lunedì 22 maggio 2017

Test Bike Lightweight EDELSTOFF. Work in progress.

Un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti, l'abbigliamento estivo per uomo della Lightweight, linea Edelstoff, composto dalla salopette Trittrausch, maglia corta Rauschbegleiter, gile antivento Lastlos e maglia intima Umgarnung.  I materiali sono certificati e sono composti da poliestere, poliammide, e soprattutto, lana merino, il migliore tessuto naturale termoregolatore ( nel deserto si usa la lana merino per resistere al caldo infernale).
Le caratteristiche dichiarate dal produttore.
La maglia intima Umgarnung ha un taglio aerodinamico aderente con la parte frontale più corta,  completamente in lana merino, con maglia forata per la massima traspirazione.
La salopette Trittrausch ha un taglio aerodinamico per la perfetta posizione anatomica in sella. La parte frontale è più corta rispetto alla schiena. Le cuciture sono spostate sulla parte centrale e posteriore. Doppio strato di tessuto alla vita. Ampie bretelle  elastiche con maglie forate di merino / poliestere sul retro. Le gambe della salopette sono in tessuto in poliammide, per resistere alle abrasioni dovute allo sfregamento con la sella, con finitura idrorepellente  DWR®. Fascia elastica con logo in silicone leggero all'interno. Il colore nero EDELSTOFF tono-su-tono stampa sui lati delle gambe. Tubi riflettenti neri sulla parte posteriore della gamba superiore per una migliore visibilità e sicurezza. Fondello per uomo Elastic Interface® con tessuto esterno nero e fondo strato perforato per una migliore traspirazione. Il fondello  è composto da una costruzione a triplo strato con diverse densità per affrontare carichi da 60 a 120 kg / m³, corrispondenti alle diverse sollecitazioni del sottosella, pannelli legati a cuciture, antibatterico ed inodore. Perfetto per corse brevi e lunghe fino a sei ore e più.
Le parti laterali laterali e le maniche inferiori della maglia Rauschbegleiter sono formate da una maglia composta da una miscela di lana di merino e poliestere. La lana Merino è un tessuto rinnovabile che viene fornito con una naturale finitura antibatterica, neutralizza l'odore senza alcun additivo chimico, regola la temperatura corporea e trasporta l'umidità all'esterno del tessuto. Il resto della maglia è realizzato in poliestere sottile e leggero ed elastan. Questo tessuto è certificato Bluesign®, che esclude l'utilizzo di sostanze inquinanti dell'intero processo produttivo, e definisce le  linee guida e la conformità di una produzione ecologica e sicura. Il tessuto è realizzato con  la tecnologia Coldblack® (la quale impedisce il riscaldamento per la luce solare diretta e fornisce un fattore di protezione UV di 50+, come un crema solare ad altissima protezione), finitura Sanitized® (una funzione antibatterica e neutralizzante odore) e Interpower®- Finitura (mantiene la pelle fresca e asciutta). Questo tessuto è prodotto in Italia. La chiusura lampo è prodotta da YKK con PET riciclati.
La parte anteriore, le spalle e le parti laterali del gilet antiventoLastlos sono realizzate in tessuto a tre strati ad acqua e antivento. La parte posteriore è fatta di lana di merino e maglia di poliestere per una migliore traspirabilità e ventilazione. Chiusura lampo lunga con il collare e scivolo a tenuta leggera. Due feritoie/tagli posteriori, consentono un facile accesso alle tasche della maglia indossata sotto. Logo realizzato interamente in gomma elastica. con simbolo stampato e carattere leggero. Tono-su-tono nero con stampa del logo LW Edelstoff leggerissima sulla rete posteriore. Stampa riflessiva nera sul retro inferiore per una visibilità ottimizzata. Tonalità leggermente leggermente tinta su fondo nero sul lato sinistro del torace
I capi sono realizzati 100% in Portogallo in modo da mantenere i percorsi di trasporto corti e garantire che il costruttore e l'assemblatore del tessuto rispettino tutte le normative europee in materia di lavoro e sicurezza. Almeno il 50% dell'energia utilizzata per la produzione in Portogallo è generata da risorse rinnovabili.
L'imballaggio, l'immagazzinamento, la spedizione e il controllo di qualità vengono eseguiti direttamente dalla Edelstoff Design Team presso la sede legale di Friedrichshafen / Germania.

Adesso la parola passa alla strada..... si pedala.....

Test indoor e su strada.
In questi anni di ciclismo praticato, ho usato abbigliamento plurimarche, come Castelli, Sportfull, Pearl Izumi, Assos, tanto per citarne alcuni. Pensavo di avere provato tutto quello che c'era di migliore. Non era così. Il test Lightweight EDELSTOFF mi ha dimostrato che non c'è limite al top, anzi l'abbigliamento del marchio tedesco è di un livello di qualità straordinario, inarrivabile per la concorrenza. Già al termine della prima parte del test non riesco più ad indossare altro vestiario. E così sono giunto alla conclusione, che anche l'abbigliamento Lightweight, crea dipendenza, come accade con le ruote !!!! Una volta indossato non si torna più indietro. Provare per credere.
L'abbigliamento testato è di rara eleganza, con un taglio e una vestibilità unica, che lo rende aderente, morbido, leggero e confortevole, praticamente una seconda pelle. Appena indossati, si capisce subito,  che i capi sono  sofisticati e possiedono una capacità immediata di adattarsi alla fisionomia del ciclista. E' il caso di dire che il tessuto segue il movimento della pelle. E lo dico senza metafora. Nel guardare le foto del test, si vede chiaramente che il tessuto nei punti critici, come il colletto, i fianchi e il petto, si piega con morbidezza per eliminare ogni tensione-frizione tra tessuto e pelle. Per questo non ho avvertito il minimo fastidio. Il tessuto segue il movimento della pelle, senza porre il limite strutturale, tipico dei tessuti rigidi.
Ci sono stati altri aspetti cruciali del test che mi hanno lasciato completamente soddisfatto, anzi meravigliato, come il responso del fondello, a triplo spessore, il cui confort è comparabile solo a quello di un comodo salotto, lo dico senza usare metafore, per davvero. Il fondello Lightweight è superiore per comfort persino ai concorrenti fondelli con gel e a doppio spessore, pur avendo la particolarità, di essere sottile come un fondello normale; usandolo, non si avverte la sensazione antipatica di pedalare più alto, come accade con i fondelli spessi, come per esempio quelli della Assos.  Mai provato niente del genere !!! In buona sostanza, in questo fondello, c'è tutto quello che serve per pedalare ottimamente: comfort, leggerezza, aderenza e tenuta, anche sulle lunghe distanze e al termine dell'uso il fondello rimane asciutto. Testato fino ad ora sulle 5 ore si dimentica di indossarlo, un vero capolavoro di comfort. Sul punto faccio anche una precisazione. La mia sella è completamente in carbonio, non è la più comoda e nemmeno tra quelle più comode, ma a cui non posso rinunciare, per via del fatto che ho bisogno di selle rigide, piatte, strette. per la conformazione del bacino ( taglia Small) e per il modo in cui pedalo ( frequentemente fuori sella).  Nonostante la sella non particolarmente confortevole, solo con il fondello Lightweight, riesco a pedalare 5 ore senza sentire indolenzimento o pressione !!!
La capacita dei tessuti Lightweight da me testati, di regolare ottimamente la temperatura, dissipando il calore, è incredibilmente efficace; l'umidità rimane  perfettamente all'esterno, lasciando il tessuto interno completamente asciutto,  tanto che in discesa, non c'è stato bisogno di usare la mantellina, con 20/22 gradi e in salita non ho aperto la maglia, come sono solito fare, anzi l'ho tenuta chiusa, fino al collo, con 30 gradi ! Allo stesso modo, sia con la maglia intima, sia con la salopette, non ho mai sentito il fastidio del tessuto appiccicato sulla pelle sudata. Sorprende piacevolmente la leggerezza e la morbidezza dei tessuti, e anche dopo 5 ore in sella, si dimentica di indossarlo; ripeto mai nessuna tensione.
La mantellina Lightweight Lastlos ha la capacità di riparare dal vento comparabile a 10 fogli di giornale quotidiano o 10 buste di plastica, ma possiede il vantaggio della massima traspirazione , grazie ai due tagli e alla maglia in rete in lana merino, entrambe posti sulla parte posteriore. Comunque con temperature non inferiori a 20/22 gradi può essere sufficiente indossare la maglia a maniche corte con la maglia intima, sfruttando il vantaggio, che i tessuti della maglia e di quella intima, non rimangono umidi o bagnati nella parte interna.
Concludo la recensione consigliando, oltre ogni ragionevole dubbio, l'acquisto dell'abbigliamento Lightweight, un valore aggiunto, di resa assoluta, alla pari delle ruote LW. Provare per credere.
Il prezzo dell'abbigliamento Lightweight è in linea con quello della concorrenza, nel medesimo segmento di mercato, cioè quello di fascia alta. Scegliendolo si risparmia, ammortizzandone il costo con l'uso protratto e soddisfatto per un tempo maggiore, evitando così di rinnovare l'abbigliamento ogni anno /due anni, come accade usando frequentemente il vestiario. Con l'uso quotidiano i tessuti ed in particolare il fondello si deforma presto fino a perdere l'elasticità ottimale. A tutti sarà capitato di sentire quando il fondello si "sgonfia" ! Decisamente una sensazione fastidiosa. Occorre riflettere sulla qualità anche sull'abbigliamento e quello Lightweight e' incredibilmente superiore. 

Rimanete sintonizzati con gli aggiornamenti. Stay tuned. Saluti ciclistici.


Pagella:
Leggerezza: 10
Morbidezza: 10
Eleganza: 10
Vestibilità: 10
Qualità dei tessuti: 10
Traspirazione: 10
Comfort del fondello: 10 ++++
Prezzo: in linea con la concorrenza.



Il pacco contenete il materiale da testare

Le quattro scatole contenenti i capi di abbigliamento più una contenente materiale informativo



Indosso la maglia intima, unitamente a quella estiva e alla salopette

Lo straordinario fondello !!!
Il fondello è confortevole come un salotto !! Mai visto e sentito niente del genere !!!

Il Completo estivo 
La maglia intima 
Gilet antiventoLastlos

Gilet antiventoLastlos









domenica 21 maggio 2017

Anteprima: Lightweight Edelstoff woman

Proseguono le anteprime Lightweight con la linea di abbigliamento Edelstoff anche per donna. Il capo esclusivo indossato nelle foto e' stato realizzato in collaborazione con la casa di moda tedesca, Benu Berlin. E' a tiratura limitata. Ovviamente nella linea donna e' disponibile un abbigliamento convenzionale di assoluta bellezza ed eleganza. Rimanete sintonizzati. Presto un anteprima esclusiva con il test sull'abbigliamento Lightweight Edelstoff per uomo. Saluti ciclistici. 



Un tubolare montato male !

Ci sono ciclisti che improvvisavo e rischiano di fare danni ! Nelle foto 1 e 2 e' evidente che il ciclista inesperto ha sbagliato a montare il tubolare con il biadesivo ! Le linguette devono trovarsi ciascuna ciascuna sul lato opposto all'altra e  il tubolare non e' aderente perfettamente al profilo del cerchio e quindi non e' centrato. In buona sostanza, il tubolare, almeno nella parte tra le due linguette, non è incollato al cerchio. Peraltro le linguette sono state tagliate male. Ma c'è un altro errore. Nella prima foto, il tubolare, è ancora sgonfio, invece avrebbe dovuto essere centrato con le mani, dopo averlo gonfiato ad una pressione di 5 atm. Nella seconda foto, lo stesso tubolare, è stato gonfiato ad una atmosfera intorno alle 10 atm, ma si vede chiaramente che nella parte tra il cerchio e il tubolare, c'è rimasta ancora la pellicola non adesiva, che invece avrebbe dovuto essere tolta per consentire al tubolare di incollarsi sull'adesivo. La spiegazione sarà più chiara confrontando la prima e la seconda foto, con la terza foto, quella della mia ruota, il cui tubolare è montato perfettamente. E' evidente la differenza. Il tubolare della terza foto è perfettamente aderente al profilo del cerchio, e non ci sono parti spurie, come nelle prime due foto.  La morale è: se non si e' capaci, e' meglio affidarsi a chi lo sa fare. Saluti ciclistici. 




sabato 20 maggio 2017

Anteprima: Lightweight Ride, il nuovo telaio aero ?

Dalle carte in mio possesso, leggo questa pagina. Sarà mica il nuovo telaio aero Lightweight ?! Stay tuned. Saluti ciclistici. 

Giro del Centenario. Recovery meal di Dumoulin.

A volte la TV illumina l'evidenza. Le immagini della maglia rosa Dumoulin, all'arrivo della tappa,  mentre mangia nella ciotola di plastica, riso e pomodori, accende l'attenzione sul recovery meal, cioè il pasto di recupero delle energie, al termine di un allenamento o competizione. Ne approfitto per spiegare qualche cosa a proposito del pasto di recupero. Innanzitutto il recovery meal va assunto, entro e non oltre 1 ora e 1/2 dal termine dell'impegno fisico. Le regole fondamentali sono : 

1.     Apportare proteine di elevato valore biologico che rilascino rapidamente gli aminoacidi nel sangue ( esempio, latte o latte di soia, i quali di per sé contengono anche carboidrati, ma non complessi)
2.     Apportare carboidrati complessi per ripristinare le riserve di glicogeno muscolare ( soprattutto riso normale, come quello mangiato da Dumolin, cioè non integrale, in quanto è più ricco di zuccheri)
3.     Apportare liquidi e sali minerali (sodio, potassio, magnesio e calcio) persi durante l’attività muscolare ( mandorle, noci per esempio); 
4.     Apportare antiossidanti necessari  per contrastare l’azione dei radicali liberi prodotti durante l’allenamento. 
Saluti ciclistici



venerdì 19 maggio 2017

Il Giro d'Italia del Centenario libera l'autostrada del Sole !!!

Il titolo evoca quelli adottati dai giornali durante l'ultimo conflitto. Di certo e' un avvenimento storico. Una data memorabile, quella del 18 maggio 2017. La dodicesima tappa del Giro d'Italia, nell'edizione prestigiosa del Centenario, percorre per 33 km, l'autostrada A1, in totale libertà ! E per un giorno, la bicicletta si riprende quello che gli è stato tolto, molto tempo fa, cioè il dominio sulla strada, quando era il mezzo di trasporto più diffuso, prima dell'avvento negli anni del boom economico, dell'auto di Stato", ovvero il capzioso statuts symbol, ambito dai cittadini comuni. E da allora non c'è stato verso di far capire, all'italiano medio, che l'auto impoverisce, rende schiavi, inquina, mina la salute dei conducenti, fa consumare il tempo nel traffico, ed uccide; non c'è stato modo di farlo evolvere, alla stregua degli olandesi e dei tedeschi, alcuni tra i  popoli evoluti e al passo con i tempi, capaci di cambiare le loro città con la bicicletta, per loro, il principale mezzo di trasporto, al punto di dotarsi di ciclabili autostradali, che si illuminando di notte, persino con i colori dei capolavori di Van Gogh, al passaggio dei ciclisti. Sarà stata la Fiat ( un tempo produttrice di biciclette), sarà stata l'ignoranza, ma l'Italia, è diventata ostaggio, dello smog e del traffico, che uccide e ferisce non solo i ciclisti. Ma ieri è stato un grande giorno. I corridori, lanciati dalla forza delle gambe, su quelle che un tempo venivano definite "macchine", completamente in carbonio, altro che ferro zincato delle auto, sono passati al casella autostradale e hanno percorso per un tratto, l'autostrada A1, la più importante d'Italia, senza pagare il pedaggio .  Per me, il passaggio della corsa rosa, ha un valore simbolico, e rappresenta la "liberazione" dell'Italia, dalla "dittatura" delle auto e per l'effetto dal traffico, dal pericolo insito e dallo smog. Oramai è questa la liberazione, che dobbiamo conquistare, quella che noi ciclisti, più degli altri, da nuovi partigiani, ogni giorno combattiamo, per rendere le città e le nostre strade finalmente libere dal traffico e dallo smog.  Che Italia sarebbe, se quello che per competizione è diventato un momento storico, persino in un giorno feriale, diventasse la consuetudine; sarebbe come a dire: "Ciao ragazzi, prendo l'autostrada e pedalo fino a destinazione" !!! Meditate gente, meditate. Un plauso alla RCS e a Mauro Vegni. Saluti ciclistici.





mercoledì 17 maggio 2017

Il misuratore di potenza

Al di là delle mode e della voglia matta di sfogliarlo per farsi notare e distinguersi, un misuratore di potenza quanto può servire effettivamente ad un cicloamatore ammesso che egli riesca ad interagire con un preparatore capace e abbia tempo per allenarsi? Serve solo ai corridori professionisti? Siamo davvero sicuri che il misuratore di potenza affezioni e appassioni il ciclomotore, nonostante tutte le complicazioni che ne derivano con le tabelle di allenamento oppure con il tempo questo complicato strumento finisca per stressarlo e lo renda schiavo di una prestazione che in realtà dipende da altri fattori ? Ecco un nuovo tormentone o un cult per chi non ha capito la differenza tra divertirsi con la bicicletta da corsa e lavorare con la bicicletta da corsa. Saluti ciclistici 

lunedì 15 maggio 2017

Quintana e il Blockhaus nel Giro del Centenario.

La salita è la forma più estrema ed irriverente del ciclismo, quella che sfida la forza di gravità. La salita consuma il corpo e la mente. In salita si è soli e nessuno può aiutarti con la scia. Parlarne non è una cosa semplice. Possono farlo solo coloro che ne condividono l'ardore e non temono il dolore che provoca. Quando si parla delle salite alpine ed appenniniche, quale essenza del ciclismo, occorre conoscerle prima di dare valutazioni sulle prestazioni dei corridori; per questo non possono farlo coloro che commentano comodamente seduti o per relato. Per me che ho condiviso le salite classiche del Giro e del Tour, è un esercizio di emozioni e di ricordi, di incredibile suggestione, per quell'empatia che coinvolge, i salitomani come me e gli scalatori, ovvero i corridori che per caratteristiche fisiche e mentali, riescono a scrivere in montagna, alcune delle pagine più eroiche ed esaltanti delle corse a tappe, di questo straordinario ed incredibile sport, che ogni volta sa rialzarsi, ed accendere la passione, come nessun altro uno sport; sarà per la sua vocazione popolare, o l'essere la migliore metafora della vita. 
Ieri Quintana, accellerando sul mostro appenninico del Blockhaus, ha scritto un altra pagina epica, una didascalia ad uso e consumo dell'umana gente che si arrischia nella pratica del ciclismo o che si appassiona alle imprese dello sport. La sua figura leggera e micidiale si è stagliata netta sugli avversari, e nel silenzio di chi non è abituato a parlare o a declamarsi, ma a "fare", con umiltà, ci ha spiegato la verità del ciclismo. E ce ne è stato bisogno per diradare la “nebbia”, che talvolta confonde quanti si appassionano al ciclismo, per opera di chi ne parla per mestiere. Quello che ieri è accaduto sulle rampe del mostro del Blockhaus, ha evocato, l'immagine silente ed affascinante, di un altro formidabile scalatore, Michele Scarponi, che sulle pendici lunghe ed impervie del Colle dell'Agnello, squarciava, la nebbia di una giornata fredda di fine maggio, e tagliava per primo il GPM, più in alto di 2000 metri; quel giorno di fine maggio dell'anno scorso, egli apparve solo, con la maglia aperta, nonostante il freddo; la sua anima forte  agitava quella sua figura semplice,  esile e consumata dai chilometri e dalla fatica. Quel giorno ne sono sicuro avrebbe vinto anche la tappa, se gli ordini di scuderia, non lo avessero costretto a fermarsi per attendere il suo capitano, Vincenzo Nibali, che accompagnò alla vittoria della tappa e di fatto, del Giro 2016. Il caso ha voluto che anche ieri, durante la tappa del Giro del Centenario, ci fosse Nibali. Michele non c'era. Il triste e spietato fato, ci ha portato via prematuramente e proditoriamente, la nostra aquila di Filotrano. Questa volta il ruolo di ciclista "gigante", nella sua piccola statura l'ha recitato un altro grande campione, un altro scalatore, il colombiano Quintana, è toccato a lui, questa volta, farci emozionare e  accendere la passione di milioni di spettatori. E chissà se coloro che si cimentano a parlare di sport, avranno capito, chi pesa davvero come il vento e sa vincere in salita, per disegno divino. E lo riconosci, quel "dannato" scalatore, quando ad ogni variazione di pendenza, le sue gambe ritornano a spingere fuori sella, agili, con un gesto naturale, come quello di respirare. Uno stridente contrasto, con i suoi diretti avversari, quelli che non sono scalatori, che lasciava, a boccheggiare, costretti a contorcersi sulle infime pendenze, come figure disperate, dannate e unite nella sconfitta, con la schiena curva, le spalle  incollati sulla sella, come a volere sospingere la bicicletta con le braccia e le spalle. Quintana si allontanava da loro, silente ed impietoso, senza voltarsi mai, danzando sui pedali, in un ritmo infernale; scatti repentini e continui, per allontanarli dalla ruota, come ogni scalatore sa fare, per riaffermare la vocazione, di uomo nato a 3000 metri sulle Ande, con un corpo abituato a consumare meno ossigeno, e a vivere con poco. La sua supremazia sulla strada è quella degli ultimi, quelli nati nella povertà. Chi va per salite, vedendolo ergersi sugli avversari, ha capito subito che per gli avversari non ci sarebbe stata pietà. Quintana, in quello incedere sicuro e formidabile, ha rappresentato il riscatto sociale ed umano, degli ultimi, nati in un mondo povero, temerari e risoluti a  riprendersi la sorte, con il sacrificio e con quel poco che la natura gli ha dato. In quel piccolo uomo, si anima, il riscatto degli umili, di chi non ha un corpo maestoso, ma riesce a sentirsi a suo agio, nel dolore e nella sfida della gravità. La sua vittoria è stata una liberazione sia per chi saltava sul divano e maltrattava il telecomando, sia per gli spettatori che lo accoglievano tra due ali di folla in delirio, a rappresentare la voce della strada. Ma non è stata solo la vittoria di un uomo venuto dalle Ande a conquistare la maglia rosa; è stata anche la vittoria di tutti i corridori; una vittoria dedicata a noi che amiamo il ciclismo senza essere tifosi; chi ama il ciclismo tifa per tutti i corridori. E per questo che nonostante tutto, una tappa in salita, ogni volta, ci farà sentire parte di una storia infinita. Ora e per sempre. W il ciclismo e i suoi eroi. Domani un altra tappa, altra storia.  E lui non vincerà la crono, come e' normale per uno che ha le sue caratteristiche fisiche. 
Per la cronaca, i dati fatti registrare ieri da Quintana, un "gigante" che pesa non più di 60 kg ( il peso ha un andamento variabile e dipende dalla condizione e dai momenti topici dell'anno agonistico) ed è alto poco più di 1,63 cm, sono emblematici
Prima ora della tappa:
- Velocità: 46.4km/h.
- Potenza: 196W (picco di potenza: 952W).
- Picco di potenza rilevato in 5' power: 340W.
Dati relativi all'attacco decisivo avvenuto a 5km dal traguardo:
- Tempo di percorrenza: 6’40’’.
- Velocità: 17.3km/h.
- Potenza: 368W.
- Picco di potenza raggiunto in 60’’ : 430W.

Avrete capito ora chi pesa davvero 60 kg e vince in salita per vocazione ? Non credete a quelle didascalie che vedete in TV o a quello che dicono i commentatori tecnici; ciclisti che sono alti 1,86 metri per esempio, non possono pesare 60/64 kg; se lo fosse, sarebbe innaturale e non solo. La natura ha le sue misure. In quanto a Nibali lo attendiamo in tappe migliori, più congeniali alle sue caratteristiche, con eccezione di quella del Mortirolo. Se qualcosa andrebbe rimproverata allo Squalo, che ha lottato con ardore e grande forza, direi senz'altro, il fatto di avere tentato in tutti i modi, di rimanere incollato alla ruota di Quintana. Mi sovviene quello che disse Indurain a proposito dei suoi duelli con Pantani. Diceva il campione spagnolo, che quando il Pirata allungava in salita, lui procedeva con il suo passo, per evitare di "saltare". Spiegazione per i non esperti. Saltare significa andare fuori giri con il cuore,  bruciare tutte le energie senza raggiungere chi ci precede. Questo è accaduto a Nibali, che nel farlo ha tagliato il traguardo con molti secondi di ritardo, almeno una trentina.  
Saluti ciclistici. 

P.S. Alla puntata del "Processo alla Tappa" sul canale Rai TV Sport HD, trasmessa il 21/05/2017, la maglia rosa Dumoulin, ospite, ha risposto alla domanda della conduttrice, dichiarando  di pesare tra i 70/72 kg. Ecco confermata l'opinione espressa in questo post. I pesi che leggete sulla stampa e sentite dire ai commentatori TV, sono generalmente frutto della fantasia ovvero delle opinioni personali di chi le rende. Saluti ciclistici.  



mercoledì 10 maggio 2017

Anteprima: Campagnolo Centaur (2017).

Pubblico il comunicato stampa ricevuto dalla Campagnolo. E' il nuovo gruppo meccanico Centaur in alluminio. Francamente non comprendo la necessità di introdurre questa nuova versione del Centaur, quando nel catalogo è disponibile anche il Potenza, nello stesso segmento di mercato! 
Comunque sui comandi del nuovo Centaur, l'obsoleto e scomodo bottoncino orizzontale, laterale che serve a fare scendere la catena sui pignoni, è stato sostituito con  quello più comodo, già adottato sui gruppi elettronici EPS, più adatto in caso di impugnatura bassa. Il cambio è finalmente compatibile con pignoni da 32. Per ora, Campagnolo, ha solo le trasmissioni dei nuovi Potenza e Centaur, compatibili con il 32!! Per quanto riguarda i freni Campagnolo, ancora niente di nuovo; un altra occasione persa per aggiornarli. A proposito dei gruppi in alluminio, nei miei test, ho valutato la guarnitura in alluminio, più rigida di quella in carbonio, a conferma che il gruppo in alluminio, non è inferiore a quello in carbonio, ma è solo meno leggero.
Tirando le somma,  attualmente il Potenza e il Centaur sono i gruppi meccanici più interessanti della gamma Campagnolo.  Saluti ciclistici.