domenica 29 aprile 2012

Stamane ho "sverniciato" Giuda Iscariota.

Dal Vangelo di Matteo : - "Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse loro: "Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno ?" Ed essi gli fissarono trenta sicli d'argento". 

sabato 28 aprile 2012

Trek Domane e Ridley Noah FB, incontri ravvicinati.

Stamane ho preso la mia Madone e sono andato a Pontecorvo, a trovare Falasca. Lo faccio spesso perchè è un percorso allenante, lungo e bello dal punto di vista paesaggistico; si parte dal mare, si salgono i Monti Aurunci, fino a sconfinare nella provincia di Frosinone e giungere a pochi km da Cassino. Un percorso che ha una forte valenza storica: fu teatro di una delle più violente battaglia della seconda guerra mondiale, la battaglia di Cassino. Per questo l'hanno chiamato il Percorso della memoria. 
Una volta giunti al Falasca Cicli ci si trova "accerchiati" da molte bici; sono ovunque, nel reparto vendita e nell'officina, in attesa del tagliando di manutenzione. Metto la mia Madone sul cavalletto, vicina alla nuova arrivata, la Domane. Finalmente un contatto ravvicinato. Devo dire che l'assemblaggio non è dei migliori: Ultegra e ruote Bontrager entry level. Meritava di più. Ma la Trek l'ha spedita in questa versione per rendere più competitivo il prezzo. 
Da vicino da l'idea di un prodotto avanzato tecnologicamente e rifinito con cura. La taglia è una 54, troppo grande per poterla testare. Peccato. Non saprò mai come è efficace il più avanzato reggisella fino ad oggi prodotto.

Il  Domane è stato realizzato dagli ingegneri americani della Trek in collaborazione con il campione italo svizzero Cancellara.  http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2012/03/anteprima-con-il-botto-la-nuova-trek.html
Vista da vicino: http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2012/06/trek-domane-semplicemente.html

Nell'ampio locale di Falasca Cicli ho trovato anche la Ridley Noah FB, appena arrivata, le cui caratteristiche peculiari sono: freni integrati nella forcella e nei pendenti in modo da diminuire le turbolenze, denominati F-Brake; per eliminare le turbolenze viene anche montata una forcella con i foderi sdoppiati che convogliano i flussi d'aria lontano dai raggi delle ruote, la F- Splitfork; profilo a goccia del telaio in modo da penetrare meglio l'aria. Insomma è un prodotto realizzato nella galleria del vento. C'è un altra tecnologia applicata a questo telaio: la vernice. Grazie alla tecnologia " OilMapping" che consente di mappare i flussi d'aria per individuare i punti in cui creare controturbolenze e far restare il flusso a filo del telaio, i tecnici belgi, hanno laminato le parti del telaio con la vernice F-Surface, riducendo la resistenza di un 4%, a qualsiasi velocità. Una vernice molto costosa. La sua disponibilità è limitata, perchè sono previsti solamente 500 pezzi. 
La bici si evolve. E questi due esemplari lo confermano. Oggi il reggisella ISO Speed della Trek Domane e i freni integrati applicati ad un telaio da strada come la Noah FB, rappresentano alcuni dei progetti più avanzati esistenti sul mercato. C'è più tecnologia in questi due modelli di telai che in molte auto utilitarie composte da plastica, ferro zincato e stampi utilizzati anche per altri modelli. Insomma molte auto, confrontate con questi "bolidi" a due ruote silenziose, non solo costano troppo, ma sono molto vecchie. In più le ruote silenziose non inquinano, e tengono in forma i possessori. E pensare che esiste una parte della popolazione italiana convinta del fatto che andare che guidare un auto,  renda importanti e alla moda. Gente involuta che considera sfigato il ciclista. Forse lo pensano solo perchè la bici è fatica. Paposciari !!!!!



La mia Madone !!!!


Trek Domane










La batteria dell'Ultegra Di2 montata sotto la sella del Noah FB

Complimenti a Pippo Pozzato


Oggi Pippo Pozzato ha vinto la 36^ edizione del  Gran premio Industria e artigianato a Larciano. Complimenti dal Blog. 

venerdì 27 aprile 2012

Perchè ?

Mi hanno chiesto perchè non monto più il computerino. Rispondo qui:
perchè sono entrato in una fase della vita in cui amo guardare il cielo, sentire il vento in faccia e cercare il limite nella mia mente...e ogni giorno spostarlo più in là.  

mercoledì 25 aprile 2012

Qui finisce l'appennino....davanti al mare.

Qui finisce l'Appenino...davanti al mare di Terracina.

Piccola grotta realizzata in epoca risalente allo Stato Pontificio, con l'uso di marmo di epoca romana, visibile sulla scale e sulla parte superiore..da notare la scritta verniciata opera di un delinquente  e contenente un espressione tipica di un idiota. 

martedì 24 aprile 2012

Un saluto al mio amico Bastianella


Il Blog è come una grande casa. Uno spaccato di vita personale condiviso con il mondo. Una riflesso della vita di una persona. Nella mia vita ho conosciuto tante persone, non solo per motivi professionali. Molte di loro, sono passate, altre sono rimaste e spesso mi vengono a trovare. E quando un amico ti passa a trovare ti porta un dono: un momento della sua vita. Bastano poche parole e la realtà. Nessuna finzione, solo la certezza che si è sinceri. Esse sono quelle persone che sanno condividere le passioni comuni e la semplicità di gesti importanti e sentiti, come lasciare un commento sul blog. Tra queste persone, c'è Bastianella. Ve lo presento con questa foto. Un istantanea della sua vita da sportivo. Ciao Bastianella. 

Allenamento quotidiano: scatti dal cellulare. La Madone non è nata per essere usata da chi riesce solo a chiacchierare di bici !!!! E' una macchina da guerra che ha vinto 9 Tour.

L'ologramma del Lupo ( commento del mio amico Lelebici)



  

lunedì 23 aprile 2012

Nuove scarpe per il Mostro !!!




Ecco le nuove scarpe che ho regalato alla mia R5VWD in attesa del
mio rientro dopo l'infortunio . Piu' avanti prova completa di queste
ruote !!!

domenica 22 aprile 2012

E la chiamano civiltà.

La vita vale meno del default !!!!!
E' questo il pensiero aberrante dei liberisti che governano l'Italia e la Comunità Europea. Apprenderlo anche dopo i numerosi suicidi di questi ultimi mesi, fa montare la rabbia. Io penso che ogni persona dotata di buon senso e di una cultura di base, possa capire, che coloro che sono preposti alla guida della comunità europea hanno intrapreso una strada senza via d'uscita, che ci porterà non solo ai suicidi di molti di noi, ma anche al dissesto dei patrimoni personali accumulati con sacrifici e lavoro. La loro linea guida economica ha fallito. Se fossimo nel 1788, all'epoca della prima rivoluzione francese, fatta dal popolo affamato, e noi andiamo verso quella condizione, avremo avuto un altra presa della Bastiglia. Oggi visto che in Italia, repubblica fondata sul calcio e sulla corruzione, si pensa a tirare avanti, dobbiamo solo attendere che in Francia le elezioni non le vinca, l'amico della cancelliera tedesca, anche lei causa del disastro economico in atto, ma il suo rivale principale, in quanto quest'ultimo ha promesso di rivedere la politica economica della comunità europea. Per questo la cancelliera tedesca si è affrettata a fare campagna elettorale per l'attuale presidente, cosa peraltro senza precedenti: un capo di uno stato estero che fa la campagna elettorale ad un candidato di un altra nazione non si era mai visto fino ad oggi ! Solo i tedeschi potevano pensarla, nella loro usuale logica di dominio.
Qualcuno ha detto che bisogna fare sacrifici (noi) per non diventare come la Grecia. Peccato che qui in Italia ci sono più disoccupati che nella Grecia. Qualcuno ha detto che bisogna rilanciare i consumi, ma aumenta l'i.v.a. . Qualcuno ha detto che la logica del posto di lavoro fisso (quello degli altri) è superata. Potrei continuare ancora. Ma tanto lo sapete quello che è stato detto e chi lo ha detto. Ma vi siete chiesti se c'è qualche cosa che non va sotto questo cielo ?  
Signori siamo arrivati al fallimento. Che l'euro abbandoni il liberismo e recuperi lo stato sociale. Un disastro che ricorda quello causato dalla prima e dalla seconda guerra mondiale, dal punto di vista economico, nonostante i proclami di ripresa fatti ad arte dai governanti italiani. Rieccoci dunque nel disastro e ancora una volta c'entrano anche le scelte della Germania, come allora; la quale continua ad arricchirsi, riuscendo persino ad esportare in tutta europa ( pensate alle loro auto, costose e inquinanti). In verità non è la sola ad avere tratto dei vantaggi da questo crollo economico dei paesi della CE. La responsabilità ce l'hanno anche i potenti banchieri e i finanzieri mondiali. Ve ne siete accorti oppure pensate che sia un film ?
Occhio che questi ci faranno vendere anche le bici, se non le tassano prima !!!!!!

sabato 21 aprile 2012

Ritorno al cielo

Era un uomo solo che pedalava senza pace. Veniva dal cielo. Aveva una grande fretta di farvi ritorno, senza più voltarsi dai giorni andati e dalle illusioni. Come ogni mattina, pedalava, pensando ai giorni passati e al futuro che sentiva allontanare, sempre di più. Quante volte gli era capitato di andare in fuga verso il traguardo, allungando forte il ritmo della pedalata, senza gregari con i quali accodarsi per risparmiare fatica. Tagliava il vento con veemènza, sentendolo frusciare sulle spalle, fino a diventare come un alito fresco, che lo accarezzava, come un padre sa fare con un figlio. Il tempo inclemente, cambiava i giorni, le emozioni, come le persone. Correva e capiva che quella sarebbe stata la sua ultima fuga. Aumentava il passo, allungava la distanza, voleva raggiungere presto l'orizzonte, mentre il sole stava nascendo. Era ancora nella nebbia di una giornata troppo lunga per le forze rimaste; per la sua mente che lottava contro i fantasmi di un passato che non gli apparteneva più. La morsa della fatica gli attanagliava le gambe, premeva forte sul petto. Correva sempre di più. Era in fuga. Ma dalla realtà non si fuggiva. E lui no, non ne aveva più voglia; gli mancava la forza degli anni passati a correre; ad alzarsi sui pedali, per rilanciare sempre di più; ad attaccare la salita senza smettere mai di misurarsi con se stesso, fino a raggiungere la vetta. Questa volta non avrebbe visto nascere il sole."C'è sempre un tempo per ogni cosa". Ora aveva compreso. Il suo tempo gli ricordava che nulla era come prima; tutto era cambiato e bisognava accettarlo per non sentirsi più lacerare il cuore e ardere l'anima.
Era giunto il momento di rallentare e guardare altrove. La sua strada volgeva al termine mentre il cielo lo attendeva, prima del sole nuovo. Pensò: "Rallenta la pedalata, vecchio campione. Lascia che il gruppo segua la corsa. La tua fuga è finita. E' tempo di ritornare al cielo." .
Prese allora la strada laterale. Dietro di sè la nebbia si richiudeva. Passò tra file di cipressi. Un raggio di sole attraversò i rami. La strada prendeva a salire. Sorrideva ricordando le vette delle sue amate Alpi. Questa volta non serviva più spingere. Non si alzò sui pedali, ma si lasciò andare al silenzio che lo pervase e abbandonò le gambe al loro vecchio lavoro: raggiungere la vetta ed inseguire le emozioni. Tutto era alle sue spalle. Questa volta stava per ritornare al cielo. Non gli rimaneva molto da attendere. Prese a salire con un ritmo sicuro, la strada scorreva silente sotto i suoi pedali. Le fila dei cipressi, lunghe ed ordinate, si paravano ad onore del vecchio campione. L'azzurro del cielo gli sembrava più vicino. Il vecchio campione diventava un punto sempre più lontano. Il cielo lo stava accogliendo per non lasciarlo più. Addio vecchio campione. 

giovedì 19 aprile 2012

L'Ultima curva, dell'ultimo passo.



Pedalo sulla strada di montagna. E salgo dove il silenzio è più denso. Più vicino a Dio. La forza rigenera ogni parte del corpo. L'azzurro colora il cielo e la mente ricorda il sorriso di un bambino che pedala e cade con la forza dell'uomo che verrà. Sulla pelle il sudore ravvivato dalla carezza del vento. Ti sento dentro e ti cerco dietro la curva. Accelero con il cuore in gola. Il mio pensiero ti segue. Pedalo con la forza del tuo ricordo. Sento il bisogno di rivederti, di ricordare i tuoi occhi; le mani che accarezzavano il cuore; la pelle colorata dalla luna. L'aria diventa dura e il respiro si fa forte. Pedalo verso le nuvole e sembra tutto irreale. Lo sforzo si fa dolore. Ti sento ancora più forte. Il desiderio ottenebra la mente e sento le tue labbra sussurrare parole infinite. Non c'è più tempo che saprà donarmi ancora il tuo amore. La salita non perdona come la malinconia di un ricordo. Attendo che arrivi, l'ultima curva. Spingo  forte sui pedali, nell'illusione di ritrovarti sul passo. Lì mi attende il destino. Non c'è più tempo di pensare.  Il volo dell'aquila segna il limite della terra. Il cielo e poco più in là. Sentirsi libero dall'amore, errante senza più cuore. Lei non ci sarà. Continuo a pedalare. Ora l'azzurro è diffuso e innalza la roccia più candida. Non sento più dolore, ma solo pace. Una luce immensa e il profumo delle montagne. Il candore si irradia negli occhi. Ti ritrovo alfine, ma sei vento. Ti sento, ma sei silente. Ti accarezzo, ma non ti tocco. Ci sarà ancora un'ultima curva dell'ultimo passo, dove ritroverò il ricordo.


Claudio Cobiani

Il paese di montagna

"La vita è come un paese, un piccolo paese di montagna, caduto nell'oblio. Vecchie case, abbandonate, con le porte aperte, dove è rimasto solo il vento a rincorrere il silenzio. Strade strette, foglie dimenticate dal tempo, non hanno più colore non hanno più memoria. Cammino nei vicoli dove non odo passi, ma solo l'incedere dei giorni, tutto è lontano, è andato. Sassi venuti giù dalla montagna, testimoni silenti di quello che fu, prima che l'urlo levatosi dalle cime alte,  implorasse pace per la vita. Quando il cielo era azzurro e l'aquila vegliava dall'alto. Quando non c'era la malinconia ad accogliere il visitatore, ma le grida felici dei bambini che si rincorrevano nelle viuzze, prima che le madri li chiamassero per la cena. Ora solo la desolazione e il vuoto. Eppur si odono le note di un pianoforte, giunte fino a qui, per allentare la tristezza, per ricordare l'attimo fuggente. Ovunque è memoria. E pensare che il cielo c'è ancora, come la notte ed il giorno. Ma tutto è cambiato, tutto sembra averlo dimenticato questo piccolo paese di montagna. Come quello che viveva tra le sue mure, quello che non appare più, anche sé è stato qui. Ma è solo la vita, questa vita che fa così paura, che trasforma le cose e le persone. Dove tutto non è per sempre. In fondo si diventa come questo paese, in un giorno che non conosciamo. E allora senza illusioni, senza tristezza, non mi rimane che sedermi su un gradino spezzato, altare di una casa vuota e ricordare quello che è stato, prima che si compia l'ultimo volo, prima che la vita mi lasci per sempre. Qui il silenzio è verità e lo senti entrarti dentro e chiedere conto dei tuoi giorni. Al silenzio non puoi nascondere nulla. Intanto il vento urla nelle fessure delle case e porta via i sospiri. Verrà il momento di fermarsi, anche per me.  L'anima mia rimarrà qui, in questa valle, tra queste cime maestose, dove si è più vicini a Dio. E in una notte di plenilunio, l'ululato del lupo, richiamerà il mio spirito. Tributo all'ultima salita. O forse è già arrivato. Un alito di vento mi soffia tra i capelli, una carezza del cielo. Non ho voglia di andare via. Mi preparo all'incontro con il Signore. Mondo l'anima dal peccato. Con il crocefisso nella mano, prego per un giorno nuovo e per la notte annunciata dalle stelle. Ritornerò qui per fermarmi per sempre "


mercoledì 18 aprile 2012

Prima che sia troppo tardi


Quando non odi più le parole del vento;
quando la voce del mare non parla più al cuore;
quando non senti la carezza della notte e la luna non illumina i sogni;
quando non segui più il pensiero nel cielo azzurro;
quando il tramonto non colora la speranza;
quando il fuoco non accende più l'anima e intona la passione;
quando il silenzio non eleva lo spirito,
allora è giunto il momento di fermarsi prima di perdersi per sempre.
Corri lontano, fino ad arrivare sulla montagna più alta, dove tutto è distante da quello che non sei, ad un passo dal cielo, così vicino a Dio da sentirlo respirare.
Chiudi gli occhi e ascolta le voci lontane; sentirai l'odore di terre sconosciute che il vento ti porterà; attendi il richiamo del lupo e il volo dell'aquila e sarai per sempre libero.

( maggio 2011)

Claudio Cobiani











martedì 17 aprile 2012

Per vincere la Vita.


Io penso che quando un uomo combatte la sfida impari contro il cancro, una volta sopravvissuto, diventa un survivor, un invincibile e niente e nessuno può fermarlo. La storia personale di Lance Armstrong è un esempio dedicato agli uomini, alle donne e ai bambini affetti da questa terribile e maledetta malattia. Forza ragazzi, anche voi potete farcela a guarire e a vincere il premio più grande, la vita.
Dedico ai malati questo video e queste parole di Lance Armstrong: " He have to fight" ( devo combattere)..."never give up" ( non mollare mai).

domenica 8 aprile 2012

Complimenti a Tom Boonen

Vincitore di 4 vittorie prestigiose del Tour World 2012 alle classiche di E3 Prijs Vlaandren - Harelbeke, Gent -Wevelgem, Fiandre e parigi-Roubaix !!!!!




venerdì 6 aprile 2012

Manifestazione Salvaciclisti 28 aprile 2012.


Partecipiamo TUTTI..affinchè gli automobilisti, i motociclisti e i camionisti comprendano che anche i ciclisti hanno diritto di vivere; affinchè anche la società italiana comprenda che esiste una emergenza nazionale perchè ogni giorno muore un ciclista; affinchè la società italiana comprenda che la bicicletta fa bene alla salute, all'ambiente e all'economia delle famiglie; affinchè la società italiana sappia che l'Italia è una paese sottosviluppato culturalmente e socialmente e lo è anche perchè non concede spazio ai ciclisti sulle strade urbane ed extraurbane, come accade nei paesi più avanzati del mondo. 


http://www.salvaciclisti.it/



Test Bike: Zipp 202 ( catalogo 2013 e 2015)

Ci sono diversi modi per costruire una ruota full carbon: si mettono nello stampo delle pelli di carbonio, si incollano con la resina, poi si compattano nell'autoclave; oppure si inventa una ruota avanzata tecnologicamente, come ha fatto la Zipp.
Prima di scrivere questo test bike, ho studiato il prodotto statunitense. Non si è trattato solo di pedalare sopra le Zipp 202, modello 2013, ma anche di capire perchè questa ruota avesse un carattere così performante.
Non mi piacciono le etichette e i luoghi comuni. Spesso la gente parla per sentito dire e sceglie un prodotto solo perchè pagandolo di più pensa che sia migliore. Magari lo fa per non uscire dal gregge e per sentirsi ammirato. Sorrido, quando non mi spiegano perchè hanno scelto per esempio una ruota, se non l'hanno prima testata. Prima di parlarne, preferisco valutarla, per come interpreta la strada. Perchè la ruota è il componente più importante, quello che più di ogni altro, cambia le prestazioni di una bici. Risparmiate su tutto, ma non sulle ruote. Quando vedo computerini satellitari, costosissimi, per quello che danno in termini di prestazione atletica, montati addirittura su bici con ruote di bassa gamma, mi chiedo se il ciclista abbia compreso bene cosa vuol dire avere una bici performante. Probabilmente non lo avrebbe comprato se avesse provato una ruota migliore. E pensate che la differenza si sente anche tra le ruote di alta gamma.
Caratteristiche tecniche.
La Zipp 202 è stata sviluppata nella galleria del vento, come tutte le ruote full carbon della casa statunitense. Qualcuno può dirmi, perchè farlo, se la 202 è una ruota pensata per la salita ?
Semplice. Perchè dopo le salite ci sono le discese, spesso veloci e contro vento; perchè la 202 è una ruota a profilo medio, versatile su ogni terreno e quindi anche sui brevi tratti di falsopiano che caratterizzano una tappa alpina o un percorso di alta montagna, quando non bisogna perdere la velocità presa in discesa, e pedalara senza spingere troppo, cercando di recuperare energia, prima di tornare a salire in quota.
Non a caso la Zipp 202 è stata la ruota preferita da Alberto Contador, con la quale il campione madrileno, ha vinto tappe alpine memorabili, oltre a Tour de France e al Giro d'Italia. La ruota per le tappe di montagna usata da Carlo Sastre anche nell'anno in cui vinse il Tour de France, nell'epica tappa vinta sull'Alpe D'Huez.
Ma la Zipp 202 ha anche vinto un oro olimpico con Jan Frodero e ha ottenuto un 4° posto al Roubaix. E' stata la prima ruota in carbonio a superare indenne la prova della Parigi-Roubaix !
Insomma è una ruota che ha vinto e questo è fondamentale per la scelta anche di una ruota, perchè serve a valutarne la qualità. I professionisti per quanto abbiano prodotti gratis, non possono affidare le sorti di una corsa, e quindi le aspettative di una stagione, a prodotti che non siano performanti. E comunque tutti i prodotti che vengono usati dai professionisti, sono stati testati prima di essere venduti, quindi con i necessari miglioramenti. La stessa cosa è stata fatta per le Zipp 202 con i nuovi mozzi 88/188, testata da Contador, al Giro e al Tour 2011.
Dunque la prima ruota da salita ad essere stata sviluppata nella galleria del vento perchè come dicevo, la ruota deve essere performante non solo durante la salita, dove la leggerezza e la rigidità laterale sono fondamentali, ma anche in discesa e nei tratti in pianura, quando bisogna mantenere la velocità presa in discesa, con la minor fatica.
La Zipp 202 è una ruota da 32 mm, con raggiatura radiale 18 sull'anteriore e 24 sul posteriore, e una larghezza della sezione del cerchio di 22,61 mm, che la rende compatibile anche con tubolari da 21 e 22 mm. La raggiatura della ruota posteriore è unica; nel senso che la raggiatura è radiale dal lato cassetta ( del pacco pignoni) e incrociata sul lato opposto. E' noto che la trazione generata dalla catena è molto forte sul lato opposto, tanto da generare una deformazione del telaio. Per questo i telai più evoluti hanno una struttura asimmetrica. Allo stesso modo la Zipp ha pensato di bilanciare tale forza sul cerchio con la disposizione incrociata, sul lato opposto alla catena, in modo da evitare il rischio della rottura dei raggi.
Peso reale rilevato 490 grammi anteriore e 606 grammi posteriore, con corpetto Shimano/Sram, al quale bisogno togliere 4 grammi se viene montato il corpetto Campagnolo. Essendo una ruota da salita, deve essere leggera e per questo è disponibile solo per tubolari. La Zipp 202 ha un profilo toroidale, proprio perchè è stata studiata nella galleria del vento. Durante il test ho scoperto che la Zipp 202 ha una elevata rigidità laterale, una eccellente manovrabilità e precisione in discesa. La Zipp 202 garantisce accelerazioni immediate. Mi sono chiesto il perchè ? C'è stato un momento in cui ho pensato di avere sbagliato a valutarla perchè non sono riuscito a trovarle un difetto. Poi mi sono ricordato che la Zipp ha un reparto ricerca e sviluppo che può contare sul lavoro di ingegneri aerospaziali e di team di squadre professionistiche vincenti, con un budget elevato e allora ho capito che avevano creato una ruota di assoluta qualità, nata per esserlo davvero.
E allora ho scoperto che per avere una elevata rigidità laterale, la Zipp 202 ha montato, dal mese di ottobre del 2011, nuovi mozzi, denominati 88 (anteriore) e 188 ( posteriore). I mozzi 88/188 presentano uno spostamento dei cuscinetti che secondo la Zipp, garantirebbe una migliore resistenza all'usura e una rigidità maggiore del 6%. Anche la flangia del mozzo posteriore 188 è stata realizzata con la tecnologia SHIFT, con una lega di alluminio esclusiva denominata Z310.9 che possiede il doppio della forza dell'alluminio 6061. Alluminio che è stata prodotto dalla Alcoa leader mondiale statunitense. Questo materiale permette la costruzione anche di raggi con la tecnologia Impact Hole, che riduce al minimo la possibilità di rottura intorno al foro del raggio.
Per mantenere l'elevata precisione, il taglio dei mozzi interni viene realizzato con un processo brevettato denominato EDM, la cui lavorazione avviene con la scarica elettrica; un processo specializzato che permette di tagliare con un sottilissimo filo ad alta tensione sommerso in acqua.
I nuovi mozzi Zipp 88/188 hanno un asse di 17 millimetri, un bel vantaggio in termini di rigidità e di resistenza, rispetto alla concorrenza, che invece usa un asse da 10 millimetri. I cuscinetti in acciaio sono sigillati e vengono prodotti in USA, e hanno 10 sfere in acciaio, prodotte in Svizzera. E' disponibile after market anche il set con le sfere in ceramica. La versione colore argento della versione precedente dei mozzi Zipp non è più disponibile; inoltre il corpo e l'asse del mozzo posteriore 188, non sono compatibili, con la versione precedente colore argento. I mozzi 188 non sono intercambiabili con il nuovo modello e richiedono un kit di conversione.
Il cerchio è un opera tecnologica avanzata. Ripeto non il solito cerchio in carbonio. Un cerchio costruito interamente negli U.S.A., nello stato federale dell'Indiana.
Ecco le tecnologie applicate sul cerchio del modello 202, tutte brevettate dalla Zipp: ABLC ( Advanced Boundary Layer Controll) e si riferisce alle esclusive fossette, che si trovano in tutti i modelli dei cerchi Zipp. Nel 2012 viene prodotta la terza generazione di ABLC, con un aumento delle fossette di ben quattro volte. Tali fossette consentono una migliore penetrazione all'aria e rendono il cerchio aerodinamico; VCLC ( Visco elastic controll layer), che consente di applicare un materiale visco-elastico tra due strati di laminato di carbonio, allo scopo di assorbire lo shock dell'impatto e ridurre del 10% le vibrazioni; Carbon Bridge, che utilizza un filo di Kevlar con una laminazione in fascia 6 coassiale. Il Kevlar è 350% più resiste all'impatto del carbonio e può disperdere lo shock dell'impatto in modo uniforme in tutto il laminato in carbonio, rendendo il cerchio resistente a prova di proiettile ( il kevlar viene utilizzato per la realizzazione dei giubbetti antiproiettile). Ciò è fondamentale per ridurre la vulnerabilità del cerchio ai tagli laterali, nella zona più vulnerabile, quella a contatto con il tubolare, in caso di impatto forte della copertura del pneumatico su asperità. Il Kevlar viene applicato nel cerchio come se fosse un ponte ( da cui deriva il nome) e protegge il carbonio che compone il cerchio, aumentandone la resistenza all'impatto.
Il cerchio viene realizzato mediante l'utilizzo sia di una fibra di carbonio unidirezionale, che comprende la maggior parte del cerchio, al fine di gestire tutto il carico di trazione e compressione all'interno del cerchio, sia di una fibra di carbonio intrecciata, utilizzata nella zona dei raggi per avere più resistenza. Dunque si sono utilizzate queste due tipologie di carbonio, a seconda della loro specificità.
E per finire la pista frenante. Com'è noto le piste frenanti delle ruote full carbon, soffrono le elevate temperature causate dall'attrito generato dai tacchetti dei freni. Se la pista frenante non è costruita per sopportare determinate temperature può rovinarsi irrimediabilmente, presentando delle bolle o delle spaccature sulla resina. Ebbene la superficie frenante e la gola del cerchio (dove si monta il tubolare) della 202 è realizzata con tessuto di silice, tessuto di ceramica e tessuto di carbonio intrecciato. La Zipp raccomanda l'utilizzo di tacchetti specifici, fornendo una tabella consultabile nel suo sito. Nel test ho usato i tacchetti della Zipp chiamati Tangente prodotti dalla Swiss Top. Tacchetti che ho avuto modo di usare anche con le Campagnolo Hyperon Ultra Two, su una pista frenante in carbonio 3K, sulla quale è applicato solo il trasparente. Diciamo non il massimo in termini di grip, quella della Campagnolo. Ebbene il risultato del test è stato molto positivo sui modelli delle due ruote. Frenata efficiente in ogni condizione e niente rumore.

Problemi riscontrati: è stato necessario registrare il mozzo, più volte, in quanto la ruota aveva un gioco laterale. La registrazione è un fatto normale per questo mozzo e si regola agendo su due viti laterali.

ATTENZIONE: la Zipp 202 è una ruota che può essere utilizzata solo da ciclisti con peso non superiore ai 90 kg. 




88/188 3/4 angolo photo

Prova su strada.

Il test è stato condotto lungo un percorso vallonato; su una salita con pendenza massima al 14%; su una salita con pendenza del 6%; con il vento a favore e contro. Pacco pignoni 11/25. Tubolare Tufo S3 lite e Continental Competition montati con biadesivo Tufo. Pressione 9/10 atm. Telaio Trek Madone 6.9 SSL e Trek Madone 7S prima e seconda serie. Consiglio di non usare le valvole Zipp fornite in dotazione perchè è difficile gonfiare il tubolare. Il set di ruote mi è stato consegnato con valvole after market, dal peso non rilevato dalla bilancina, quindi prossimo allo zero. Una critica va fatta alla Zipp e al suo distributore AMG. Le Zipp 202 non vengono fornite con le sacche e con i tacchetti. Una simile scelta di marketing non è condivisibile, tenuto conto della qualità della ruota e del blasone del nome.
Per gli appassionati della Campagnolo, posso dire che il corpetto Campagnolo fornito dalla Zipp, è dotato di due spessori da 0,25 mm, per garantire un funzionamento ottimale con le undici velocità. Vi assicuro che con questo corpetto, il classico rumore della “cicala” è molto forte, con soddisfazione dei cultori del marchio vicentino.
Reattiva, ottima dal punto di vista della rigidità laterale, veloce, precisa, molto leggera, confortevole. Sono le caratteristiche precipue della 202. Finito il rodaggio posso dire che i mozzi 88/188 hanno un ottima scorrevolezza.
Mi capita di leggere in forum le opinioni di alcuni ciclisti a proposito della leggerezza di una ruota. Qualcuno ritiene che la ruota leggera non faccia la differenza e che comunque contino le gambe. Il solito modo di affrontare in modo superficiale le questioni, una costante applicazione della favola della volpe e dell'uva (...la volpe voleva l'uva, ma vista l'impossibilità di prenderla perchè stava troppo in alto, alla fine disse che non era buona !!!).
La ruota leggera e la 202 lo è davvero con un peso intorno ai 1099 grammi, consente di aumentare decisamente la prestazione in salita. La ruota leggera, soprattutto in salita, non ha bisogno di essere rilanciata per riuscire a mantenere la velocità; in salita conta il peso e l'inerzia per un fatto attinente alla fisica. Maggiore è l'altezza del cerchio e maggiore sarà l'inerzia, e quindi ci vorrà più forza per spingerlo; a ciò va aggiunta l'incidenza del peso; meno peso, meno watt. Più la pendenza della salita aumenta più la 202 è a suo aggio. Affronta le salite con naturalezza, senza mai andare in crisi prestazionale. Ottima.
Con la 202 ho pedalato, anche in salita, costantemente e facilmente, ad una buona andatura perchè la 202 mantiene la velocità in ogni condizione. Quando volevo aumentarla, non serviva che mi alzassi sui pedali. Potevo imprimere agevolmente accelerazioni anche da seduto. La 202 è una ruota per la salita. Ve lo garantisco. Non a caso è la ruota preferita da Contador. La differenza con una ruota a profilo basso non è avvertibile, in termini di reattività, e credetemi questo è un grosso risultato se pensate che il cerchio della 202 ha un profilo più alto; ma con il vantaggio che le 202, hanno anche una migliore prestazioni in pianura e sui falsopiani, dove con il profilo medio aerodinamico si spinge meglio, figuriamoci nel caso di un cerchio studiato nella galleria del vento, come quello della 202.
Quando termina la salita, e inizia la discesa, inizia il divertimento più sfrenato. Mi sono divertito davvero a seguire la linea curva della discesa e l'ho fatto a tutta, senza andare mai in difficoltà, perchè la ruota pennellava perfettamente le entrate e le uscite dalla curva. Ho voluto sbagliare l'uscita dalla curva per verificare la possibilità di correggere l'errore. Vi posso assicurare che ho trovato difficoltà a sbagliare la curva !!! L'aderenza è ottima, mai una sbavatura. La 202 rimane incollata sull'asfalto asciutto. Non ho testato la ruota sul bagnato. La 202 ha annullato la differenza in termini di reattività e manovrabilità con le ruote a basso profilo, che eccellono in queste caratteristiche, superandole in termini di resa in velocità, in pianura e in discesa. Per non parlare del confort. Anche in questo caso sono rimasto sorpreso. La 202 è davvero comoda, anche su strade sconnesse e difficili.
Dal punto di vista della rigidità laterale ho riscontrato un valore buono, ma non ottimo.  
Ma non solo la capacità di filtrare le asperità dell'asfalto, sorprende, anche la capacità di rimanere incollata alla strada. In pianura entra in gioco il profilo da 32 mm, aerodinamico e con ottima capacità di mantenere la velocità. E questo è un altro punto a favore delle 202 se paragonata alla ruota che di solito si pensa per la salita, cioè quella a profilo basso. Con quest'ultima si ha la sensazione che tenda a non mantenere la velocità. Con la 202 invece si risparmia energia per la prossima salita. Dunque la 202 è la ruota per le alpine e per corse a tappe. O più semplicemente per la montagna. 
Merita un cenno particolare, la frenata. La 202 non ha mai vibrato, nemmeno quando staccavo forte, a causa della velocità elevata presa in discesa. La 202 non ha mai sbandato. La 202 mi ha dato sicurezza. Pista frenante di pregevole fattezza, di buona resa in termini di grip. Un contributo importante lo hanno dato i tacchetti Zipp Tangente e Corima entrambe in sughero.
La Zipp 202 modello ante 2015 e 2015 ha un mozzo con il precarico; in pratica i mozzi vanno registrati ogni tanto, per togliere il gioco dei mozzi ( la ruota agganciata alla bicicletta, si muove lateralmente e si sente un rumore, toc toc) ed evitare l'usura precoce dei cuscinetti. Spero che la Zipp, con il tempo, migliori i mozzi, togliendo l'obsoleto e non pratico, precarico. La 202 ha nipple esterni  per evitare di regolare la tensione dei raggi, senza dovere scollare i tubolari.
Gli sganci rapidi hanno un asse in acciaio e leve in alluminio, dal peso di 78 grammi, direi niente male per essere compresi nel kit dotazione. La versione con asse in titanio, after market, invece pesano 50 grammi reali.
Saluti ciclistici.

Il kit per la conversione del mozzo 188 da Shimano/sram in Campy
http://zipp.com/_media/pdfs/technology/188_campy_conversion.pdf 


http://www.zipp.com/support/maintenance/campy11.php

Pagella:
Leggerezza 8
Guida: 9
Frenata 9 ( con tacchetti Zipp Tangente e con tacchetti Corima)
Reattività 9 
Confort 9
Rigidità laterale 7
Scorrevolezza 8 
Agilità 10









Corpetto Shimano/Sram


sgancio rapido anteriore Zipp e valvola Zipp




Kit corpetto Campagnolo





TEST ZIPP 202 TUBOLARE CATALOGO 2015

Le ho testate sulle Dolomiti su percorsi impegnativi. I nuovi mozzi e la nuova raggiatura della ruota posteriore, assicurano una buona rigidità. Le nuove Zipp 202 si confermano come le ruote full carbon con un ottima pista frenante, a mio giudizio, la migliore. Tuttavia permane il "problema" di registrare continuamente i mozzi, che come i precedenti, hanno un gioco laterale. Francamente avrebbero dovuto risolverlo con questa nuova versione. I tecnici della Zipp sostengono che questo gioco laterale, garantisca la possibilità di registrare a piacimento lo scorrimento del mozzo; ma a mio parere, ciò comporta, l'alta probabilità di errore nella registrazione dei mozzi,  che avviene con la chiavetta a brugola, con l'effetto di usurare i cuscinetti. Non ho sentito differenze sostanziali con il precedente modello. Saluti ciclistici.