lunedì 26 settembre 2016

Lavori parlamentari per l'istituzione dell'Agenzia Nazionale Antidoping, audizione Donati (02.08.16). Doping, articolo giuridico scritto da Cobiani.



Lo stato attuale, sia delle problematiche relative al contrasto del doping, in un interessante audizione del Maestro dello Sport, Alessandro Donati, davanti alla Commissione Parlamentare, in seno ai lavori per l'istituzione dell'Agenzia Nazionale Antidoping sia della giurisprudenza in materia di doping, con un mio articolo giuridico pubblicato sul sito Diritto Pratico CLICCA QUI .
Saluti ciclistici. 

sabato 24 settembre 2016

Grammomania: Campagnolo Bora Ultra 35 (2016) alla pesa.

L'ho sempre considerata la ruota regina della gamma Campagnolo, la mia preferita. E' la prima ruota full carbon della gamma Campagnolo con la pista frenante specifica denominata 3 Diamant (finalmente !). Ripropone la classica raggiatura G3 sulla posteriore, con un numero di raggi doppi sul lato destro per compensare la trazione della catena, un cavallo di battaglia della ruote racing Campagnolo; il bilanciamento delle ruote è dinamico, quindi con una maggiorazione degli strati di carbonio su un lato della ruota. Con questa versione della Bora la Campangolo ha scelto di allinearsi alla tecnologia statunitense che opta per una maggiorazione della larghezza del cerchio, anche se la misura scelta cioè 24,5 mm è inferiore a quella più esasperata della concorrenza. A mio giudizio il cerchio più largo, dopo averlo verificato con i test su strada, rende la ruota appena più stabile e più rigida, ma meno reattiva. Ovviamente stiamo parlando di ruote full carbon con raggi in acciaio; con le ruote full carbon con raggi in carbonio, non serve, la rigidità laterale e torsionale è estrema. La tecnologia CULT allunga la vita e rende più scorrevole, il pur ottimo mozzo Campagnolo, con sistema cuscinetti cono-calotta, a mio avviso il migliore sistema sul mercato. I suoi punti di forza: mozzi scorrevoli e affidabili, pista frenante specifica, ottimo rapporto peso/rigidità, e lunga durata. Esteticamente è elegante. Saluti ciclistici.




Peso reale della ruota anteriore: 468 grammi

666 grammi peso reale ruota posteriore.
peso sganci rapidi di serie

Il ciclismo è ricerca della forma fisica.

Più dei telai, delle ruote, dei ciclo computer, dei gruppi elettronici, nel ciclismo, come nello sport in generale, conta la forma fisica e mentale e non serve acquistare biciclette ultra moderne; sulle Alpi ho visto ciclisti volare pedalando con dei "cancelli"! Per questo dico sempre, gambe e non moda, sudore e non consumismo. Per muoversi la bicicletta ha bisogno di forza fisica ed esperienza. Per questo il corpo deve essere forgiato e modellato dall'allenamento e dall'alimentazione adeguata; ciò è' possibile solo con i sacrifici, fatti con impegno e costanza, e la forza della mente. I miei piedi e le mie gambe, ridotti "all'osso", sono l'immagine silente di anni di allenamenti "a tema libero", cioè di allenamenti fatti non seguendo tabelle, computer con "pannelli solari" collegati ai PC, ma ascoltando il corpo, di cui ne conosco i limiti, costantemente migliorati. Non sono l'unico; sommessamente e senza paragonarmi a loro ( ci mancherebbe!) faccio qualche nome: Bettini e Pantani. Saluti ciclistici 


domenica 18 settembre 2016

La regolazione dell'altezza del manubrio di una bicicletta da corsa.

Ho pedalato tra tanti ciclisti. Ho pedalato per imparare, per conoscere i segreti dello sport più bello del mondo e migliorare con la passione e l'esperienza. Il ciclismo non è solo una pratica muscolare, si usano le gambe, è vero, ma ancor prima, la testa. Mi capita spesso di riconoscere cose che non appartengono alla bicicletta da corsa; è sufficiente una foto, come questa per spiegare un errore frequente, cioè i troppi spessori montati sotto il manubrio. Più spessori vengono inseriti e più la zona dell'avantreno, del tubo sterzo, flette, e peggiora la prestazione della macchina. Ma v'è di più. Si parte da un punto fondamentale, chi pedala su una bici da corsa, deve piegare la schiena e posizionare le braccia e le spalle, in modo parallelo al tubo orizzontale;  "pancia a terra" si usa dire quando si deve spingere a tutta, e non è un caso. Dunque bisogna piegare i gomiti e le braccia, durante la presa alta sui comandi, per essere più aerodinamici, risparmiare più watt e non sovraccaricare la schiena dalle vibrazioni; questo è il fattore aerodinamico che incide effettivamente sulla velocità, altro che telaio aero, inutile se poi si pedala con la schiena dritta come un cobra ! Ovviamente la presa bassa della curva deve essere agevole, altrimenti, anche in questo caso, si avrà una scarsa flessibilità della schiena, oppure la misura del telaio. La scelta di una curva compact oppure a raggio variabile aiuta molto la presa bassa, e in generale il posizionamento delle mani sul manubrio. Quindi sconsiglio, la scelta della curva tradizionale. Sull'argomento consiglio di leggere questo post CLICCA QUI La bicicletta da corsa, non è e non sarà mai, una MTB ! E se ci fosse qualcuno che volesse trasformarla in una MTB, alzando il manubrio all'inverosimile, bè, allora, gli consiglio di scendere dalla sella e confrontarsi con la realtà, almeno che preferisca la finzione. La bicicletta da corsa non è comoda, ma racing, deve essere assolutamente adatta alle quote antropometriche, e soprattutto la schiena e le braccia bisogna piegarle. L'eccessivo numero di spessori, è dovuto anche alla errata misura del telaio, o talune volte anche a un eccessivo arretramento della sella. Regola fondamentale: il telaio deve adattarsi al ciclista, e non è il ciclista a doversi adattare al telaio. Non tutti i telai sono adatti a tutti. Dunque un assetto avanzato (cioè specifico per quel telaio) non corretto significa un telaio dalle geometrie incompatibili con le misure antropometriche del ciclista. In questo caso si usano degli adattamenti grossolani, tra i quali inserire un numero sproporzionato di spessori sotto il manubrio, per compensare l'eccessivo dislivello sella-manubrio. Il ciclista evoluto deve essere capace di leggere le geometrie e le misure di un telaio e saperle confrontarle con le quote antropometriche, rilevate correttamente da un biomeccanico. Cosa fare? Scegliere solo telai adatti alle misure antropometriche, ed imparare a rendere flessibile la schiena, con esercizi mirati, che migliorano l'adattamento ad un maggiore dislivello sella-manubrio e quindi all'utilizzo di telai con misure del tubo sterzo più piccole, senza o con pochi spessori sotto il manubrio; da ultimo, ma non per importanza, raggiungere il peso forma, in modo da evitare che il grasso eccessivo sulla pancia non limiti o impedisca di piegarsi in sella. Comunque sul punto, vi rimando alla pagina Biomeccanica scritta a quattro mani con un biomeccanico testato CLICCA QUI Saluti ciclistici. 

sabato 17 settembre 2016

International Cycling. Today pedaling with Team Revolution.






Foto storica: io e il Drago a tirare il Team Revolution.




Come pedalare in salita: consigli utili.

Sprint sul Colle Fauniera
  1. Evitare di andare in 'rosso' troppo presto. Non farsi trasportare dallo slancio sui pendii con dislivelli più bassi, quando avete ancora da percorrere molta salita prima di arrivare in cima.
  2. Mantenere una cadenza ragionevole di 65-80 RPM (PM sta per pedalate al minuto). Sarà una cadenza inferiore al normale, ma consente di evitare di spingere un rapporto duro a bassissima cadenza. L'ideale è fare girare i rapporti con cadenza a 100 RPM, quindi usando quelli prevalentemente più corti. Sul punto consiglio di leggere questo post CLICCA QUI
  3. Percorrere i tratti ripidi di anticipo inserendo un rapporto agile prima di iniziarli. Non cambiare il rapporto quando la catena è in forte tensione. 
  4. Lungo il tornante,traffico permettendo, evitare di percorrerlo nella parte più ripida e salire invece prendendo largo la curva per mantenere il miglior ritmo e la velocità costante. Se invece si passa il tornante dalla parte interna, si  costretti a spingere di più. Comunque è caratteristica dei grimpeur (scalatori), invece, tagliare il tornante, dalla parte più breve, ma più ripida. 
  5. Dove possibile rimanete seduti. Salire in piedi, fuori sella, sui pedali, solo per le pendenze veramente ripide e per i tratti più duri. Un grande problema è scegliere se salire seduto in sella o salire fuori sella. I scalatori veri, quelli con peso basso ( 58-65 kg), con statura bassa, istintivamente usano pedalare fuori sella; quindi è molto soggettivo. Consiglio di salire seduti nelle lunghe salite con pendenza regolare. Uscendo della sella è utile quando diventa veramente ripido. Pedalare fuori sella è meno aerodinamico ( soprattutto nelle giornate ventose) e più faticoso ( anche perchè si tende ad usare un rapporto meno agile, più duro); va bene solo per le salite molto brevi, dove ad una maggiore accelerazione consegue un maggiore dispendio di energia. In fuori sella si impiega più energia e molti più muscoli per aiutare a tirare il manubrio. Quindi ricapitolando. Pedalando seduti si bruciano meno calorie e la frequenza cardiaca è più bassa a pari velocità; si utilizzano anche i muscoli dei glutei e il peso del corpo si scarica sulla sella e non sulle gambe; infine si mantiene una frequenza di pedalata più alta. Se si pedala in fuori sella, non spostare il corpo in avanti; mantieni il baricentro del corpo all'altezza del movimento centrale. Quando si pedala in salita non avanzare sulla punta della sella in modo da sfruttare tutti i muscoli delle gamba. Comunque controllare la posizione biomeccanica, per accertarsi che si pedala troppo alti o troppo avanzati.  Ovviamente questo è un consiglio adatto per la maggioranza dei ciclisti. Per i ciclisti scalatori puri, invece è normale pedalare fuori sella. 
  6. Salite al vostro ritmo. E 'controproducente cercare di stare con i piloti molto forti in salita. Si perderà più tempo nella lunga distanza.
  7. Conoscere la salita - lunghezza, pendenza, pendenza max, e il tempo probabilmente necessario.
  8. Minimizzare i movimenti in sella. L'energia serve e deve confluire solo sulle gambe. Non oscillate troppo quando salite pedalando fuori sella; anzi pedalate spostando il baricentro verso la sella, eviterete di sprecare energia, avrete più aderenza e scaricherete più energia sulle ruote in modo da avere una velocità costante.
  9. Scegliere i rapporti giusti. E' inutile utilizzare un 39 su salite dure e ripide, anche per evitare di montare pignoni troppo agili per compensare la durezza della corona e aumentare il peso del pacco pignoni, che nell'economia di una salita, incide negativamente. Come ho già spiegato, in un precedente post   CLICCA QUI ,  il rapporto più agile è più veloce. Usate la compact in modo da evitare di storcervi come dei serpenti a causa della durezza dei rapporti. La compact (50/34) e la semicompact (52/36) con adeguata scala pignoni permette di imparare a pedalare con agilità e quindi con minore sforzo muscolare. L'agilità permette di bruciare più grassi e di migliorare la frequenza cardiaca. 
  10. Nelle pendenze superiori al 20% e/o con il fondo bagnato, salire rimanendo seduti, in modo da evitare lo slittamento.
  11. Nelle salite superiori al 10%, alzarsi sui pedali, a cadenza regolare, e poi ritornare a pedalare seduti, con rapporti agili, al fine di allentare la tensione sulla schiena e riprendere più regolarmente.
  12. Mantenere le mani in presa alta, cioè impugnando i comandi nella parte alta oppure impugnare il manubrio nella parte centrale, in modo da facilitare il respiro lungo.
  13. Salire gestendo la pedalata con pazienza e con cadenza regolare. Gli scalatori puri invece preferiscono procedere a scatti, rilanciando costantemente la velocità, sfruttando al meglio il minore peso. Comunque non farsi prendere dalla foga, o dall'ansia pensando alla lunghezza; concentrarsi su un pezzo alla volta.Non guardare in alto alla cima, e mantenere lo sguardo sulla ruota anteriore. Quando sentite un principio di crampo, dosare lo sforzo, e pedalare meno agile; sembra una contraddizione, ma indurendo il rapporto, di un dente, si può pedalare più rotondo ed allontanare l'insorgenza del crampo, ove possibile. 
  14. Più si pedala in salita e più si abitua il corpo e la mente a farlo con naturalezza. 
  15. Il peso complessivo ciclista/bicicletta è fondamentale. Ogni chilo in più allunga di 30 secondi il tempo di percorrenza di una salita.  Meno si pesa e meno watt servono per salire veloci. Il peso è riferito al ciclista/bicicletta: più si pesa e più si fatica; più peso necessita di maggiore energia. Dico sempre, più si soffre (quindi si mangia di meno e comunque meglio) a tavola e più si gioisce in salita ( si fa meno sforzo portando meno peso). Curateli entrambe con sacrifici e passione. Evitate il fai da te con la dieta e adottate per tutto l'anno uno stile di vita consono al ciclismo e alla vita sana: la bicicletta non regala nulla, quindi sacrificio e passione, sempre. E' determinante la scelta della ruota; ecco i miei consigli CLICCA QUI In breve, evitate di utilizzare ruote a profilo alto e comunque non leggere. Il peso e il profilo del cerchio sono i criteri per cui scegliere una ruota da salita. Tutto dipende dal principio fisico chiamato momento di inerzia di massa, che ho spiegato, in parole povere, nel post linkato. In buona sostanza ricordate che maggiore è la distanza del cerchio dall'asse di rotazione, minore sarà il peso e a maggior ragione il peso minore si manifesta in accelerazione. Preferite ruote per tubolari in modo da avere più scorrevolezza ed essere più sicuri in caso di foratura soprattutto in discesa: per chi non lo sapesse ancora, le ruote per copertoncino, si poggiano sulle camere d'aria separate dal resto della copertura; quindi in caso di foratura, la perdita di pressione è immediata e il cerchio tocca direttamente l'asfalto, con l'effetto di rovinarsi e di farvi cadere. 
  16. Scegliere un abbigliamento adeguato alla stagione, mai eccessivamente coperto, anche in inverno. In commercio ci sono prodotti leggeri e traspiranti per ogni stagione. 
  17. Come uso dire, ricordate che ogni salita è una preghiera; non fa male, sorridete. 

VAM, velocità ascensionale media.

La VAM, cioè velocità ascensionale media, è il parametro di riferimento, per misurare la performance in salita. Cosa significa ? La VAM indica i metri di dislivello superati in un ora da un ciclista. In generale, i termini di riferimento sono 600 VAM per un ciclo turista, 900 per un ciclista con medio allenamento e 1200 per un ciclista con un notevole allenamento. Come si calcola ? Applicando una semplice formula. Eccola: il dislivello della salita misurato in metri va diviso per il tempo impiegato e moltiplicato per 60.  Esempio: sulla salita del Col d'Izoard (dal versante di Arvieux) ho impiegato 58 minuti. Il calcolo è il seguente: 1007 ( dislivello della salita) diviso per 58 minuti, moltiplicato per 60, il risultato è 1042 (arrotondato), che tradotto in VAM, si legge, 1042 m/h. Dunque in 1 ora ho superato 1042 metri di dislivello. Il calcolo tiene conto di tre fattori, cioè la pendenza media, la quota di partenza e quella di arrivo della salita. Superfluo osservare che il risultato della performance in salita, è influenzato anche dalla lunghezza della salita (più è lunga e più è difficile mantenere alto il valore della VAM), dal rapporto peso corporeo/potenza (espresso in watt) del ciclista, tiene conto dell'altitudine, dai 2000 metri l'ossigeno diventa rarefatto, dal peso della bicicletta, dal vento, dalla condizione dell'asfalto e ovviamente dallo stato di forma transitorio.  E pensare che un tempo, le crono scalate, delle grandi corse, venivano affrontate con telai in alluminio ultra leggeri, il cui limite era quello, oltre allo scarso confort, di usurarsi (rompersi) in un tempo molto breve, persino dopo qualche salita. Oggi le cose sono cambiate. E chiudo il post con due curiosità: i corridori prof, in media, sviluppano 6,3 watt per chilo; ogni chilo in più allunga di 30 secondi il tempo di percorrenza della salita.  Saluti ciclistici.