giovedì 17 aprile 2014

La biomeccanica: metodologie a confronto.



In molti si preoccupano di scegliere prima il telaio e poi di valutarne la compatibilità con le personali misure antropometriche. Questo modus operandi è tipico dei neofiti, che molto spesso, acquistano un telaio che poi si dimostra incompatibile con le proprie quote. E' appena il caso di precisare: è il telaio che deve adattarsi al ciclista e non viceversa; ma tant'è che molti si ostinano a soffrire su telai con misure lontane da quelle ottimali pur di pedalarci, da veri masochisti. Altro comune errore è quello di ascoltare i ciclisti che ostentano saggezza e consigliano, "ad occhio", di regolare l'altezza della sella. Non ascoltateli e perdonateli che non sanno quello che dicono! Ciò mi consente di introdurre l'argomento del post: il confronto tra le metodologie biomeccaniche. La biomeccanica si aggiorna. Allo stato attuale sono stati fatti dei progressi notevoli, ma permangono delle differenze sostanziali tra i diversi metodi di analisi. Resta inteso che a prescindere dal metodo, quello che conta, è soprattutto, il biomeccanico e il suo modo di lavorare. Faccio un esempio: se il biomeccanico sbaglia a prendere le misure, nessun sistema consentirà di correggere le quote, e di elaborare un assetto preciso. Ma lascio "la parola", agli addetti ai lavori; ed incomincio con il mio biomeccanico, Juri, di cui pubblico un interessante contributo, al termine del quale, farò delle riflessioni.

 1) ANALISI FOTOGRAFICA DI UN ASSETTO

partiamo dalla foto postata da un ciclista...
analizzare un assetto da una foto è difficile e la possibilità di commetere errori di analisi è elevata (ci sono una serie di errori che possono essere commessi e che a cascata ampliano l'errore complessivo commesso nell'analisi del sistema... più un sistema è complesso nella sua analisi, più è importante gestire e controllare il suo sistema di riferimento... le quote hanno valenza in un sistama di riferimento ben preciso... se no sono solo numeri)

partite dalla premessa che un errore di 1° su 1m genera un errore di circa 10mm

a) non sappiamo se la foto è stata presa bene in quadro 
b) non sappiamo se il ciclista da una foto poggia bene in piano sulla sella...
abbiamo una foto presa da un solo lato...
quindi non sappiamo cosa succede dall'altro lato...
se per esempio questo ciclista pedalasse un pò alto (guardando la foto direi che siamo in questo caso) è facile che possa sbilanciarsi da una parte, con un piano bacino non più orizzontale, ma più basso da una parte e più alto dall'altra...
si potrebbero cosi valutare degli angoli di lavoro corretti da un parte,
ma dall'altra parte invece potrebbero risultare non corretti...
inoltre tale foto è stata presa in statica e non come una serie di fotogrammi in dinamica... non sappiamo quindi se il clcista sta sedendo sulla sella dove effettivamente starebbe quando pedala
c) il sistema del filo a piombo è un sistema che ha poca valenza...
si possono ottenere allineamenti con altezze e posizioni delle tacchette diverse...
ma non necessariamente corretti
d) angolo al ginocchio... è uno degli angoli di lavoro...
ma non è l'unico angolo di lavoro che si considera...
inoltre attenzione...
non è così facile individuare da una foto l'effettiva cerniera del ginocchio...
ricordate la premessa fatta sopra...
1° su 1m = 10mm di errore

2) CAVALLO E ALTEZZA SELLA...
il cavallo è uno dei fattori che determina l'altezza sella, ma non è l'unico...
si dovrebbe in realtà parlare di posizione spaziale del centro anatomico della sella sul piano sella rispetto al centro movimento centrale...
in altre parole altezza e arretramento sella sono strettamenti correlati fra loro...
si potrebbe avere un altezza corretta, ma non un arretramento corretto o vicervesa...
inoltre bisogna vedere come è stato misurato e come viene riportata l'altezza sella...
come detto sopra...
specifiche quote hanno valenza in uno specifico sistema di riferimento...
se il sistema di riferimento non è definito, si hanno dei numeri che non si sa come gestire...
dire quindi ho cavallo X e pedalo ad altezza sella Y, senza specificare come tali misure sono state rilevate, lascia il tempo che trova...
se cambia il sistema di riferimento, cambia il modo in cui mi riferisco a questa quota...
il cavallo per quanto mi riguarda va misurato con un piano largo almeno 5cm
in modo che la massima pressione esercitata con il piano di riscontro sia contro le ossa ischiatiche e non invece sulle parti molli

3) ALTEZZA SELLA ECCESSIVA... 
cosa può comportare...
la maggior parte dei ciclisti che va in BdC ha la sella spesso un pochino troppo alta (in MTB è difficile che ciò avvenga... si farebbe fatica a guidare la bici in discesa perchè ci si sentirebbe instabili o si farebbe fatica a fare il fuori sella all'indietro)...
questo capita perchè una sella alta da la sensazione di "spingere" di più
e quindi erroneamente di veicolare più "potenza"...
in realtà non è proprio così (si confonde il concetto di "forza" con quello di "potenza"... la potenza è la forza per uno spostamento nell'unità di tempo)...
si veicola più forza nel primo tratto discendente di pedalata (da PMS a PMI)...
da qui la sensazione di spingere di più...
ma poi la seconda fase ascendente (da PMI a PMS) risulta spesso nulla...
quindi tutta la potenza sviluppata dipende solo dalla prima fase della pedalata...
cosa comporta questo:
a) che si ha una pedalata di sola spinta (e di punta) che sfrutta molto il solo distretto del quadricipite e poco gli altri muscoli antagonisti...
si ha quindi una forte compressione muscolare del quadricipite... 
e spesso un sovraccarico a livello di ginocchia e del metatarso
(si veicola molta forza e quindi molta pressione)...
di qui la possibilità di crampi o addormentamente dei piedi
b) una pedalata più di rapporto e meno agile
c) spingendo solo, si lavora con una sola gamba alla volta...
la spinta applicata da una gamba, deve essere controbilanciata dal lombare che così si affatica ed indurisce durante l'uscita 
(da qui per esempio la sensazione durante l'uscita di faticare a distendersi o la possibilità di dolenzia lombare)
d) forte pressione perineale e instabilità di seduta...
per i motivi sopra indicati si tende a sbilanciarsi durante la pedalata, basculando a dx e sx...
capita poi spesso (anche perchè con la sella alta si mette spesso anche la punta della sella più bassa - sella fuori bolla) di finire a pedalare in punta di sella
(la forte compressione muscolare implica un forte accorciamento della muscolatura)
e) lo sbilanciamento porta spesso poi a portare troppo peso sull'avanti della bici...
caricando mani e braccia (addormentamento mani, indolenzimento braccia)...
l'indurimento del lombare poi comporta spesso un certo raddrizzamento del busto all'indietro che a sua volta porta a tenere le braccia troppo tese e dritte per arrivare ai comandi (ci si allontana dal manubrio raddrizzandosi)... le braccia non lavorando più come ammortizzatori, ma come piloni e ritrasmettono in modo diretto tutto su spalle e cervicale con conseguente loro sovraccarico

per quanto mi riguarda io cerco di ottimizzare l'assetto verso una pedalata più rotonda, dove si coordina il gesto pedalato tra la gamba dx e sx con spinta e richiamo...
il pedale va accarezzato, non pestato...
si smette di premere un pochino prima del PMI, in modo da avere un breve transitorio che permette di rilassare la muscolatura e poi di invertire l'azione da spinta a richiamo...
lo stesso avviene poco prima del PMS...
si deve lavorare sul gioco di caviglia, con il tallone che scende per bene nella fase di spinta (facendo scendere il tallone, si distende il polpaccio... l'energia scaricata al tallone viene restituita come forza elastica che innesca poi il richiamo della pedalata) e risale nella fase di richiamo...
cosa comporta questo:
a) una sella mediamente più bassa rispetto a quanto spesso si è portati ad usare...
anche se poi come detto sopra, l'altezza sella è uno dei fattori e va considerato sempre insieme anche all'arretramento sella e un pò a tutto l'equilibrio generale dell'assetto (struttura antropo-estesiva... due soggetti con medesime quote antropometriche ma diverse capacità estensive non avranno il medesimo assetto in sella)
per me la biomeccanica applicata al ciclo ha come primo obiettivo la tutela della vostra struttura...
la sella troppo alta come ho spiegato sopra può dare innesco a diversi sovraccarichi della struttura e quindi a lungo andare a problematiche posturali...
che poi con il corretto assetto si possa andare anche più forte è secondario e consequenziale ad altri fattori quali: ottimizzazione del gesto pedalato (bisogna lavorarci per fare propria la pedalata rotonda... ma poi i risultati si vedono), continuità di allenamento (minori stati compressivi del sistema articolare/muscolare unito ad un lavoro di stretching quotidiano evitano di farsi male e di recuperare meglio... quindi ci si può allenare con più continuità senza fastidiosi stop per infortunio), metodiche di allenamento (allenamento ben calibrato sul proprio livello atletico e sul tempo disponibile per allenarsi in modo da ottimizzare la gradualità dei carichi, il recupero e tutelare sempre al massimo la testa... se finisce la testa, finisce tutto... andare in bici per un amatore è un divertimento... non è il proprio lavoro... darsi metodo si, ma sempre cercando di divertirsi)...
bisogna sempre curare i piccoli dettagli 
b) la potenza sviluppata non dipende più dalla forza esercitata da una sola gamba, ma da entrambe...
è quindi minore la compressione muscolare e quindi anche i transitori di passaggio da fase di spinta a fase di richiamo...
la fase di richiamo non viene più annullata dal fatto che ho bisogno di più tempo per scomprimere la muscolatura dopo la fase di spinta...
sia ha cioè una maggiore linearità di azione che unita all'agilità crea un effetto volanico nella propria pedalata (riesco a mantenere più facilmente un buon ritmo di pedalata)
b) le forze agenti sono bilanciate tra le due gambe...il lombare risulta così scaricato
c) si resta più stabili in sella... ogni movimento in sella porta a dispersione...
si dovrebbe rimanere infatti sempre ben allineati con il fondo schiena con il fine sella (sella con CA 120mm)
d) è maggiore la sensazione di equilibrio e di centratura in sella a tutto vantaggio della guidabilità del mezzo e del minore affaticamento durante le ore passate in sella (se la parte superiore del mio corpo rimane sempre bella morbida e stabile non disperdo energie e veicolo tutto nel gesto pedalato)

ho cercato di argomentare un pochino tutti i concetti...
spero di esserti stato utile


CIAUUU

Juri


Credo che l'analisi scritta da Juri poggi su due premesse. Premessa 1un errore di un grado su di un metro genera un errore di 10 mm; viceversa suppongo valga anche il contrario un errore di 10mm su di un metro determinano un grado di errore. Premessa 2più un sistema è complesso nella sua analisi, più è importante gestire e controllare il suo sistema di riferimento, altrimenti si rischiano errori a cascata che ampliano l'errore complessivo del sistema analizzato. Il sillogismo derivante da queste premesse è: occorre verificare se l'analisi biomeccanica è eseguita senza errori. 
A questo punto la frase classica ed apodittica: "Mi ha visto pedalare, quindi sono sicuro che il biomeccanico mi abbia settato correttamente in bici", è una chimera? Faccio alcune riflessioni. Se con la mia digitale mi faccio fare una foto mentre pedalo sui rulli e la digitale non è in quadro perfetto, per esempio, è fuori di un grado e volessi poi analizzare la mia foto chiedendo, per esempio, un parere su come mi vedono in bici potrei avere un errore di 10 mm all'origine di questi dati fotografici. Lo stesso allora dovrebbe valere per una fotocamera con cui potremmo filmarci per poi estrapolare i vari fotogrammi. In un sistema di analisi biomeccanica con visualizzazione dinamica della pedalata, le fotocamere; per quanto detto sopra, dovrebbero essere in quadro rispetto all'ERGOMETRO (o BdC o MTB o bici da CRONO posizionate sui RULLI) perché l'analisi non risulti viziata da errori. Ho scritto fotocamere in quanto penso che dovrebbero essere almeno due per controllare entrambi i lati,come le facce di una stessa moneta e vedere così eventuali differenze; o forse anche di più; mi viene in mente per esempio una terza fotocamera che controlli l'orizzontalità del bacino in seduta sulla sella, poichè un ciclista che pedala alto spesso bascula a sx e a dx. Suppongo affinchè ciò sia verificato, che si sia fatta a monte una triangolazione dell'ambiente in modo da sapere esattamente dove e come posizionare spazialmente i vari elementi coinvolti nell'analisi. Nella realtà della visita dinamica le telecamere sono sempre almeno due? Oppure è una sola, così come vedo per esempio in tante immagini di visite dinamiche postate sul web ? E in questo caso come si fa a sapere cosa succede dall'altra parte? Inoltre prima di procedere all'analisi dinamica, vengono effettuate alcune rilevazioni antropometriche per escludere dismetrie degli arti o rotazioni del bacino? E se non vengono fatte tale rilevazioni, durante la fase dinamica, come potranno essere valutate eventuali asimmetrie nella pedalata e le reali cause? Se per esempio si ha una sola telecamera e guardo il ciclista da una parte, e  non so a priori se è simmetrico e mantiene per questo il bacino orizzontale,quello che sto analizzando sarà corretto da entrambe le parti? In altre parole quello che visualizzo e valuto per  esempio a sx, sarà valido anche a dx? Le telecamere sono sempre installate correttamente? Come nel caso dei biomeccanici che viaggiano di città in città, di negozio in negozio, e portano con loro la loro strumentazione, e triangolano ogni volta il nuovo ambiente dove installano la strumentazione per l'analisi dinamica? I famosi puch che si vedono nelle foto delle analisi dinamiche, essenziali in quanto individuano i punti di cerniera delle varie articolazioni, sono sempre applicati correttamente? Non credo sia sempre facile individuare il perfetto punto di cerniera, magari su persona particolarmente magra è più facile che su una persona un pò più in carne; basti pensare, ritornando alla premessa, che se sbagliassi nel posizionamento del puch di 10mm, potrei commettere nell'analisi successiva degli angoli di lavoro un errore di 1° ! Quando usciamo in bici di solito prima di sentire che la gamba si è sciolta un pò ci voglio 20-30 min di riscaldamento; viene sempre fatto fare il riscaldamento e per quanto tempo prima di fare l'analisi dinamica? Non penso che quello che si analizza a muscolatura fredda sia identico a quello che si analizza a muscolatura calda.  Quando usciamo in bici, possiamo stare in bici anche più di 5h; e allora mi chiedo quanto dovrebbe durare l'analisi dinamica per simulare con sufficiente veridicità quello che avviene poi in bici? La distensione che posso mantenere per 10min penso non sia la medesima che posso tenere per 5h.  Per quanto detto sopra, vista la complessità del sistema e la sua veridicità simulativa, quanto dovrebbe durare nel complesso l'intera visita biomeccanica? Sono venuto a conoscenza di visite che sono state svolte in appena 1h e di biomeccanici che fanno anche 8 visite in un giorno. Mi chiedo in così poco tempo si riesce a tenere conto di tutto minimizzando la possibilità di errori? In 8h di lavoro continuativo si riesce a mantenere la medesima attenzione a tutti i dettagli? Al momento queste sono le prime considerazioni che faccio da profano. Sono delle riflessioni che nascono dall'intento di approfondire precisamente un dibattito che da tempo c'è nel mondo del ciclismo. E francamente c'è bisogno di conoscere e di comprendere al meglio l'offerta. L'intento di questo post è quello di rendere pubblico un confronto sulle diverse metodologie biomeccaniche, al fine di orientare il consumatore; auspico non solo il contributo dei miei lettori che potranno postare anche le loro dirette esperienze, ma soprattutto  l'intervento dei biomeccanici che sul blog hanno diritto di replica e di intervento. Il settore della biomeccanica ha raggiunto un tale sviluppo, una variegata offerta, che c'è bisogno di conoscere profondamente ogni metodo, prima di scegliere. Juri è solo il primo biomeccanico intervenuto. Tutti i biomeccanici sono invitati a presentare il loro sistema e contestualmente a rispondere alle mie domande e chiarire i miei dubbi. Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare. A coloro che non parteciperanno alla discussione conoscitiva dirò solo che avranno perso un occasione per presentarsi e farsi conoscere da un bacino più ampio di utenti. 

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