venerdì 23 febbraio 2018

Come montare correttamente le tacchette sulle scarpe da ciclismo.

Molti ciclisti passano più tempo a cambiare la posizione delle racchette e a lamentarsi per infiammazioni al piede, che a pedalare ! Pensano ad acquistare l'ultima novità, invece di passare prima dal biomeccanico capace
Tutto ha un criterio, una regola, e niente si improvvisa, nemmeno la spesa al mercato, figuriamoci quando parliamo di cose che incidono non solo sulla prestazione sportiva, ma soprattutto sulla salute. Ecco come il biomeccanico Juri risolve l'annoso problema delle tacchette.
Attenzione questo è il montaggio corretto solo delle tacchette per le scarpe da ciclismo su strada; non  utilizzatale per quelle da MTB.  Rivolgetevi al biomeccanico capace.
E ricordatevi di controllare periodicamente il serraggio delle viti delle tacchette; ho visto qualche ciclista pedalare con le Tacchette lente rischiando di farsi male !!
Saluti ciclistici.



mercoledì 21 febbraio 2018

La Colnago C64 è arrivata .......

Dopo la pubblicazione del lancio della nuova ammiraglia della gamma Colnago, un  anteprima assoluta, l'incontro ravvicinato con la C64, nello show rom di Falasca Cicli, il primo rivenditore autorizzato italiano ad averla in pronta consegna, nella colorazione più bella, congiunzioni bianche e tubazioni in carbonio unidirezionale a vista, in taglia 48 S. Un prodotto di nicchia, di raffinata bellezza. Un made in Italy da collezionare con la quale condividere la strada e la passione. Con il C60 ancora a  catalogo, il C64 diventerebbe, di fatto, il telaio da salita della gamma, fatto apposta per Aru, capitano per le corse a tappe del team sponsorizzato dalla Colnago. Le geometrie e le particolarità del C64 sembrerebbero farlo pensare, ad incominciare dal carbonio unidirezionale, più leggero di quello 3K utilizzato per la C60; il triangolo anteriore a congiunzioni, il carro posteriore monoscocca (mi ricorda la Look 595), con  il tubo obliquo più stretto nella parte iniziale, sembrano far pensare, che la C64 sia   reattiva e rigida, e attenta al peso, che comunque a scanso di equivoci, rimarrà verosimilmente nei range Colnago, dunque non sarà leggerissima e non potrebbe esserlo essendo a congiunzioni. Vedremo se Colnago avrà migliorato le prestazioni in salita, rispetto al C60. Il responso finale, come sempre, lo può dare solo la strada .
Fatta questa valutazione di massima, voglio aprire una piccola parentesi, sulla tendenza del mercato attutale.
Sono rimasto favorevolmente sorpreso e credo che ciò rappresenti un caso raro ed importante nel mondo dell’industria: Colnago ha mantenuto a catalogo il C60 nonostante che siano trascorsi 5 anni circa dal suo lancio e nonostante l’avvento del nuovo modello C64, anch’esso top di gamma. Questo vuole dire che certi prodotti non svalutano nel tempo, in ogni senso e sono indice di sviluppo concreto secondo una data analisi. Credo che sia una cosa significativa in senso favorevole che colnago abbia fatto questa scelta rassicurante anche per il cliente fedele al marchio e non solo per il prossimo cliente.
Avevo visto come la Look mantiene più a lungo i suoi telai a catalogo e ciò è’ indice di serietà ed affidabilità dei prodotti, ma una cosa come questa mi sembra di non ricordarla.
Devo dire che ultimamente il mercato sembra essersi attestato su remake dei top di gamma per esempio Cervelo R5 e Trek Emonda, quasi a volere dire un conto è’ lanciare un prodotto nuovo in toto , un conto è’ apportare solo delle migliorie.
Credo che il telaio top di gamma sia arrivato ad un punto oltre il quale è’ arduo andare e dunque si procede con cautela; e se l’evoluzione dei telai top di gamma in carbonio avesse raggiunto il limite prossimo allo zero ?

Saluti ciclistici.








Falasca Cicli, il primo rivenditore ad averla in pronta consegna !!!

Ritorna la maglia nera al Giro d'Italia Under 23 Enel 2018

Francamente ho avuto sempre una particolare simpatia per la maglia Nera, la sua storia e quello che rappresenta nell'ideale del ciclismo. Maglia nera è Nani Pinarello, corridore degli anni eroici; maglia nera è l'ultimo che lotta a prescindere; maglia nera è eleganza, e distinguo comunque. E ora ritornerà nel gruppo dei giovani corridori, il futuro del ciclismo mondiale. E' bello rivederla e sognare.....
Saluti ciclistici.


"Nani"Pinarello. 


martedì 20 febbraio 2018

Come si pedala correttamente sulla bicicletta da corsa.

Il ciclismo come ogni sport, ha le "basi" e i "fondamentali". Alcuni ciclisti amatoriali e i novelli che si avvicinano a questo sport, ad ogni età: 1) non sanno pedalare eseguendo il corretto gesto atletico; 2) sono sforniti di scheda antropometrica, basic ed avanzata. Conseguenze: problemi muscolo scheletrici , telai con la misura errata, prestazione limitata. Molti ciclisti amatoriali si limitano ad imitare i corridori professionisti pensando di fare bene, oppure a seguire i consigli, talvolta discutibili, dei commentatori televisivi, tutte conseguenze del fatto di non conoscere l'ABC del ciclismo e del fatto che si vuole tutto e subito senza impegnarsi ad imparare con umiltà.
E così mi capita di osservarli sulle strade, che pedalano spingendo solo con la punta dei piedi, che "ballano"  sotto il cielo, "saltando" sulla sella, appoggiati sulla punta, o spingendo, fuori sella, sbilanciando tutto il corpo in avanti, che non piegano i gomiti, spalle e testa, diritti come se fossero cobra all'attacco. Cosa dirgli ? A quelli che pedalano "in punta di sella" e a quelli che lo fanno spingendo sul piede, di "punta", dico che spingeranno forte nella fase iniziale, certo, ma perderanno nella fase del richiamo della pedalata, con ripercussioni negative sulla schiena e sulle gambe, resisteranno i più allenati, i giovani, e quelli che ricorrono periodicamente ai massaggiatori, ma su un percorso lungo, nell'economia della performance, questa è la meno confortevole e la meno proficua (non è un caso che viene usata nelle crono, caratterizzate da percorsi brevi, fatti "a tutta"); a quelli che ballano sulla sella, dico che stanno alti o troppo arretrati, e con il tempo avranno problemi alla schiena soprattutto se praticheranno la lunga distanza; a quelli che non piegano gomiti, spalle e testa, dico che frenano la velocità con il corpo dico che hanno problemi di flessibilità della schiena o limitazioni funzionali, e che farebbero bene ad usare la MTB, la bdc è un altra cosa. Ovviamente in tutti questi casi, verosimilmente, si tratta di ciclisti che non sono stati "settati" da un biomeccanico o da un biomeccanico capace, ma pedalano praticando il "fai da te" e/o tenendo conto dei consigli sbagliati del compagno di uscita che gli dice " Pedali basso" o "Pedali alto"; "vittime" inconsapevoli, del famigerato consiglio dato "ad occhio" !!!!
Non dimenticate che il ciclismo e più precisamente il gesto della pedalata, "accorcia" i muscoli delle gambe, cioè li contrae, ecco perché è fondamentale riallungarli con esercizi di stretching eseguiti correttamente; in caso contrario, sopraggiungeranno contrazioni e infiammazioni che costringeranno a ricorrere alle cure mediche.
La priorità è la pedalata finalizzata non solo alla spinta, ma anche al confort e senza esasperare la prestazione a danno della salute dell'apparato muscolo scheletrico, considerato che i ciclisti amatoriali praticano il ciclismo per hobby e per mantenersi in salute.
L'equilibrio è la priorità e la scelta vincente sul lungo periodo. In ogni cosa. 
Insomma per fare chiarezza, posto un compendio dei "fondamentali" del ciclismo. Fanno parte di quello che ho imparato nel tempo, sperimentandolo sulla mia pelle, e sono in parte tratti dal dialogo confidenziale avuto con il biomeccanico e preparatore  Juri; imparateli e fatene tesoro ( se volete ) .......

La pedalata rotonda è quella in cui vi è una perfetta coordinazione tra muscolatura agonista (che spinge) e antagonista (che richiama). Il rendimento di tale pedalata, come si potrà ben capire, è molto più elevato di una pedalata di sola spinta e di punta (definita anche come la pedalata a “stantuffo”). Per ottenerla è di fondamentale importanza che l’assetto sia a posto (una sella troppo alta ne impedirebbe la perfetta riuscita). La dinamica della pedalata rotonda deve svolgersi nel seguente modo. Partendo dal PMS (punto morto superiore della pedalata… pedivella in alto perfettamente verticale) inizia la fase di spinta da parte della muscolatura agonista (in particolare il quadricipite). Il piede, che si trovava con il tallone in alto nel PMS, durante la spinta (PMS >>> PMI) scende, riposizionando gradatamente il tallone molto più in basso, in modo tale che il piede risulti quasi parallelo  al terreno nel PMI (punto morto inferiore delle pedalata… pedivella in basso perfettamente verticale). Dal PMI inizia la fase di richiamo della pedalata da parte della muscolatura antagonista  (in particolare polpaccio e bicipite femorale). Il piede, da parallelo al terreno, durante il richiamo (PMI >>> PMS) sale, riposizionando gradatamente il tallone in alto, in modo tale che il piede diventi quasi prolungamento della tibia (come se fosse un unico tirante). In altre parole il piede durante la rotazione della pedalata descrive come un onda punta/tacco.            

In BdC le mani dovrebbero impugnare i comandi in modo da fasciarli. Quindi con 2 dita sotto la leva, 2 dita davanti alla leva e il pollice sopra il comando. Questo permette di avere gli avambracci che tendono leggermente verso l’esterno, molto più liberi e morbidi e di conseguenza braccia e schiena più rilassate.  
In MTB è il pollice che tiene la mano ancorata alla manopola come un uncino. Poi una o due dita sulla leva del freno. La mano arriva sulla leva del freno come un naturale prolungamento dell'avambraccio. Le braccia devono sempre essere leggermente flesse e mai tese. 
Tenere i comandi/manopole nei suddetti modi, permette inoltre di avere una migliore spinta in fase di fuori sella, in quanto il tronco e il bacino risultano più mobili e possono oscillare da una parte e dall’altra della bicicletta durante la spinta, aggiungendo in questo modo alla propria spinta sul pedale anche il proprio peso, che diventa quindi una spinta aggiuntiva.       
Si ricordi inoltre che in questa fase il bacino deve sempre ritrovarsi in verticale con il movimento centrale. Quando si è in fuori sella si effettua la cosiddetta “danceuse” sui pedali: ci si sporge da un             lato e dall’altro della bicicletta, scendendo bene con tutto il peso su un pedale e sull’altro, cercando di mantenere la bici il più dritta possibile (tanto più la bici rimarrà dritta, tanto più la traccia di  pneumatico a terra sarà minore e quindi minimizzato l’attrito all’avanzamento di quest’ultimo). 
In BdC in volata si consiglia invece sempre la presa bassa, che permette di avere una presa più salda, una posizione più bassa e aerodinamica che taglia meglio l’aria e di alzare al massimo il bacino sulla verticale del movimento centrale, aumentando così al massimo l’energia potenziale del proprio.                                                                         
In particolare fare attenzione a questi aspetti:
                                                                                                                                                                                
1) bisogna sempre restare ben allineati con il fondo schiena con il fine sella.
2) la schiena va arcuata e non ingobbita in modo da aprire il diaframma in avanti. Se ci si ingobbisce invece ci si chiude davanti e si tende poi a tirare con le braccia (ci si chiudi a ovetto). Inoltre si tende così ad avanzare in punta di sella favorendo la retroversione del bacino che porta a sovraccarico della fascia lombare con tutte le conseguenze del caso.
3) braccia sempre morbide e leggermente flesse (mai dritte e tese). Non tirare mai con le braccia.
Si disperdono energie.
4) far sempre scendere per benino il tallone in fase di spinta. Il polpaccio deve lavorare in distensione e non in contrattura. Il piede deve descrivere come un onda durante la pedalata (quando si spinge scende, quando si richiama risale).
5) non si spinge solo, ma si richiama anche la pedalata.
6) il pedale va accarezzato, non pestato. Più si riesce ad essere rotondi coordinando spinta e richiamo, più la pedalata risulterà redditizia dato che non si avrà una pedalata a stantuffo start & stop, ma una pedalata continua con un positivo effetto volanico aggiunto (inerzia delle masse delle gambe in rotazione continua).
7) non si deve spingere fino al PMI, ma smettere un pochino prima. Si fanno circa 150-160° di manovella in pressione dal PMS. Poi rilassi la pressione così che la muscolatura possa rilassarsi e invertire la sua fase (da spinta a richiamo). Lo stesso vale nella fase di richiamo. Si richiama dal PMI per circa 150-160° di manovella. Poi di nuovo rilassamento.
8) le fasi di rilassamento sono fasi di transitorio meccanico. Se si preme fino al PMI si massimizza la fase di pressione, la muscolatura raggiunge un livello di compressione maggiore e ci si mette più tempo a rilassarsi, per cui la fase di richiamo non è più una fase attiva nella pedalata, ma passiva con la gamba che risale rilassandosi, ma senza tirare.
9) più si spinge solo, più si sovraccaricano ginocchia, metatarsi (massimizzazione della pressione sulla pianta del piede) e lombare. Il lombare deve controbilanciare la spinta di una gamba alla volta. Se invece si spinge e si richiama, le due forze agenti si controbilanciano e le tensioni sul lombare risultano nulle. Il lombare resta così morbido per tutta l'uscita e non si ha così la tendenza quando ci si stanca a raddrizzarsi verso l'indietro tendendo ed irrigidendo le braccia. 
SALUTI CICLISTICI. 


La mia scheda di assetto basic.



Come smontare e rimontare la ruota posteriore della bicicletta da corsa.

Molti ciclisti non sanno come fare. E' semplice, basta imparare un trucco. Occorre smontare e rimontare la ruota posteriore, posizionando la catena sul pignone più piccolo, esempio, l'11, 12,13 e sulla corona più piccola, esempio 39, 36,34, a seconda del caso. Saluti ciclistici. 







domenica 18 febbraio 2018

La favola del telaio/bicicletta AERO BIKE !!!

Oramai il marketing è diventato così sfrontato che periodicamente elabora messaggi subliminali a corredo di "mode" per convincere i consumatori di potere migliorare le prestazioni con soluzioni portentose; tempesta gli appetiti consumistici non solo con i freni a disco, ma anche con i telai aero, promettendo quello che non c'è nella realtà delle cose. A proposito di questi ultimi. Mi dovrebbero spiegare cosa te se ne fanno di un telaio aero se il 90% dei ciclisti non piega i gomiti e pedala dritto come un cobra, per problemi di flessibilità della schiena e non arrivano a toccare il pavimento con le punta delle mani  ? Cosa se ne fanno di un telaio aero se montano computer, staffe e supporti, stile "pannelli solari"?, misuratori di potenza, usati prevalentemente per fare i fanatici dai ciclisti amatoriali, tenuto conto che per interpretare i dati ci vorrebbe un preparatore così qualificato che servirebbe un mutuo  per pagarlo ? Ora detto da me può sembrare opinabile, agli inesperti e ai frequentatori incalliti dei forum, corridori formidabili da tastiera. Invece non può che essere condiviso, dagli esperti del settore e dai ciclisti  di provate esperienza sulla strada. Ecco allora, che l'università olandese di TU Eindhoven, ha fatto uno studio sviluppato nella sua galleria del vento, proprio per spiegare e verificare, il dubbio che incomincia a venire a qualcuno: l'impatto, in questo caso del ciclocomputer Pioneer e di tutto il resto dell'armamentario superiore, compreso il manubrio aero. La struttura del manubrio e del tubo sterzo, nonché quella del citato ciclocomputer, è tale da minimizzare l'impatto, ma è evidente, che c'è comunque un impatto, che deve sommarsi alla resistenza della posizione del ciclista, del casco, eccetera. Poi ci saranno quelli che confonderanno la rigidità ( e quindi il peso)  con l'aerodinamica reale ovvero concreta, dell'aero bike, ma questo è un altro discorso. In questo caso mancano i rudimentali affinché questi pensatori fini, possano capire correttamente i termini della questione ! Per non parlare anche degli altri limiti dell'aero bike, come la limitata maneggevolezza in discesa, la scarsa reattività in salita e il pessimo confort, rispetto ai telai tradizionali. Ma piacciono esteticamente e allora i ciclisti inesperti non se ne accorgono. 
Il risultato costituisce una valutazione empirica di quello che scrivo da tempo, questa volta, suffragato da strumenti elettronici; ora così voglio proprio  vedere quale altra cavolata, scriveranno per dire il contrario !!!! Tutto quello che compone la bicicletta genera resistenza al vento. Punto. 
Aprite gli occhi e non sprecate il denaro....pedalate...piegate le braccia a 70 gradi, con gomiti stretti verso le gambe e testa parallela alla schiena......imparate a pedalare impugnando la presa bassa del manubrio......praticate una dieta seria ( come si fa a pesare 100 kg e sperare di risolvere il problema del rapporto peso/potenza, con telai ultra leggeri, misuratori di potenza, e altri orpelli ?!), fate tanto stretching....il resto non serve è mero marketing, al più, soddisfa solo l'ego.
Il prossimo studio  indipendente che  vedremo sarà quello che dimostrerà l'inutilità dei freni a disco sulla bicicletta da strada. Non per me, ma per i ciclisti da tastiera e per i produttori che vogliono sentirsi avanti con la concorrenza. Il mondo è diventato una vetrina globale; niente di concreto. 
Saluti ciclistici. 



mercoledì 14 febbraio 2018

martedì 6 febbraio 2018

Lo spessore del tubo in carbonio della bicicletta da corsa. Consigli nella scelta del telaio.

Gli spessori e la precisione del lavoro necessari per la realizzazione di un tubo in carbonio, influiscono direttamente sulla prestazione del telaio. Spessori ridotti e/o irregolari comportano una minore/scarsa rigidità nella prestazione, una minore resistenza al carico di rottura e una minore durata. Va da sè che un tubo realizzato approssimativamente, come quello raffigurato nella foto, consente di valutare come scarsa, anche la qualità della manodopera, oltre che quella del prodotto finito. Fate attenzione a non confonderlo, con il tubo over  size, di ampie dimensioni, ma di spessori ridotti, per diminuirne il peso complessivo; ci possono essere tubi over size, realizzati con strutture imperfette, errore di lavorazione che comporta effetti negativi sulla resa e la durata; quello che conta non si vede dall'esterno, ma occorre sezionarlo, tagliandolo. Se vi capita di vedere in un officina, telai tagliati, perchè mandati in garanzia dal negoziante, approfittatene, ispezionatelo; avrete l'occasione unica per toccare con mano la qualità. In buona sostanza, l'indicazione è invece di scegliere prodotti solo perchè visti in TV, e usati dai corridori professionisti, o dall'amico di pedale, scegliete in base alla qualità effettiva del prodotto; e la qualità ha il suo proporzionato costo. Certi telai avrebbero un costo di qualche centinaio di euro, per la qualità dei materiali, della lavorazione e della manodopera, se non fosse per i costi del marketing (il nemico della qualità e della verità) e dalla politica di vendita del marchio che alla fine paga il consumatore. Se vi dicessi a quale marchio, peraltro famoso, si riferisce questo tubo, molti di voi, rimarrebbero di stucco. E' evidente l'approssimazione nella lavorazione e l'inadeguatezza della quantità della fibra di vetro, ivi raffigurata. Non cercate gli effetti speciali, cercate la sostanza delle cose. Prima di scegliere se potete, informatevi sui telai resi in garanzia al negoziante di fiducia oppure sulle esperienze negative di altri ciclisti ( internet ci da una mano in tal senso). Saluti ciclistici. 


lunedì 5 febbraio 2018

Grammomania: Lightweight Urgestalt Disc and Lightweight Wegweiser Disc (copertoncino)

Un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti. In una scatola nera, il meglio delle bicicletta con freni a disco. Il mio consiglio: se avete deciso di farlo, fatelo bene.
Attenzione. Il peso delle ruote non comprende i dischi. 
In collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici.


















Peso complessivo della coppia di ruote senza dischi

Peso ruota posteriore senza disco 

Peso ruota anteriore senza disco.