'altezza del profilo, la sezione del cerchio e  dei raggi, la campanatura, e la forma aerodinamica della struttura. Le Meilenstein mantengono la velocità media più elevata a parità di sforzo, per effetto della spiccata rigidità torsionale. La Meilenstein è agile sul percorso, quasi come fosse una ruota a profilo medio; incredibile il modo in cui cambia la direzione ad un dato impulso. 
La frenata è buona; nessuna sbavatura, merito delle nuove piste rettilinee frenanti; è precisa ed uniforme, durante le staccate brevi e decise; non si avverte nessuna irregolarità, o sobbalzo fastidioso. Invece nel caso di una frenata lunga o fatta in condizioni di particolare criticità ( frenata lungo una discesa veloce, appena prima di un inserimento in curva), si avverte una leggera irregolarità, nello scorrimento del pattino sulla pista frenante e si sente il fischio dei tacchetti. Le piste frenanti al tatto non presentano alcuna imperfezione; gli artigiani hanno fatto un lavoro di precisione. Se invece si frena a lungo ( e ciò è sbagliato), allora si avverte una leggera tensione, durante il contatto tra tacchetto e pista. Una tensione che fa sentire dei piccoli strappetti. Buona la morbidezza e l'efficienza della mescola dei tacchetti DT SWISS TOP per LW.
Consiglio per avere una migliore resa in frenata ed evitare problemi di surriscaldamento, di  fare frenate forti, ma di breve durata, e soprattutto di frenare prima di entrare nella curva, di non frenar mentre si piega, di non frenare per lunghi tratti in discesa,  per evitare surriscaldamenti e per non perdere traiettoria e velocità. Il carbonio si raffredda molto velocemente quando si lascia la ruota. La frenata in curva si anticipa e si fa sempre con il freno anteriore; frenando solo o maggiormente con il freno posteriore, la bicicletta perde traiettoria e sbanda. Questa raccomandazione è per i ciclisti poco esperti che temono la velocità in discesa. In discesa con la bici da strada non serve frenare sempre e a lungo. Occorre eliminare l'insicurezza. Non servono i freni a disco.
Per quanto riguarda la sensibilità al vento, devo dire che in località di mare il vento soffia forte; per questo ho potuto verificare che il vento laterale, influisce, nelle discese tecniche, seppure in misura minore di qualsiasi altro, profilo alto che ho usato. Insomma non è il massimo se si scende in velocità lungo una discesa tecnica.
Il confort, in genere, dipende non solo dalla ruota, ma anche dalla scelta dei tubolari, dalla pressione d'uso, dall'assetto di guida, dal modo di posizionare le braccia e la schiena (i gomiti e la schiena devono essere piegati se non si vuole caricare sulla cervicale e sui muscoli lombari, le asperità della strada). Mi capita troppo spesso di vedere ciclisti pedalare con le braccia tese e la schiena dritta, quasi che pedalassero su una MTB o fossero dei cobra in procinto di attaccare; hai voglia a scegliere telai con il tubo sterzo alto, se non si piegano braccia e la schiena è meglio passare alla MTB ! In termini generali, sul confort influisce, oltre che la la laminazione del telaio, l'altezza del cerchio, la mescola dei tubolari della sezione e la pressione di utilizzo. Il gonfiaggio dei tubolari va fatto in base alla pressione minima e massima consigliata dal produttore delle ruote e delle coperture, tenendo conto del peso corporeo. Fatta questa premessa, va detto che  la Meilenstein è una ruota ad alto profilo, quindi più "dura" (in termini di confort), rispetto a quella a profilo medio; comunque il confort è nella media delle ruote ad alta profilo, di ultima generazione. Sull'anteriore montavo un Competition da 22 e sul posteriore uno da 25 mm . Come avevo recensito nel test, usandoli anche con altre ruote, i tubolari Continental Competition, non hanno una mescola morbida. Le asperità del terreno (tenuto conto del mio peso corporeo di 62 kg), sono state assorbite meglio dalla bicicletta con una pressione dei tubolari non superiore alle 9 e 1/2 atm.  Quindi per la Meilenstein ci vogliono schiene allenate; sulle lunghe percorrenze ( dai 100 km), può stancare la schiena del ciclista meno allenato.
La scorrevolezza dei mozzi over size con componentistica standard ( mozzi e cuscinetti in acciaio) Lightweight ( anteriore) e DT SWISS ( posteriore) montati sulla Meilenstein è buona, ma non siamo ai livelli di un mozzo Campagnolo, con tecnologia Cult ( mozzi in acciaio e sfere in ceramica). Consiglio la Meilenstein nella versione con cuscinetti in acciaio e sfere in ceramica della Ceramic Speed.
In conclusione: dopo molte uscite ( e ad un ciclista tester non servono molti km per capirlo), non ho dubbi, ma solo certezze: l'accoppiata Trek Madone 7S - LW Meilenstein è racing allo stato puro; è granitica!  La rigidità laterale e torsionale della Meilenstein è spaventosa. Nessuna energia è persa; tutta l'energia è trasformata in velocità; è una ruota " salva gamba ". Spesso, i telai vengono "accusati" di essere "morbidi", quando si sentono i tacchetti sfregare sulla pista frenante, mentre non si frena, in volata, o si spinge forte su una salita dura e breve. In verità, la causa può essere imputabile anche alla ruota.
Ho fatto ulteriori prove per verificare la rigidità delle Meilenstein: ho regolato un tacchetto del freno anteriore e posteriore, della Madone 7S seconda versione, in modo che fosse più vicino alla pista frenante rispetto all'altro. Nel momento del massimo sforzo in volata, su uno scatto, su una salita al 6-7% breve di 100 metri, non c'è stato alcun contatto con la pista frenante. Poi ho spinto il pedale tenendo la bici ferma con le mani, ebbene anche in questo caso nessuna flessione laterale. Infine con la mano ho cercato inutilmente di muoverla lateralmente, e anche in questo caso le ruote sono rimaste indifferenti, come se fossero state bloccate. Insomma, la Meilenstein non flette mai, in ogni condizione.
La Meilenstein, la Lightweight di IV ^ Generazione  non è paragonabile alle migliori ruote top di gamma con i raggi in acciaio; è assolutamente superiore. Dopo avere usato la Meilenstein è difficile il "dopo", il ritornare ad usare altre ruote seppure ottime. Spesso non serve cambiare telai per aumentare la prestazione; occorre cambiare la ruota. La ruota influenza e svela il carattere del telaio; se dovessimo pensare al rapporto che lega il telaio alle ruote, il "carattere forte", l'elemento predominante, è la ruota. Le prestazioni di un telaio dipendono dalla qualità delle ruote; per questo, la ruota è l'investimento più importante. Quando vedo telai top di gamma con delle ruote non top di gamma, rabbrividisco. A cosa serve spendere tanti soldi per un telaio top di gamma che non potrà mai dimostrare tutta la sua qualità a causa delle ruote? E' come avere un purosangue ed attaccarlo ad un calesse  A cosa serve la cambiata precisa di un cambio elettronico, se la ruota è "ferma"?!
Il futuro della ruota è il raggio in carbonio. Il carbonio ha la resistenza alla trazione, cioè la resistenza ad essere tirato senza rompersi, maggiore dell'acciaio (si parla di 4500 Mpa del carbonio contro i 500 Mpa dell'acciaio non legato e di 1000 Mpa dell'acciaio legato). I raggi in acciaio in trazione, flettono, si girano, si muovono lateralmente; tendono a spezzarsi nel caso di carichi eccessivi. Il raggio in carbonio della Meilenstein di IV ^ generazione, e di tutta la gamma LW, può sostenere una trazione di circa 2 tonnellate; non è un elemento a se stante, ma parte integrante della ruota, un sistema unico, definibile "monoscocca". Non c'è nessun motivo tecnico per avere dubbi sul primato della Meilenstein e delle ruote LW. Per quanti pensano che il prezzo sia alto, credo che basterà pensare al fatto che una ruota LW non solo consente di avere il massimo in termini di prestazioni, ma anche di risparmiare, evitando di acquistare più coppie di ruote ( e di perdere tempo e pazienza a regolare il cambio e l'altezza dei tacchetti dei freni).

Consiglio per la manutenzione dei mozzi:
Per la manutenzione ordinaria del mozzo posteriore DT SWISS 190 S e 240, installati sui modelli strada della LW, consiglio di lubrificare il corpetto e il mozzo. Il mozzo anteriore invece non necessita di particolare manutenzione, e comunque può essere manutenuto solo dalla LW. L'operazione di manutenzione del mozzo posteriore può essere eseguita da un meccanico rivenditore LW, come da video.




Pagella: 

Reattività: 8
Scorrevolezza: 8 
Agilità: 8
Rigidità: 10 + ( laterale e torsionale/ trasferimento di potenza)
Comfort: 8
Frenata: 8
Peso: 9
Fattore estetico: 10 (cura nella lavorazione)

Difetti: durante il test sono stati utilizzati gli sganci posteriori forniti in dotazione alle ruote, cioè di serie. Tuttavia quello posteriore è risultato difettoso, con l'uso si allentava. Invece la leva perfettamente funzionante deve aprirsi con difficoltà, per evitare aperture accidentali ed improvvise. Ritengo gli sganci forniti in dotazione, non all'altezza delle ruote.
Segnalo che nel test delle Lightweight Gipfelsturm Schwarz, dopo qualche mese di utilizzo, i tacchetti per i freni, forniti in dotazione con le ruote, non erano più idonei all'uso, pur non essendo usurati; si erano induriti e fischiavano in fase di frenata.  

Saluti ciclistici.





La LW su Instagram ha inserito questa foto sul suo Profilo commentandola. Ecco il link   Clicca qui

Next time give us a warning before you share a hot bike like that. We got drool all over our keyboard!




claudio cobiani

Il commento a questa foto scritto su Twitter dalla Trek.

Il dottor Falasca prepara la bike test
           Slide Show Test

Peso reale della coppia test LW MEILENSTEIN 

peso ruota posteriore di altra coppia 

peso ruota anteriore di altra coppia 

17 commenti:

  1. Possiedo queste ruote da un paio di mesi e nel 2013 avevo avuto modo di testarle in occasione dell'iniziativa Proof di LW che dava la possibilita' a ogni rivenditore di far testare queste eccezionali ruote ai clienti . Non posso far altro che confermare quello scritto sopra ovvero che trattasi di ruote a profilo alto atipiche tanto da sembrare a tratti delle basso profilo . In poche parole queste ruote conservano tutte le doti delle alto profilo e nei percorsi con molto dislivello si comportano come delle basso profilo , veramente una manna dal cielo . Sono pure poco sensibili alle raffiche laterali , in zone non marittime come Terracina dove il vento soffia veramente forte possono essere usate al pari di una coppia a basso profilo . Puo' considerarsi la ruota universale , adatta a tutti i tipi di utilizzo . Gran prodotto !!!
    Mi chiedo cosa puo' fare la versione Obermayer di queste ruote .

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    1. Ciao Vecchia.
      Hai fatto bene a sottolineare il fatto che queste ruote possono essere provate gratuitamente da ogni ciclista recandosi presso un rivenditore autorizzato Lightweight chiamati PROOF. Le ruote test messe a disposizione dai rivenditori sono contraddistinte dall'adesivo PROOF.
      Nel mio caso invece la coppia test è stata messa a disposizione dalla LW, infatti non hanno l'adesivo PROOF.
      Invito coloro che vogliono "toccare con mano" il livello assoluto delle Meilenstein, imparagonabile con qualsiasi altra ruota di altro marchio, ad approfittare dell'occasione unica.
      Saluti ciclistici.

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  2. Ciao Claudio gran recensione la tua !
    Io non sono ai tuoi livelli ma ti assicuro che provandole sulla mia Tarmac che hai visto sul forum bdc ho migliorato un segmento del Garmin di ben 21 secondi . E sono ad inizio stagione fuori allenamento e con 5 kg in più
    È una ruota che non perde un filo di potenza un vero vantaggio rispetto la concorrenza

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    1. Ciao Alberto, ti ringrazio.
      Anche il tuo contributo, conferma il responso del mio test.
      Saluti ciclistici.

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  3. Ciao Claudio,
    Ti scrivo in questo thread anche se vorrei porti una domanda sulle ruote sì, ma non specificatamente su queste Meilenstein.
    Su molti forum spesso si dibatte se sostituendo un componente di una bici si migliorino le prestazioni di un ciclista.
    Secondo me molto dipende dal livello del ciclista ma, per quella che è la mia esperienza, il componente che più può influire è il sistema ruota/pneumatico.
    Purtroppo, io non penso potrò mai acquistare queste splendide ruote, a meno di un divorzio con la "gentile" signora...
    Tuttavia la curiosità rimane:
    davvero si riesce ad accorciare in maniera importante il tempo di percorrenza di una salita impegnativa o a scalare salite con meno fatica o più pendenza maggiore laddove l' impresa risultava più ostica cambiando la ruota.
    Ovviamnete se paragoniamo questa ruota con una fulcrum R7, la differenza è così marcata da dare una risposta univoca.. tuttavia fra ruote che adottano lo stesso materiale .. per esempio fra una R7 e una R0..
    Più volte ho sentito asserire che si tratta solo di sensazioni ma secondo me non è cosi'... come pure sento dire che mozzi di classe superiore, alla fine, non portano grandi benefici rispetto a un mozzo con cuscinetti comuni in acciaio...
    Se l' obiettivo è dunque non tanto lo scatto e il rilancio, dove è chiaro che una differenza c'è, o la voltata, ma il tempo medio e la velocità media quanto vale investire su una ruota per un cicloamatore medio?

    Grazie

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    1. Ciao Raffaele. Si parte da una premessa: l'unico componente capace di influenzare sostanzialmente la prestazione di un ciclista e di un telaio è solo la ruota. Detto questo andiamo nello specifico. Una differenza tra ruote non la si può sentire davvero tra una R7 e una R0, ma la si può sentire solo tra una LW e una R7 o R0, tra una ruota in carbonio con raggi in acciaio di alta gamma e una ruota in alluminio, tra una LW e una ruota in carbonio con raggi in acciaio oppure con cerchio e raggi in alluminio, e soprattutto tra una ruota con cerchio e raggi in carbonio e tutte le altre ruote con cerchi in carbonio o in alluminio e raggi in alluminio o acciaio. Mi riferisco alla reattività, rigidità torsionale e alla maneggevolezza. Ma v'è di più. In termini di velocità pura, un mozzo di alta qualità in più ceramizzato può fare guadagnare circa 9 minuti ( dati forniti dalla LW/Ceramicspeed) in una prova di lunga distanza per esempio Ironman a parità di prestazione del ciclista; migliorando l'attrito delle sfere sui cuscinetti dei mozzi e la resistenza al vento del profilo il guadagno è sensibile. Per quanto mi riguarda, parlando di velocità, ho notato una differenza usando ruote ad alto profilo rispetto alle altre con profilo più basso, in pianura. La ruota a profilo alto, oltre all'effetto volano a velocità superiori a 40 km/h, ha una migliore penetrazione e resistenza al vento frontale. Ma appunto si parla sempre e solo di prove non molto facili da ripetere in normali condizioni di utilizzo, occorrerebbe cioè procedere con il vento a favore, lungo un rettilineo senza interruzioni (semafori, auto, ecc.), in perfetta posizione aerodinamica e con un telaio aero. Insomma se ti aspetti di andare più veloce utilizzando ruote ad alto profilo ceramizzati contro il vento (anche laterale) e con un telaio non aero e soprattutto pedalando con le mani sul manubrio e non in presa bassa o sulle appendici, assumendo una perfetta posizione aero, con gomiti bassi e braccia chiuse ad angolo, spalle basse e schiena piatta, allora lascia stare, e risparmia i soldi. In buona sostanza la differenza c'è ma se vengono realizzate date condizioni. Questo è per la velocità. Per quanto concerne invece la performance in salita o sui percorsi vallonati, allora a parità di gamba, la differenza si sente in maniera più facile e netta, tra una ruota di alta gamma e una di gamma media o bassa. Concludo con un consiglio. Il migliore investimento per un ciclista, qualsiasi, è la ruota. Consiglio di acquistare una ruota di alta gamma e di non pensarci più, perché alla fine, a forza di cambiarle, si finirà per spendere di più, facendo la somma dei prezzi pagati. Per questo consiglio le LW o almeno ruote con cerchio e raggi in carbonio. Saluti ciclistici.

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  4. Ciao Claudio, ti scrissi un anno fa per l'acquisto di queste ruote di cui sono super contento. Unico neo: a dispetto dellle spiegazioni tecniche fornite da LW e dalle tue esaurienti spiegazioni le mie "Meilenstein" non hanno mai mostrato una centratura perfetta, cosa che notato ancor più palese durante lo smontaggio e montaggio nell'ultimo lavaggio.
    Navigando sembro non essere l'unico ad aver riscontrato questa problematica quindi vorrei sapere cosa ne pensi. Lo scostamento visibile ad occhio nudo (le ruote non hanno mai subito incidenti ma solo sono state usate nelle normali condizioni - io le uso sempre, mi rifiuto di tenerle come "l'abito della domenica") e va ben oltre i 0,4mm dichiarati tanto che il mio negoziante le manderà in sede dopo aver visto un video.
    Sono curioso di sapere il tuo punto di vista, certo che potrà essere utile ad altri ciclisti.
    Saluti!uca

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    1. Ciao Gianluca. A quale video ti riferisci quando scrivi del tuo meccanico ? Comunque ci possono essere delle ruote che necessitano di essere inviate in Germania per la verifica. In caso di riscontro saranno sostitute. Hai preso buche importanti ? Tienimi aggiornato su quanto avrà deciso la LW. Saluti ciclistici

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  5. Ciao Claudio, ti aggiorno in modo che tu possa informare e dare il tuo parere agli utenti; il mio rivenditore ha chiamato LW e sta spedendo la ruota in Germania con i suoi pattini freno e senza tubolare (usate i pattini originali come ho sempre fatto io).
    Se può essere utile il rappresentante LW quando ha saputo che si tratta di una schwarz ed. ha riferito che i cuscinetti ceramici stanno dando questa problematica.
    Ti tengo aggiornato se vuoi e credi.
    Fortunatamente il meccanico (grazie Stefano) mi.ha prestato in attesa la sua std3.

    Luca

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  6. Ciao Claudio, ti aggiorno in modo da informare altri utenti.
    Il rivenditore ha chiamato il rappresentante che ha fornito istruzioni di spedire ruota senza tubolare e pattini (mi raccomando usate gli originali come ho sempre fatto io) in sede. A parte le domande di rito (hai preso colpi importanti...no!) ha ipotizzato che il problema non sia il cerchio quando è venuto a conoscenza che si tratta di una schwarz...pare sia imputabile ai ceramic speed.
    Ti tengo aggiornato se credi e vuoi.
    Grazie a Stefano (il mio rivenditore) che intanto ha gentilmente prestato la sua standatd 3 per non fermarmi nell'attesa.

    Luca

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  7. Ciao Stefano. E' la prassi richiesta dalla LW quando occorre spedire le ruote in Germania. Tu mi parli di ruota non centrata. E fino a qui tutto è possibile. Ma quello che non capisco e che cosa possano entrarci i cuscinetti e le sfere Ceramic Speed !!! La centratura dipende dalla tensione della raggiatura che in una ruota con i raggi in acciaio, viene regolata con l'aggiustamento della loro tensione. Agendo sulla tensione di uno o più raggi si recupera la perfetta centratura.Ciò può accadere perché i raggi in acciaio perdono tensione fisiologicamente oppure in caso di buche. Ora la LW è una ruota monoscocca e quindi il problema se c'è è sin dall'orgine, in pratica può trattarsi solo di un difetto di produzione. Ne è prova anche il fatto che tu hai scritto di avere avuto sin dall'inizio il problema. Quindi ti anticipo che ti sostituiranno la ruota, in quanto non si può regolare la tensione. Ripeto il Ceramic Speed non c'entra nulla, eventualmente potrebbe essere il mozzo DTSwiss 190 sul quale vengono installati i componenti ceramic speed. Per quanto mi riguarda uso LW Gipfelsturm Schwarz ( in pratica il test continua) e ad oggi non ho avuto problemi. Ecco questo è quanto. Aggiornami. Saluti ciclistici

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    1. Ciao Claudio, sono consapevole delle differenze tra una ruota assemblata e monoscocca ma riporto solo il pensiero del rappresentante. Evidentemente faceva riferimento al mozzo o al sistema mozzo-cuscinetto.
      Come ti dicevo infatti la ruota è gia andata in assistenza da nuova immacolata per il riassemblaggio del cuscinetto (montato male provocando gioco assiale).

      Tutto è capibile ma personalmente, pur ritenendo la ruota eccezionale, ora spero che capiscano il problema e ad oggi dal punto di vista dell'affidabilità non sono entusiasta...

      Ti aggiorno, Luca

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    2. Essendo ruote interamente in carbonio assemblate in origine e poi non piu' registrabili e' normale ci sia un minimo scostamento visibile a occhio se la bici e' sul cavalletto . Tale scostamento non e' pero' visibile su strada . Se lo scostamento e' piu' evidente allora la ruota ha dei problemi e deve essere mandata alla LW per ulteriori controlli . I motivi possono essere molteplici , ad esempio le buche che costantemente le ruote devono subire sulle strade . Non vedo cosa possano centrare in questo difetto i cuscinetti ceramici che da quello che so io o vanno bene o sono rotti , ma non vedo come possano influire sulla centratura del cerchio .

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    3. Vi ringrazio entrambi, solo una riflessione: credo che se il rappresentante ha parlato di una frequenza di problemi con le schwarz ci sia un motivo, punto due se si paventa una struttura monoscocca con raggi in grado di sopportare trazioni elevate la scusa delle buche non ci sta altrimenti non le venderebbero più...a meno che non si cada o non si venga disarcionati o si percepisca una botta seria, cosa che non ho mai percepito in sella.
      A scopo informativo posso solo riportare che la ruota nata già con uno scostamento laterale che io come mero utente percepivo già superiore alle tolleranze è progressivamente peggiorata sino alla mia paura di impuntamenti sul freno che mi han fatto pensare che vada controllata.
      Che ci sia un collegamento con l'immediata sostituzione del cuscinetto che ballava nel mozzo con gioco assiale? Non lo so ma vi tengo informati per il servizio che il blog si prefigge.

      Grazie ancora, Luca

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    4. Allora secondo me nel tuo caso e' la ruota in se che ha un problema di scostamento laterale , i motivi possono essere molteplici , ma sicuramente non imputabili ai cuscinetti ceramici . Certo un cuscinetto rotto puo' generare anche dei movimenti laterali , ma questo vale anche per la versione in acciaio e comunque in rotazione sentiresti rumori anomali provenire dal mozzo . Io ad esempio con le mie Obermayer ho gia' percorso 12-13000 km e al momento tutto ok e anch'io monto i cuscinetti della Ceramispeed . Inoltre sulle Ventoux monto cuscinetti ceramici e li ho superato i 40000 km . Fammi sapere cosa ti dicono i tecnici LW , perché il parere di un rappresentante conta quello che conta .

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    5. Claudio non pubblicare il mio precedente post, ho chiamato LW ed hanno riscontrato un problema all'anello di tenuta del cuscinetto.
      Per il resto, motivo della mia furia, è il mio negoziante che non mi ha informato di nulla...

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    6. Bene, allora tutto risolto e senza particolari problemi per la ruota . Saluti ciclistici.

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