domenica 13 maggio 2018

Il cambio elettronico non sempre è tutto perfetto !!!

A chi segue il ciclismo professionistico, a chi pratica il ciclismo, non sarà sfuggito il problema come quello raffigurato nella foto. Chi lo ha detto che la catena non esce fuori usando il cambio elettronico e che sia un gruppo assolutamente perfetto? Dipende. Se penso a quello che costa un gruppo elettronico, mi viene da ridere a pensare a chi giocando con i pulsanti del cambio elettronico pensa che sia tutto perfetto ed infallibile. Sveglia ciclisti. Io penso fuori dal gregge per colpa dell'esperienza e non mi importa di dire cose scomode. Saluti ciclistici. 


AGGIORNAMENTO POST. 
Non volevo scrivere oltre, ma l'occasione era unica e non ho resistito. Nibali è alle prese con la batteria scarica del suo cambio, durante la GF Nibali di domenica scorsa. A questo punto immaginate di esserci voi  al suo posto, dopo avere dimenticato di caricarla oppure con la batteria rotta ( è successo davvero ) e non avete portato quella di riserva.......


sabato 5 maggio 2018

Ciclismo. Pedalare nel gruppo.

Un lettore del blog mi ha inviato questo video realizzato in presa diretta. Pedalare nel gruppo in modalità competitiva è’ impegnativo e difficile; maggiore stress, errori fatali e soprattutto troppa competizione inutile, considerato che non si pedala per lavoro, e non si vince nulla, ma serve solo ad avere problemi. Ecco come basta una distrazione, un calo di concentrazione, piuttosto facile quando si è’ stanchi, o si pedala oltre i limiti, per ritrovarsi sull’asfalto con conseguenze non indifferenti. Un consiglio. Prima di cambiare traiettoria guardarsi ai lati e considerare che il compagno che ci segue potrebbe essere distratto o potrebbe andare troppo veloce per evitare la collisione. La strada non è’ sempre asfaltata e può nascondere insidie, difficili da evitare quando si pedala a tutta nel gruppo. Non pedalate in gruppi numerosi e ad alto tasso competitivo, non siete corridori iscritti al Giro d’Italia, il giorno dopo dovrete andrete a lavorare, il vostro datore o il vostro cliente vi aspettano. Ho visto ciclisti sfiniti da non riconoscere più la strada di casa. Quando il "sangue non arriva più al cervello" si perde lucidità e si diventa pericolosi. Ho visto ciclisti litigare per gareggiare nell'uscita domenicale o per una fetta di STRUDEL !!!. Non perdete il senso della realtà. Il ciclismo non è’ il calcetto. Non aumentate il rischio. Saluti ciclistici. 


mercoledì 2 maggio 2018

Colnago C64 BFBL, ART DECOR.

Sono abituato alla bellezza, per via della mia passione per l’arte, dunque so riconoscerla, come in questo caso ...trattasi di un opera d’arte tecnologica ...art decoro ! In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici. 









Guarnitura 3T Torno.

La 3T Torno è la prima guarnitura aero monocorona, dunque 1X, per il segmento strada. E' la risposta italo/tedesca alla mono corona 1X road, lanciata dalla SRAM. Ne parlai in questo post CLICCA QUI E' prodotta in Germania dalla THM, proprietà dell'italiana 3T. La THM è famosa per la componentistica di alto livello, Clavicula tanto per fare un nome; forte di questa collaborazione, la 3T ha introdotto questa novità assoluta per i mercato, continuando sulla scelta della mono corona, quindi risparmio di peso, e più aerodinamicità, non essendo necessario, il deragliatore anteriore e la corona più piccola. Lo spessore delle pedivelle in carbonio della 3T Torno  è di appena 118 mm, contro 150-170 mm delle pedivelle concorrenti.  La lunghezza disponibile delle pedivelle è 170 mm, 172,5 mm e 175 mm. Linea della catena misura 47 mm, parametro ottimizzato per 1x. Assale in carbonio integrato direttamente nei due bracci della pedivella e nel ragno. La 3T Torno non è fornita con movimento centrale. Adatta a tutte le scatole del movimento centrale presenti sul mercato. Q Factor 142 mm. Massimo peso consentito ciclista/bicicletta, 110 kg. Ma veniamo al punto più interessante. La 3T Torno è dotata di una mono corona, da scegliere nella misura 36, 40 o 44, anche se viene fornita con corona da 36 ed è compatibile con pacco pignoni 9-32.  Lo sviluppo metrico è interessante.
La monocorona 36 con pacco pignoni 12-30 equivale alla 48/34; la monocorona 40 con pacco pignoni 24-29 equivale alla 53/36; la mono corona 44 con pacco pignoni 11-26 equivale alla 54/36. 
Il peso dichiarato della guarnitura (pedivelle + ragno) è 330 grammi con pedivelle ( in alluminio) da 172,5 mm (tolleranza +/- 3%). Il peso dichiarato delle  mono corone è 76 grammi per la 36T, 89 grammi per la 40T, e 110 grammi per la 44 T. 
Da testare. Saluti ciclistici. 




martedì 1 maggio 2018

Pedalare oltre il tempo. Bici d'epoca. Perchè l'Eroica ha successo.

Viene voglia di pedalare verso un altra dimensione temporale in sella ad una bici senza tempo, una bici classica, per sentire nuove emozioni, e tornare per gioco, in un epoca che non c’è più, ma che può ritornare con la nostalgia e l’avventura in un “nuovo” viaggio vintage. Ce ne sono tante di soluzioni tecniche. Alcuni esempi, queste due biciclette della Colnago, ma ce ne sono di tante e di altri produttori, soprattutto italiani, un modo anche per ricordare un passato in cui gli italiani erano i maggiori produttori di biciclette; ovviamente indossando un abbigliamento consono. Ma cos’è che spinge tante persone a farlo. Credo che sia il bisogno di uno stile di vita autentico, pieno di valori, come l’amicizia, la lealtà, il senso di appartenenza alla comunità, ad un idea, ad un sentimento collettivo. Siamo sempre di più entità esistenziali vaganti alla ricerca di un equilibrio esistenziale e sociale, in questa epoca fatta di molteplici informazioni, e poche occasioni, di competizione, e di emarginazione, e ciò ci rende sofferenti o indifferenti. Un epoca quella contemporanea che emargina e non ha pietà; quante persone sono emarginate, perché non accettano questo stile meramente distruttivo, o perché hanno perso; è sotto gli occhi di tutti questa deriva sociale. E allora sarebbe bello montare in sella ad una bici senza tempo e pedalare su "strade nuove", verso quello che non c’è più “fuori”, ma solo dentro di noi. Ecco perché una bici può essere molto di più di una macchina, può essere uno stile di vita, una scelta esistenziale. Una scelta può essere un occasione di vita nuova, certamente alternativa, prima che sia troppo tardi, prima che smettiamo di sognare, e diventare automi, senza pulsioni umane. Non c’è bisogno sempre e solo di competizione, e farlo in modo smodato, compulsivo; le persone hanno bisogno di equilibrio per non perdersi. Quale analogia migliore, quella con la bicicletta; le persone hanno bisogno di equilibrio per vivere bene; per pedalare bisogna mantenersi in equilibrio! Una combinazione perfetta. Pedalare oltre il tempo per non perdersi, per non dimenticare di essere persone e non numeri di una folla urlante e impazzita. 
A proposito di essere oltre alle apparenze, consiglio la lettura di questo precedente post CLICCA QUI 
Saluti ciclistici. 




martedì 24 aprile 2018

Anteprima: Bontrager Aeolus XXX 4 Tubular Road, nuovo modello 2018.

Un altra anteprima interessante, quella della nuova ruota per tubolare, con cerchio e mozzo in carbonio OCLV XXX, la Bontrager Aeolus XXX. 
Ruote esteticamente appaganti, di particolare bellezza,  profilo alto 47 mm, sezione del cerchio larga 28 mm, mozzi con meccanica DT SWISS, nipples esterni, mozzo posteriore dotato di cricchetto con 36 denti, raggi piatti radiali sull'anteriore e raggi piatti incrociati sul lato cassetta della posteriore. La caratteristica più importante è la nuova pista frenante specifica, realizzata con la tecnologia laser (Laser Control Track). La Bontrager Aeolus si è finalmente dotata di una pista frenante specifica, e a questo punto posso dire veramente che si tratta di un nuovo cerchio. In effetti la versione precedente perdeva in fase di frenata, e nel mio test, ebbi modo di puntualizzarlo. Ovviamente trattandosi di ruota di scuola statunitense ( ad innagurarla fu la Head)  è dotata di una sezione ultra larga da 28 mm, che come ho avuto di spiegare, garantisce una particolare stabilità, è un ottimo confort, ma un limite nella reattività e nel peso. A proposito di peso; quello reale è di 1295 grammi, peso adeguato al profilo alto e alla sezione molto larga. La ruota promette una prestazione elevata in pianura considerato il particolare lavoro nella galleria del vento fatto sulla struttura e la forma del cerchio, indicato come particolarmente efficace contro ogni direzione del vento, in modo da consentire sempre e comunque il massimo della stabilità, questione fondamentale, quando si parla di ruote ad alto profilo, belle si, ma generalmente troppo sensibili al vento, in particolare quello laterale.  Il vento è avvisato; è arrivata la nuova Bontrager Aeolus. Da testare per verificare. In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici. 






domenica 22 aprile 2018

Un anno fa ci lasciava Michele Scarponi. Niente è cambiato o poteva cambiare.


Oggi è trascorso un anno dalla tragica scomparsa di Michele Scarponi. Il silenzio e l'incredulità soffia ancora come il vento, nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Sarà per il fatto che Michele era "uno di noi", sarà perché era una persona straordinaria e il suo sorriso era un dono, sarà perché lui è diventato  il "capitano" di quanti pedalando sono morti sulle strade, ma il suo ricordo, ogni giorno è sempre più forte e la sua storia di campione è diventata la nostra storia. Dunque niente è cambiato o  poteva cambiare nei nostri ricordi del compianto campione marchigiano. Purtroppo niente è cambiato o poteva cambiare anche nello stato delle cose  e nelle condizioni di sicurezza di chi pratica lo sport più bello del mondo, il ciclismo. Ancora un altro incidente ha coinvolto dei ciclisti, nella specie, i colleghi dell'ASD Ciclistica Piovese. I ciclisti coinvolti in incidenti stradali sono sempre di più, come sono sempre di più, le persone che decidono di iniziare questo affascinante ed impegnativo sport. Il problema è che lo Stato non è in grado di garantire la sicurezza stradale, vuoi per negligenza, vuoi per cultura "medievale",vuoi per mancanza di fondi e così, inevitabilmente, si continuano a leggere notizie come questa accaduta ad alcuni colleghi del Nord Italia. L'Italia per storia e cultura vive un permanente stato di emergenza, e le morti sulle strade sono un emergenza senza fine. È’ come una guerra. C'è tanta rabbia ed incredulità. Ma se i numeri delle auto in circolazione continueranno a crescere in modo esponenziale, e pare che il trend non si arresterà nei prossimi anni, le strade saranno sempre più strette per tutti. Allora non rimane una soluzione. Salviamo e “confiniamo” i ciclisti nelle ciclabili protette in città e nelle ciclovie extra urbane, ma sono infrastrutture impossibili o almeno difficili da realizzare sull'intero territorio, considerato che le nostre strade sono piene di buche e voragini; occorre realizzare delle “aree” protette dagli automobilisti. I ciclisti hanno diritto di circolare, ma sulle strade comuni gli automobilisti non ce li vogliono e per questo subiscono, quando va bene, le loro umiliazioni e prepotenze; del resto molti automobilisti, sono sempre di più affaccendati a parlare al cellulare, a chattare, vedere filmati sullo smartphone, a fumare, a distrarsi con cazzate varie, persino a mangiare o a fare sesso, vuoi che si concentrino anche sulle sagome sgradite dei ciclisti ! Molti automobilisti non comprendono che la distrazione al volante, uccide e procura lesioni alle persone. Tagliare la strada ad un ciclista pensando di fare prima del suo lento e "fastidioso" pedalare, è un atto di inciviltà e di intolleranza, prima che un illecito. Possiamo continuare a parlare e scrivere sull'annoso argomento, ma le cose non cambiano e forse non cambieranno mai; del resto accade in tutto in buona parte del mondo urbano. Non tutti hanno la fortuna di vivere in Olanda e Danimarca, dove i ciclisti sono la maggioranza, e le infrastrutture sono pensate per le due ruote silenziose. Qui in Italia, la nostra condizione di precarie esistenze si conferma anche sulle strade. Ogni volta che usciamo per allenarci non sappiamo se ritorneremo a casa, sembra la parodia, di un film di guerra o di azione, ma purtroppo è la realtà, amara e devastante di un comune cittadino in tempo di pace che abbia l’ardore di pedalare. 
Se i ciclisti smettessero di pedalare metterebbero in ginocchio l'intero settore con tutto l'indotto; aumenterebbe la crisi economica ; ciò nonostante lo Stato non li aiuta, non li protegge, chiede solo !
Ai ciclisti di Piove di Sacco, coinvolti nel recente incidente stradale, va tutta la solidarietà e la vicinanza. 
E' un momento difficile per tutti noi, che viviamo la condizione di "fastidiosi" utenti della strada.
Un abbraccio alla ASD Ciclistica Piovese e a tutti i ciclisti del mondo.


sabato 21 aprile 2018

Ceramic Speed Chain UFO. Le catene per la bicicletta da corsa. Passato, presente e futuro.

Tempo fa ebbi modo di parlare con un anziano meccanico, uno di quelli che un tempo riparavano tutto, persino le catene. In quel tempo, gli italiani erano tutti ciclisti, come oggi lo sono gli automobilisti, la bicicletta era mezzo di trasporto comune, e si andava a lavorare pedalando, percorrendo anche centinaia di chilometri al giorno. A quel tempo malati di diabete, obesi ed infartuati, non ce ne erano o erano mosche bianche; oggi il "progresso dell'auto" ci ha portato nuove e terribile malattie e ci ha resi più poveri, nervosi e con sempre meno tempo a disposizione, considerato il traffico straordinario che affligge la vita moderna e le strade più strette per tutti. Il meccanico mi raccontava che la mattina molto presto,  in inverno con il buio, lui si sedeva fuori all'officina, e attendeva i lavoratori/ciclisti, per sostituire le maglie usurate; in pratica mentre i ciclisti di oggi, sostituiscono le catene per allungamento, all'epoca si cambiavano solo le maglie, per risparmiare e perché così si faceva. Si trattava di catene con maglie spesse, non leggere, che lavoravano normalmente  su un pignone. Altri tempi. Questo per capire il senso del tempo che passa.
Con un salto nel tempo torniamo ai giorni correnti. 
La catena della bicicletta da corsa è un componente essenziale, eppure ci si accontenta di quella di serie del gruppo, o addirittura, di quella più economica di prezzo e di solito si usano catene di serie dei gruppi più economici per avere più resistenza all'usura, a fronte di un aumento di peso. E' il cosa di dire che il ciclista è alla ricerca della catena "perfetta". Il mercato offre prodotti all'altezza della domanda oppure è interessato a produrre catene che si usurano prima per aumentare le vendite ?
E' appena il caso di precisare che dalla catena dipende non solo la prestazione ( usura e scorrevolezza), ma anche la sicurezza ( quante catene si rompono improvvisamente, per scarsa qualità e soprattutto per usura precoce !). Certo la catena va trattata con cura, non solo in fase di montaggio, ma anche in sede di manutenzione ed uso, Quindi va lavata periodicamente ( almeno ogni 3 uscite tenendo conto della polvere, sabbia, pioggia e consumo normale dell'olio) e non va incrociata pericolosamente ( 50/27-30 per esempio); più la catena lavora incrociata, più tende ad usurarsi precocemente e sono più alte le probabilità che si spezzi, soprattutto in salita, motivo per cui consiglio di abbandonare la guarnitura standard e di optare per la compact, con un pacco pignoni con almeno un 30 dentro; la guarnitura standard è una scelta per ciclisti super allenati e forti che pedalano almeno per 15 mila km all'anno, per i corridori professionisti, di fatto, è ancora la scelta di "quelli" che non hanno capito che la gamba deve girare più veloce e non strappare sui pedali; alte frequenze e non "sollevamento pesi", ma vaglielo a far capire !
Posto ciò, diciamolo senza se e senza ma, le catene comuni non sono all'altezza della situazione, essendo afflitte da una condizione di usura precoce e da una scorrevolezza ordinaria. Un esempio la catena Campagnolo, mi riferisco alla Record 11v, per quella a 12V dovremmo attendere il futuro, per conoscere il responso su strada, ma se penso che è ancora più sottile, allora potrebbe tornarsi al tempo in cui, si passò da quella a 10V a quella ad 11V; ricordo  che si rimpianse la longeva e robusta 10V, e ancor prima la 9V. Va bè rassegniamoci e pedaliamo, questo è il mercato. Tornado all'esempio, la catena Campagnolo Record 11v, dura/durava circa 3000-3500 km, poi rumore e allungamento inesorabile, oltre alla misura consentita 132,66 mm. Se penso al prezzo concludo che non è/era competitiva. Ma se Sparta piange, Atene non ride. La Shimano Dura Ace 11V non è/era migliore, per non parlare della Sram Red 11v. 
E allora occorre guardare oltre. Questa catena per esempio è da provare; è la catena UFO, prodotta dalla danese Ceramic Speed, prezzo di listino 103/130,00 €, costa circa il doppio delle standard Campagnolo, Shimano e Sram.  
La catena Ceramic Speed UFO sottoposto ad un primo trattamento ( come da video) è trattata anche con una miscela a base di cera e additivi in grado di di ridurre gli attriti; la miscela la si riconosce dal colore bianco applicato sulle maglie. La Ceramic Speed dichiara che questo trattamento garantisce il massimo della scorrevolezza, e che per 600 km non occorre lavarla, poi la prestazione tenderà a diminuire. Per la lubrificazione la Ceramic Speed consiglia l'uso dell'olio UFO, dal costo di circa 60 €. Niente vieta l'uso di lubrificanti dal prezzo popolare, fermo restando che un olio economico si consuma prima e sporca di più. Quello che mi interessa non è solo la scorrevolezza, ma soprattutto la durata. Certo è che se la Ceramic Speed UFO a fronte di un costo maggiore, garantisse una durata almeno tripla, prima dell'allungamento fisiologico, sarebbe certamente conveniente; se invece garantisse "solo" una durata doppia, allora qualcuno potrebbe dire, niente di speciale, certo, ma se si aggiunge anche la maggiore scorrevolezza, allora qualcun altro potrebbe considerarla almeno per la competizione e le GF. 
Rebus sic stantibus, dicevano i padri latini. Ritornerò sull'argomento. Intanto vi basta incominciare a pensare che non tutte le catene sono uguali e che c'è bisogno di nuove e migliori catene. 
Saluti ciclistici. 
Il trattamento ulteriore in fase di produzione.
La catena "bianca" con trattamento di base con cera e additivi 


Olio Ceramic Speed UFO