mercoledì 1 settembre 2010

Museo del Ciclismo e Santuario della Madonna del Ghisallo

Il santuario risale al XVII secolo, dove si conserva un dipinto della Beata Vergine Maria, detta la Madonna del Ghisallo, proclamata dal Papa Pio XII, Patrona dei Ciclisti dal 1949. Da allora numerosi visitatori provenienti da ogni parte del mondo fanno visita al Santuario; inoltre molti professionisti sono legati alla Madonna del Ghisallo da profonda devozione, tanto che numerosi donazioni, sono in mostra nella cappella.  
Il 31 maggio 2006, Papa Benedetto XVI ha dato in Vaticano la benedizione all'ultima pietra per solennizzare l'atto finale del vicino museo. La pietra incastonata nel salone centrale del museo, reca il messaggio " Omnia Vincit Amor" ( L'amore vince ogni cosa). E' un museo composto da 5 sezioni e una biblioteca specializzata. La prima sezione è dedicata ai cimeli che i campioni hanno donato affettivamente al museo e le biciclette particolari come quella usata dai bersaglieri e per il record dell'ora; la seconda sezione è invece dedicata all'uomo ed il suo mezzo, dove è possibile vedere il processo di assemblaggio della bicicletta con i suoi componenti e il processo di sviluppo delle tecniche di produzione; la sezione C è dedicata alla grande enciclopedia del ciclismo, in cui primeggiano gigantografie, pannelli di testo, schermi tattili; la sezione 24+24, suggella i palmares dei 48 ciclisti maggiormente famosi per le vittorie; la sezione ciak e campioni 100 film sul ciclismo, è la sezione audiovisivi, che porta il pubblico a rivedere uan selezione dei 100 film, documentari, cortometraggi che narrano del ciclismo. Infine vi è un'aerea dedicata a mostre e alla biblioteca.
Il museo è stato possibile realizzarlo grazie all'impegno del ciclista degli anni d'oro, Lorenzo Magni, che ne è il presidente.
Feci visita al santuario e al museo nell'agosto 2009.

















La maglia Gialla di Marco Pantani



La bici di Fabio Casartelli , quella dell'incidente mortale. 

La maglia di Casartelli





















1 commento:

  1. Che bel posto con tantissimi ricordi della storia del ciclismo.
    Oltretutto hai fatto delle belle foto che in praticano permettono una "visita virtuale" anche a distanza... visita per altro raccontata col cuore e con le emozioni di uno come te che ama il VERO ciclismo e il VERO spirito del ciclista.

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