sabato 21 gennaio 2017

Esperienze di tester rider. Shimano SIS OTR8900. Il cuore dellatrasmissione Shimano Dura Ace R9100.

Ogni cosa ha il suo lato nascosto, quello che da un senso al progetto, l'input del meccanismo. Nello scoprire i nuovi prodotti, occorre compararli ai predecessori, financo a valutarne i miglioramenti sostanziali. E tutto gira intorno all'officina, come sempre. Chi testa da tempo come me, ha imparato  a dialogare con i meccanici, non quelli che vendono e montano la camera d'aria, quelli li lascio al marketing; intendo i meccanici che si sporcano le mani con il grasso, e passano il tempo ad imparare,  a studiare gli aggiornamenti, a montare e smontare, fino a che tutto funziona ottimamente. Il tester rider impara a riconoscerli ed impara ad ascoltarli, in modo che il test ha un contesto che si chiama upgrade. Riconoscere l'evoluzione, è cosa complicata. Il test è questo. Allora ecco un esempio. Nel testare il nuovo gruppo top di gamma Shimano, il Dura Ace R9100, e più precisamente la serie R9100, dal quale deriva anche il nuovo gruppo elettronico e non solo, come le nuove ruote in carbonio. Questa nuova serie è l'anticamera del futuro Shimano. Ebbene ho scoperto che il cuore della trasmissione meccanica, è un cavo, una guaina, o forse molto di più. Si chiama Shimano SIS OT R8900. E' la guaina che collega la leva sinistra con il cambio, ed è dotato di un cavo in polimero a basso attrito. Non troverete qualcuno che ne parli. Neanche quelli che vengono chiamati giornalisti del ciclismo, quelli che pavoneggiano alle presentazioni dei prodotti, nemmeno loro ve ne parleranno, non lo conoscono. Già perché per conoscere un prodotto bisogna parlare con gli ingegneri e i meccanici, e loro, come è noto, sono fuori dalle luci, non amano la ribalta. Loro progettano e lo fanno funzionare. Il resto è solo marketing. OT R8900 è una guaina che conserva dentro di sé tutta la tecnologia Shimano. Tanto morbida da piegarsi senza problemi di interruzione, così rigido da rendere fluido il funzionamento  del filo. Ogni clic, ogni spostamento della leva del comando destro, finisce dritto dentro OT R8900, il quale decifra e modula l'impulso, da renderlo movimento per il cambio. Quasi che fosse una centralina del gruppo elettronico. Ecco vi ho fatto scoprire che anche un gruppo meccanico ha una sorta di "centralina". Vi sembra uguale al precedente ?!!! Prendete quello della versione 9000. Provatelo a piegarlo. Sentirete la differenza. E ora immaginate quello che può diventare la risposta del  cambio. Ora avete scoperto il cuore della trasmissione del nuovo Dura Ace. Ringrazio per la collaborazione tecnica, il meccanico Sascha di Falasca Cicli. Saluti ciclistici. 


giovedì 19 gennaio 2017

Grammomania. La nuova gamma ZIPP 2017 per copertoncino.

Ecco un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti. La nuova gamma Zipp per copertoncino, modelli 202 e 303 in collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli. Disponibili anche on line da Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici. 










Grammomania. La nuova gamma ZIPP 2017 per tubolare.

Un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti. La nuova gamma ruote Zipp per tubolare. In collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli. Le ruote sono in pronta consegna anche on line da Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici.














mercoledì 18 gennaio 2017

LEDMagazine scrive di me e di Pedalare verso il Cielo.


Voglio condividere con i miei lettori, questo riconoscimento ricevuto da uno dei principali siti web di informazione, LEDMagazine.  Per leggere l'articolo pubblicato dal sito LEDMagazine CLICCA QUI. Saluti ciclistici. 

domenica 15 gennaio 2017

Bianchi Oltre XR4 con SRAM RED eTAP e freni SHIMANO DURA ACE

E chi l'ha detto che componenti di gruppi diversi non possano funzionare ottimamente ! La Sram non ha freni a montaggio diretto. Allora si possono montare freni Shimano Dura Ace della serie 9100. Del resto i corpetti dei mozzi posteriori delle ruote, i movimenti centrali, le catene e i pignoni Sram e Shimano sono compatibili e/o uguali. In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli. Saluti ciclistici. 

Freni a montaggio diretto. Shimano Dura Ace BR R 9110RS, BRR9110 F, BR R9110R.

I freni a montaggio diretto, sono stati brevettati da Shimano. Si chiamano coì perché si montano direttamente sul telaio. Oltre a quelli della Shimano ci sono altri modelli, realizzati su specifiche dei marchi e/o produttori dei telai. Il freno a montaggio diretto nasce per i telai crono, al fine di garantire la migliore risposta in termini di aerodinamica. Ultimamente il freno a montaggio diretto viene assemblato sui telai  cosiddetti aero,  un modello ibrido, a metà tra il telaio da crono e quello standard, dalle forme piacenti, non leggero, prevalentemente rigido, destinato per caratteristica alla pianura e al percorso vallonato. I vantaggi dei freni a montaggio diretto sono in termini di peso, in quanto mancano alcune parti necessarie per assemblare il freno standard a pinze; gli svantaggi possono essere in termini di prestazione per alcuni modelli, non realizzati dalla Shimano, che ho valutato più bruschi nella frenata, e non bilanciati nella risposta. Ma si parla di un test che può sfuggire ai ciclisti meno esperti. In alcuni modelli ho poi riscontrato un problema di allentamento progressivo della tensione della molla del freno anteriore. Non è assolutamente vero che il freno a montaggio diretto, montato vicino alla scatola del movimento centrale si sporca di più e prima di quello posteriore standard. Piuttosto ho potuto verificare un limite di prestazione di alcuni telai più leggeri che lo montano, in quanto i pendenti del carro posteriore sono meno rigidi a causa della mancanza del ponticello che li struttura ed unisce, sul quale invece viene installato il freno posteriore, sui telai standard. Non è un caso che Colnago sul modello aero V1R, dotato di freno posteriore a staffa,  ha unito i pendenti con un ponticello.
E' appena il caso di precisare che i freni convenzionali e quelli a montaggio diretto prodotti dalla Shimano, sono i migliori sul mercato, a cui viene riconosciuto un primato da tutti i ciclisti.
Consiglio di non risparmiare peso sui freni standard e a montaggio diretto e di usare freni a montaggio diretto Shimano per chi usa telai aero.
In questo post ci sono le foto dei modelli Shimano Dura Ace appartenenti alla nuova gamma R9100 e quello anteriore realizzato per la Colnago, installato sul V1R. Saluti ciclistici. 
Shimano Dura Ace BR R 9110 RS (anteriore) installato su Bianchi XR4

Shimano Dura Ace BR 9110 F ( posteriore) installato su Bianchi XR4

Shimano BR R9110 R posteriore a staffa installato su  Colnago V1R
I diversi freni a montaggio diretto installati su Colnago V1R. Lo Shimano Dura Ace è quello sulla destra .

Test dei freni a montaggio diretto Bontrager Speed Stop installati su Trek Emonda SLR

sabato 7 gennaio 2017

Anteprima. Pinarello Dogma F10

Ricevo e pubblico il comunicato stampa della Pinarello. Nella foto, la versione in dotazione al Team SKY montata con il gruppo Shimano Dura Ace DI2 R9150, di cui ho già dato l'anteprima assoluta, in attesa del lancio ufficiale CLICCA QUI. Saluti ciclistici. 


Bianchi Specialissima CV e Lightweight Gipfelsturm Schwarz. Ceramic Speed.

                          
La ruota che gira quando la bicicletta è appesa !!!

Appendere la bici test accanto a quella dei corridori professionisti del Team UAE Abu Dhabi, dopo l'uscita, e accorgersi che le ruote sono rimaste a girare per lungo tempo, mentre le altre.....
Le sfere e i cuscinetti Ceramic Speed, sono così  scorrevoli che non smettono mai di girare (😉👍🔝). Saluti ciclistici.



giovedì 5 gennaio 2017

Il primo ritiro del Team UAE Abu Dhabi.

E venne il tempo del Team UAE Abu Dhabi. Il vento del deserto ha portato in Italia, un nuovo gruppo di formidabili cacciatori di tappe. Una commistione di livello assoluto. La ricetta è di sicuro effetto. Prendi due campioni del mondo, uniscili a scattisti e velocisti, aggiungi talenti giovani alla ricerca della dea Vittoria, mescolali ad esperti corridori e "donali" al DS campione del mondo, Beppe Saronni. I particolari colpiscono di questo team. Uno su tutti, la firma di Ernesto Colnago, sui telai del team, il C60 e quello da crono. Per me che sono un cultore della bicicletta, che cerca la qualità, e non la moda della pubblicità, è stato interessante ritrovare i telai Colnago. Ci vuole esperienza per riconoscerne, oltre alla rara bellezza, quelle soluzioni tecnologiche destinate a resistere all'usura, un innovazione che non confonde il classico ed elegante stile italiano, quell'Italia da sempre formidabile fucina delle più belle e tra le migliori biciclette.  Una Colnago è per sempre, recitava una pubblicità del marchio di Cambiago. Se guardo i tubi a forma stellare innestati  alle congiunzioni della stessa fattezza; se sfioro la vernice delle congiunzioni e il carbonio a vista dei tubi, forse sarà vero. Mi chiedo se la C60 sia una macchina di stirpe, progenie di una razza vincente oppure un prodotto in linea con la concorrenza. Comunque l'ultima e definitiva parola la scrive solo la strada e fino ad oggi le mie valutazioni sul banco prova posso solo ipotizzarle perché non l'ho ancora potuto provare. Evidentemente Colnago bisogna crederlo sulla parola, considerato che ad oggi non e' possibile provarla, ma solo acquistarla. Credo che sia giunto il momento per Colnago di investire una minima somma rispetto alle dispendiose sponsorizzazioni dei team e di organizzare proficui bike test. Già perché i tempi cambiano e i consumatori non si fidano delle pubblicità lette sui giornali di settore (peraltro sempre più in crisi di vendite) e preferiscono provare prima di acquistare o leggere esperienze di esperti blogger. Del resto la concorrenza offre prodotti interessanti e si è' organizzata da tempo con i bike test. Il Made in Italy non deve essere una fede calcistica, ma una scelta consapevole.  Saluti ciclistici. Biciclette a parte, trovare anche Colnago a sostenere questo nuovo progetto, non mi meraviglia, considerato il numero di corridori giovani presenti. In fondo il ciclismo è anche poesia, scritta con le emozioni e i ricordi. Ho visto molte squadre passare per la Riviera d'Ulisse, e tra le loro fila, molti campioni, tra cui qualcuno ancora rimpianto. Emozioni che solo la fatica e la generosità dei corridori, sanno scrivere. E quel vento del deserto ha portato fino a qui, giovani corridori, il cui destino sarà legato ad un passo dolomitico, ad una volata, ad una fuga, celebreranno nuove gesta dello sport della fatica per antonomasia, e non finiranno mai, almeno fino a quando ci sarà ancora passione e gloria, a spingere sui pedali. I campioni se ne vanno nei nostri ricordi, i giovani corridori invece si susseguono, sono la ninfa vitale, il futuro, su cui investire, che l'umiltà e la voglia di fare sacrifici non li abbandonino mai. Non sarà la generazione dell'uomo solo al comando, quella è storia. Sarà invece la generazione che ci condurrà verso la speranza di un ciclismo sempre più portatore di valori. Lo chiedono i giovani in cerca di motivazioni. Lo chiede la società che ha bisogno di rigenerarsi.  E non avrà importanza la vittoria fine a se stessa, ma la vittoria di un progetto.  Insomma il mondo delle corse è avvisato. E' in arrivo il team UAE Abu Dhabi. Saluti ciclistici. 










Come si misura l'altezza e l'arretramento sella della bicicletta.

Regolare l'altezza e l'arretramento della sella non è un opinione. Sull'argomento ho avuto modo di scrivere un post all'interno della sezione biomeccanica, con il contributo di un famoso esperto, Juri. Per chi non fosse tra i quasi 9000 lettori del post, consiglio di leggerlo CLICCA QUI. Prendo spunto da questo post e approfondisco la tematica. Ovviamente l'altezza e l'arretramento della sella, sono elaborate durante la visita biomeccanica, e tengono conto  delle quote antropometriche personali del ciclista, per esempio, la lunghezza degli arti, l'altezza, eccetera. Evitate il fai da te, altrimenti non risparmierete i soldi e tempo, anzi li sprecherete con le fisioterapie e gli ortopedici, per curarvi dai problemi muscolo scheletrici. Allego al post due tavole disegnate dal biomeccanico Juri, un estrapolato dal suo metodo denominato TWP. Saluti ciclistici. 


Quelli dell'officina. Giuseppe Archetti.

Tutti parlano solo dei corridori e delle loro gesta. Ma ci sono delle persone che lavorano dietro le quinte e dal cui lavoro dipende anche l'esito di una gara, di una stagione, tra le quali i meccanici. Figlio di un meccanico, abituato al grasso e agli ingranaggi, non potevo che condividere con i lettori del blog, l'incontro ravvicinato avuto oggi con Giuseppe Archetti, meccanico della Nazionale di ciclismo su strada e del Team EAU Abu Dhubai, da tempo uno dei più preparati, uno di quelli più abili a regolare la trasmissione della bicicletta, sporgendosi fuori dal finestrino dell'ammiraglia, "ascoltando" la tensione della catena con il vento nelle orecchie, capace di raggiungere i punti più nascosti del cambio, che si trovano sulla parte opposta della bicicletta. In un attimo egli è conscio del rischio, per la sua vita, e di quella del corridore. Solo i migliori meccanici possono e devono farlo. E' stato interessante vederlo comporre una bicicletta crono del team, assemblandola, con consumata maestria, quasi un ripetere costante di un tessitura mirabile, chiamata esperienza. Archetti come ogni buon meccanico, è una persona schiva, abituata a vivere lontano dai riflettori. A lui non è chiesto altro che farle funzionare quelle lucide macchine, silenziose, ma complicate, regolare la straordinaria combinazione di sincronismi, di materiali e di componenti, destinate a resistere alla potenza di un campione. Al meccanico non è concesso sbagliare nei momenti culminati della gara, quando le speranza e le fatiche di un corridore, hanno bisogno della vittoria per il futuro personale e dello sport. E anche lui non può sbagliare. E così nel silenzio dell'officina ho visto Archetti seguire con attenzione ogni movimento, ogni innesto, ogni assemblaggio, un rituale a cui è abituato da molto tempo, e sono sicuro a pensare già alla prossima macchina da preparare prima che giunga la mattina. Il meccanico non ha orari, non ha freddo, non ha caldo, non ha fatica. Il meccanico ha nelle sue mani il futuro di una generazione di corridori. Non c'è tempo per celebrare il passato, non c'è tempo per pensare a qualcosa di diverso, c'è solo il tempo per lavorare, di essere il fulcro di tutto il reparto corse. E quando le biciclette saranno tutte preparate e chiuse nel camion, quando la luna e le stelle lo saluteranno, per un attimo e solo per un attimo, egli si ricorderà di quella volta al Giro d'Italia, al Tour de France, quella volta, tanto tempo fa. Ma sarà solo un attimo. Non c'è tempo per ricordare. Tra non molto sorgerà un nuovo giorno. Chissà se almeno in quel momento Archetti penserà alla stanchezza. 


  

venerdì 30 dicembre 2016

Anteprima mondiale: nuovo Shimano Dura Ace DI2 R9150 (2017). Pesa e foto in anteprima.

Un lettore del blog mi ha inviato dal Giappone, in anteprima mondiale, le foto delle pese del nuovo gruppo elettronico dell'azienda nipponica. Sul sito della Shimano ci sono le immagini e le specifiche tecniche CLICCA QUI , ma non le pese. Dalle foto esclusive si può dire che trattasi di componenti ispirati al nuovo gruppo meccanico Dura Ace R9100. Ovviamente la guarnitura, i freni e i pacchi pignoni, sono gli stessi del citato gruppo meccanico. Nel 2016 il colosso del Sol Levante ha  rilanciato la sfida alle concorrenti dirette.  Dopo questo scoop stellare, il blog si conferma, ancora una volta, come quello più letto dai ciclisti e non solo. E ora attendiamo il 2017 con la presentazione alla stampa. Il blog è arrivato per primo al traguardo dell'anteprima del prodotto. Tenetevi sintonizzati per gli aggiornamenti. Saluti ciclistici








E anche questa volta, il blog mette la "ruota" davanti agli altri, secondo un dato obiettivo, chiamato statistica, calcolato da Google, il motore di ricerca più importante e diffuso.  Avanti così.